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Da Galante arriva una proposta di legge
per il rilancio del capoluogo

Basilicata

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POTENZA - Prima di presentare la sua proposta di legge per il rilancio della città di Potenza, la risposta ai sei capigruppo comunali del centrosinistra, compreso quello del suo stesso partito, che il giorno prima lo avevano attaccato per la tempistica dell’iniziativa. «Un atto fascista», ha commentato senza mezzi termini il consigliere regionale di Realtà Italia, Paolo Galante. «Una censura preventiva», quella a firma di Iudicello, Meccariello, Potenza, Calò, Scarano e Summa, che gli avevano rimproverato la tempistica e quindi, in maniera indiretta, un protagonismo «sospetto» in questo momento.
«Che si sono espressi senza nemmeno conoscere quali fossero i contenuti della proposta». Seduta al tavolo della sala B del Consiglio regionale, si dice «sorpreso» e soprattutto «preoccupato». Gli alleati di coalizione «non ne hanno compreso nemmeno la portata politica». Se in 20 anni «nessuno è stato in grado di scrivere una proposta di legge per rilanciare il ruolo del capoluogo», l’iniziativa doveva essere un modo «per rimettere la palla al centro(sinistra)», dice con un leggero tono ironico.
Perché la complessa situazione che si trova a vivere il capoluogo di regione «non può essere ridotta semplicemente a una questione economica». «Si apre uno spiraglio nazionale - aggiunge il consigliere che nell’ultima seduta dell’assemblea di viale Verrastro ha firmato la mozione regionale per Potenza - e ne siamo tutti ben lieti. Ci auguriamo tutto che l’operazione vada in porto perché se fallisce il capoluogo fa in default tutta la regione». Ma - ci tiene a precisare - «è pure ora che qualcuno provi a immaginare qualcosa che vada oltre una mozione. Qualcosa che affronti le problematiche esistenti, con un atto di programmazione, riconoscendo un ruolo specifico alla città punto di riferimento per di più di 30 comuni dell’area. Io l’ho fatto, con questa proposta di legge». E venendo ai contenuti della proposta, Galante punta sul concetto di ‘Città Universitaria’, dispensatrice di servizi sanitari di alto livello. «Potenza Città dei Servizi non è, quindi, solo un’espressione, ma la concretizzazione di un ruolo ben definito. Su Potenza non una legge di campanile, dunque, ma una legge per il futuro dei lucani».
Una proposta non solo per i potentini - aggiunge - ma per tutti i lucani e in particolare quelli che risiedono nell’area vasta che gravita intorno al capoluogo. «Ecco perché - aggiunge - non può essere definita una proposta di campanile». Galante individua come organo di raccordo la Conferenza per la città capoluogo composta dal presidente della Regione Basilicata o suo delegato, dal sindaco di Potenza, dal rettore dell’Università della Basilicata, da due sindaci scelti, ogni due anni, dalla Giunta regionale. La Conferenza - si legge nella pdl - promuove iniziative volte a favorire l’insediamento nella città di Potenza, ovvero nel territorio limitrofo, di strutture formative di protezione civile, di coordinamento tra gli operatori turistici lucani al fine di dare sviluppo alla cooperazione tra i territori montani, favorendo il turismo e la crescita economica e sociale, la valorizzazione e tutela dell’ambiente. Per tutti gli eventi a carattere nazionale ed internazionale - inoltre - la Conferenza è integrata dal sindaco della città di Matera per ottimizzare la programmazione degli eventi e coordinarli.
«La Regione – conclude il consigliere – deve svolgere un ruolo determinante, destinando risorse straordinarie ad una serie di priorità programmatiche legate all’evoluzione sociale, politica, economica e culturale. Prospettive di equità sociale e sostenibilità ambientale, quindi, puntando su capisaldi del welfare, quali ambiente, salute, sicurezza, valorizzazione dei beni culturali, formazione culturale e professionale, politiche sociali e innovazione tecnologica».

marlab
m.labanca@luedi.it

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