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«Scelgo De Ruggieri ma resto del Pd»
Santochirico spiega il sostegno al presidente Zetema

Basilicata

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MATERA - «Io sono e resto del Pd. Non saranno vicende locali che mi indurranno a cambiare opinione o appartenenza politica. Non è un caso che io abbia espresso privatamente solidarietà a Speranza quando si è dimesso dall'incarico di capogruppo alla Camera. Sto nel PD con tutte le criticità che in tanti condividiamo, ad ogni livello . In questo momento però c'è una questione che riguarda la città. Quello che accadrà nei prossimi cinque anni segnerà il futuro dei prossimi decenni di Matera».
Enzo Santochirico lo dice subito per rispondere a chi si chiede quali ragioni abbiano mosso la sua scelta di sostenere Raffaello De Ruggieri con una lista, Matera Capitale.
«E' decisivo il tipo di guida che avrà questa città - prosegue - e come si governerà. Chi si candida a farlo dovrà avere cultura politica, sensibilità e capacità di ascolto, coinvolgimento, relazione adeguata a questa sfida, incompatibile con chi pensa che ci sia solo da gestire il potere, per di più con qualche dannoso cerchio magico. Non può esserci un governo della città che non sia aperto, inclusivo, lungimirante, partecipato. Prima ancora di essere abitanti culturali dobbiamo essere abitati dalla cultura – aggiunge -, avvertendo chi si prenderà la responsabilità di governare la città».
In tempi non sospetti aveva indicato Raffaello De Ruggiero come candidato ideale alla guida della città e oggi rivendica lo sguardo lungo di quella valutazione.
«Quella scelta ha ottenuto consensi importanti da forze di centrosinistra che si ritrovano oggi a sostegno di De Ruggieri (socialisti, IDV, aree del PD) e poi ha avuto una sua legittimazione con le Primarie, per le caratteristiche che incarna e che sono: conoscenza profonda della città, autorevolezza, notorietà, autonomia e disinteresse alla carriera politica. Io, prima di chiedermi chi c'è dietro qualcuno mi chiedo cosa c'è dentro qualcuno e queste qualità mi hanno spinto verso questa decisione».
Il rischio di un governo della città, nel caso di vittoria, affidato ad una eterogeneità di coalizione, non lo preoccupa.
«Non c'è uno schieramento in campo che sia omogeneo, tutti sono attraversati da ampie diversità, quando non addirittura conflittualità interne. Lo schieramento che sostiene il sindaco uscente arriva da una frammentazione, la sua maggioranza si è retta grazie al sostegno degli eletti nelle liste civiche. Ma il collante nei prossimi cinque anni sarà la missione speciale di Matera capitale europea della cultura nel 2019. Avere un obiettivo così vincolante e mettere a suo servizio una pluralità di apporti assicurano tenuta e forza dell’alleanza. D’altronde, non è stata l’obiettivo della candidatura la polizza che ha consentito la sopravvivenza dell’amministrazione uscente fino alla conclusione del mandato? Nessuno, a fronte della sfida che attende la città, potrà sottrarsi al dovere civile, prima ancora che politico, di assicurare la governabilità della città. Perciò è del tutto improprio il parallelo con le vicende dell’amministrazione Buccico. La capacità di sintesi e la tenacia paziente ma solida di De Ruggieri, oltre che la consapevolezza della missione, escludono rischi di instabilità.
L’alleanza civica a sostegno di De Ruggieri risponde a una missione speciale, è una task force dedicata che trova la sua ragion d’essere e perciò ha lo scopo di vivere con passione, partecipazione e intelligenza la sfida del 2019. Non ha altri fini. Perciò è un esempio tipico di civismo che mette l’impegno del cittadino (civis) al servizio della città (civitas).
De Ruggieri, vincendo, dovrà unire tutta la città. Probabilmente a molti di noi sfugge - ammette - quanto sia difficile la sfida che ci attende, perché è inedita e gigantesca e nessuno può pensare che sia depositario di ricette e soluzioni già sperimentate. Ecco perché scelgo De Ruggieri».
E Santochirico si spinge ancora più in avanti: «Ci sono tutte le ragioni e tutte le condizioni perché De Ruggieri possa vincere al primo turno, o comunque andare vicino ad ottenere il voto della maggioranza dei materani . E se così non dovesse essere sin dal 31 maggio, credo che la città a larghissima maggioranza si identificherà al ballottaggio con la figura di un materano che è capace di unire, che ama la sua città, che ha già messo insieme tante forze fra loro ed è quindi portato all'inclusione».
