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Italicum, Renzi forza e mette la fiducia
E Speranza strappa sul serio

Basilicata

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POTENZA - Scenario incandescente. Lo scontro tra Renzi e Speranza rischia di far saltare il banco anche in Basilicata su rimpasto, elezioni di Matera e leadership regionale. Perchè la guerra è scoppiata davvero tra Renzi (e i renziani) e Speranza (e gli antirenziani ma non tutti). Non si torna più indietro.
Tutto è degenerato quando il premier ha forzato la mano sulla fiducia all’Italicum. Un atto che Speranza non accetta. Lo aveva già anticipato domenica da Annunziata e ieri lo ha formalizzato: «Considero un errore gravissimo porre la fiducia sulla legge elettorale. Senza ostruzionismo e dopo un voto rassicurante sulle pregiudiziali. Ne ho votate tantissime in questi anni e ne continuerò a votare nei prossimi mesi. Ma questa volta no».
Il voto sulla fiducia ci sarà oggi. Ma Speranza ha già chiarito in modo netto: «Non posso legittimare con il mio consenso questa violenza al Parlamento. E’ una scelta personale che ha il senso di difendere le mie convinzioni più profonde legate alla qualità della democrazia. Proprio quelle convinzioni che ho sempre trovato nel progetto originario del Pd».
Ma il momento è delicatissimo. Speranza ha anche sottolineato che non chiederà a nessuno di quelli di Area Riformista di seguirlo. Il deputato lucano parla di scelta personale. Rischia di restare isolato o con pochi altri. Di certo con lui c’è il segretario regionale del Partito democratico di Basilicata, Antonio Luongo che unico tra tutti i leader regionali del Pd (secondo il quotidiano nazionale “la Repubblica) non ha firmato la lettera di Renzi che chiedeva sostegno ai vertici locali del suo partito di sostenere. E si annuncia maretta anche in Basilicata. La mossa di Luongo non è passata inosservata al senatore, Salvatore Margiotta che su Twitter ha sentenziato: «Frattura tra lui e noi “renziani”....». Anche se lo stesso Margiotta ha chiarito: «Non riuscirò neanche questa volta a parlare male di Luongo, ma...». Insomma il senatore lucano (che da fonti autorevoli sembrerebbe essere stato rassicurato dall’avvocato Coppi sull’esito positivo dell’appello giudiziario in cui è impegnato) apre una “vertenza” lucana nel Pd per le posizioni antirenziane assunte da Speranza e Luongo.
E questo potrebbe complicare e non di poco anche tutta la vicenda legata al rimpasto della giunta regionale in cui è impegnato ormai da settimane il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella. Ovvio che nessuno credeva davvero (o almeno se lo auspicava) che lo scontro tra Renzi e Speranza potesse assumere un contorno così duro e così frontale. Oggi i possibili (e già avviati) accordi lucani tra luonghiani e renziani diventano debolissimi. Buon profeta in tal senso sarebbe stato Gianni Pittella, quando la scorsa settimana consigliò (secondo fonti più che autorevoli) a “Marcello” di attendere prima la chiusura della vicenda Italicum a Roma e poi comporre definitivamente la nuova giunta. «E se si arriva alla scissione?», sarebbe stata la domanda del fratello maggiore al governatore lucano. La domanda ora diventa generale: che accade se davvero si arriva alla frattura con conseguenze irreversibili anche sulla tenuta del Governo nazionale? Difficile rispondere. Ma di certo in Basilicata il Pd rischierebbe l’implosione. A rischio la stessa leadership di Luongo che nel momento della sua elezione a segretario assicurò una guida “autorevole” e responsabile nei confronti dei renziani e dello stesso Pittella. Il suo no alla lettera di Renzi potrebbe essere preso per un guanto di sfida. Altro che tregua. Ad ogni modo sono ore delicatissime per Speranza che ieri in tarda serata ha aperto anche una complicatissima riunione dell’Area riforimista che si è svolta nella sala Berlinguer della Camera dei deputati. E forse il sostegno di Brunetta, serve a poco.

s.santoro@luedi.it

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