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Moliterno, sfida a due nel Partito democratico
tra l’ex sindaco Latoracca e l’uscente Tancredi

Basilicata

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MOLITERNO - Competizione tra già sindaci e tutta interna al Partito democratico quella che si è aperta ufficialmente ieri a Moliterno, con la presentazione delle liste.
A sfidare il primo cittadino uscente, Giuseppe Tancredi, un nome importante del Pd regionale come quello di Angela Latorraca, attuale consigliere provinciale, che ha già amministrato il comune per 10 anni e che per un soffio non è stata eletta alla Camera dei deputati alle ultime parlamentarie.
Due liste civiche di centrosinistra, entrambe senza simbolo di partito, dopo che il Pd cittadino non è riuscito a esprimere una candidatura unica e che anzi ha rischiato di sfaldarsi in tre, e di diventare l’emblema per eccellenza di quella forza politica che ormai, su quasi tutti i territori, i veri sfidanti ce li ha in casa e non all’esterno. Ma alla fine, il giovane segretario cittadino, Antonio Rubino, che pure aveva coltivato ambizioni da primo cittadino, ha desistito dalla candidatura. Un passo indietro motivato ufficialmente con la volontà di non creare un’ulteriore spaccatura nel comune di circa quattro mila abitanti, dove tre aspiranti sindaci dello stesso partito sarebbero stati veramente troppi.
Nessuno dei due candidati in corsa, dicevamo, si presenta con il simbolo del Pd, ma all’interno della lista di Latorraca ci sono diversi esponenti dei democratici.
E’ una proposta, invece, all’insegna della continuità amministrativa quella del sindaco uscente, Giuseppe Tancredi, che si presenta con una lista per lo più di professionisti, composta da cinque amministratori uscenti, tra cui anche il vicesindaco Acquafredda.
Il segretario cittadino del Pd, Rubino che sottolinea di aver rinunciato alla corsa per il bene del partito, per adesso avrebbe dato indicazione di voto per i candidati consiglieri del Pd. Ma alla fine nulla è escluso. I panni sporchi, verrebbe da dire, si lavano nelle urne. Del resto, per quanto la mancata candidatura del segretario abbia evitato l’acuttizzarsi del conflitto, gli screzi registrati nelle scorse settimane sono stati forti.
La discesa in campo della consigliera regionale, da molti chiacchierata ma ritenuta da alcuni solo come mossa pretattatica, è stata accompagnata da un lettera dai toni duri e polemici. «Moliterno - scriveva in un documento diffuso anche sui social - di tutto ha bisogno, tranne del cappello di qualche colonnello o aspirante tale. Il voto deve essere per la città ed esclusivamente per i nostri interessi locali. Deve essere avulso da logiche spartitorie o neo coloniali che servono solo a contare proseliti di questa o quella filiera». La scelta di Latoracca di partecipare alla competizione elettorale ha portato a un quasi automatico passo indietro del segretario Rubino. Le urne saranno il vero banco di prova per comprendere gli equilibri del partito.

 

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