Un’altra ragione che spinge Santochirico a scegliere De Ruggieri è la sua concezione della cultura contraria a quella che pare spesso affermarsi come eventi, spot, che non radicano iniziative e progetti nella vita della città, che non hanno largo respiro, e che rischiano di vanificare il risultato raggiunto con la designazione a Capitale europea della cultura. Si pensi ad alcuni eventi oggetto di discussione in questi giorni: “il mancato rinnovo del contratto a degli ingegneri al Centro di Geodesia Spaziale e alla chiusura del teatro Duni.
E' mai possibile aver costruito la candidatura a Capitale della cultura in questi cinque anni trascorsi, non avendo elaborato una proposta concreta sui contenitori culturali, prevedendo solo e addirittura l’importazione dei pezzi di uno vecchio di 40 anni (la famigerata Arca di Prometeo). O aver ignorato completamente l’accordo sulla Cittadella dello Spazio, col rischio di un progressivo ridimensionamento del Centro di geodesia, se non la sua chiusura, come è accaduto in altri casi, limitandosi a prevedere per i prossimi cinque anni solo un concerto “spaziale”? De Ruggieri privilegia l’idea e la pratica di una cultura che è fatta di valorizzazione della ricchezza delle nostre risorse, di istituzioni che generano opportunità, di investimenti e iniziative che fanno della cultura una leva economica, oltre che civile. Che è quindi il contrario di una cultura elitaria ed estestizzante. Altro che Unmonastery?»
De Ruggieri, per Santochirico è un innovatore , è «Un saggio con l'entusiasmo di un giovanissimo, visionario, come lui stesso ama definirsi», che nutre un amore totalizzante verso la sua città.
De Ruggieri riporterà l’elaborazione del futuro della città nella città, evitando pericolose eterodirezioni.E quando parla della sua lista, nata dal network che ha fondato , Matera Capitale ideale («che ha presentato quattro progetti, tutti ignorati dal Comitato, come è accaduto in tanti altri casi»), spiega: «La lista rappresenta la naturale articolazione istituzionale di quella esperienza, alla quale se ne sono aggiunte altre, come quella di Italia dei Valori. E se si considerano anche i socialisti a sostegno di De Ruggieri, si intravede un orizzonte nel quale sia possibile la creazione di un nuovo centrosinistra».
Non fa finta che temi come la giunta regionale siano lontani e li affronta con un paio di battute: «Nel dicembre 2013 un accordo prevedeva che in giunta ci fossimo sia io che Braia. L'accordo fu fatto a mezzogiorno e disfatto alle sei del pomeriggio. Oggi bisogna ripartire da una discussione politica, dalla fine dell'esperienza della giunta tecnica. Ci vuole una discussione politica che disegni il progetto e sulla base di questo assegnare un mandato per andare avanti, come hanno rivendicato Paradiso e Labriola. E bisogna chiarire se le ragioni della mancata attuazione dell’accordo del 2013 siano venute meno e, se si, come sembra emergere da dichiarazioni del presidente Pittella, non possono che valere per tutti. Se, al contrario, il dato congressuale diventa essenziale per una nuova soluzione, non si potrà né dovrà ignorare che, fra i competitori a segretario regionale, oltre a Braia c'è anche Paradiso. Per quanto mi riguarda, resta ferma la necessità di un chiaro accordo politico. Non si va in giunta per essere al servizio di una persona ma di una causa e di un progetto, pur rispettando ovviamente i ruoli». E non nasconde che preferirebbe tornare a ruoli politici attraverso un passaggio elettorale che – dice - «mi è stato precluso sia nel 2013 che nel 2015», privilegiando in questa fase l’impegno professionale.
Gli chiediamo se abbia ricevuto altre proposte dopo la conclusione della scorsa legislatura regionale e rivela di aver rifiutato un incarico gestionale nel febbraio 2014.
Invece «Nell'autunno dello stesso anno mi è stato proposto di occuparmi di una annosa e complessa questione, a dimensione sovraregionale, che richiede competenze giuridico-amministrative e disciplinare in materia ambientale. Diedi la mia disponibilità a tre condizioni: che ci fosse la reale volontà di risolvere il problema, che ci fosse pieno mandato e che qualsiasi proposta non fosse massa in relazione con quanto stava succedendo a Matera.
La mia posizione politica riguarda proprio questo aspetto: i destini individuali riguardano le singole persone, quelli della città riguarda un’intera comunità e non possono essere condizionati da altro. Ed è la bussola etica che mi ha portato alla scelta politica che ho fatto a Matera».

a.ciervo@luedi.it

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