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A Matera una scoppiettante campagna elettorale
Tortorelli: «Mai con Adduce». E il sindaco lancia altre bordate

Basilicata

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MATERA - Una piramide rovesciata, alla cui base si colloca il candidato sindaco e il gruppo propulsivo, ma nella parte apicale ci sono i cittadini in lista, con le loro istanze e proposte.
E’ questa l’immagine simbolo della lista civica “Osiamo con Tortorelli sindaco”, che si è presentata ieri all’elettorato, dopo il battesimo del fuoco in Commissione elettorale. Cappellino giallo e look casual, Angelo Tortorelli ha convocato i suoi e la stampa nel parco “Giovanni Paolo II” (il boschetto), visibilmente imbrattato da rifiuti tracimanti sui cestini stracolmi, con l’erba sfalciata e abbandonata sul ciglio dei camminamenti. Un simbolo di spazio urbano da recuperare; lo hanno fatto i candidati, rimboccandosi le mani.
Tra gli argomenti più interessanti, emersi dalla breve conferenza stampa, c’è la precisazione perentoria di Tortorelli, stimolato dal cronista sulla mano tesa dall’antagonista Pd Salvatore Adduce, che sabato ha dichiarato pubblicamente di sentire Osiamo molto vicina alle istanze della sua lista.
«E’ vero -ha detto Tortorelli- con Adduce ci siamo incontrati nel mio studio, parlando di possibili alleanze. Mi sono preso due giorni di riflessione, ma mi sono bastate due ore, durante le quali ho interpellato i miei candidati, per declinare l’invito; del resto, all’ultima pagina del nostro programma è chiaramente indicato che non faremo apparentamenti ed alleanze in caso di ballottaggio: o vinciamo subito, oppure nessuna intesa è possibile. Del resto, Adduce avrebbe dovuto ricordarsi prima di intavolare un discorso con noi, magari intorno all’Immacolata, in modo da trovare punti di condivisione; ora i tempi sono maturi per prendere altre strade, mai con Adduce».
Affermazioni, che hanno suscitato il viscerale e spontaneo applauso dei candidati, presenti in massa, con qualche pezzo di centrosinistra e centrodestra, naturalmente inglobato in una compagine civica, «fatta da lavoratori, imprenditori e disoccupati -ha proseguito Tortorelli- con i quali abbiamo condiviso un programma realizzato insieme, per il futuro di questa città, che parta dall’ormai famosa “colata di verde”, espressione coniata da noi e puntualmente copiata dagli altri». Non sono mancate le bordate anche all’altra lista antagonista, quella capeggiata da Raffaello De Ruggieri: «Noi non puntiamo sulla quantità, ma sulla qualità dei candidati; ci hanno definiti come quelli che pensano il lunedì ed agiscono il martedì, io confermo e ribadisco che sarà così».
In fondo al programma di Osiamo, resteranno due pagine bianche, perchè la condivisione e le nuove proposte possano arrivare anche dopo, con l’eventuale elezione. Nel parterre dei supporter più o meno noti, c’era di nuovo il consigliere regionale Pd, Luigi Bradascio, la cui presenza è stata oggetto di critiche, ma anche Alessandro Tortorelli, già vicino all’imprenditore Angelo Tosto, oggi anima della lista di De Ruggieri ed Elio Bergantino, ex assessore della prima giunta Adduce. Immancabili i sostenitori di Centro democratico, Nicola Benedetto e Pasquale Stella Brienza. E poi tanti cittadini, che si sono rimboccati le maniche per ripulire un pezzo di parco.
Un’azione simbolica, come ha evidenziato Tortorelli, che vuole far intendere le modalità dell’aproccio ai problemi. Non sono mancati riferimenti alle “ingiuste ingerenze” dei notabili potentini sulla scelta dei candidati sindaci, «una tendenza dimostrata a destra e sinistra -ha spiegato Tortorelli- perchè, fatta salva la necessità di dialogare con la Regione, trovo ingiusto che da Potenza si debbano decidere i rappresentanti della nostra città. Sta parlando una persona che per 6 anni si è occupata di internazionalizzazione; credo che per andare in Africa e Canada si debba passare per Potenza, ma la nostra scelta del candidato sindaco, deve essere un fatto tutto materano». Così è stato per Osiamo, che ha voluto divincolarsi da ogni ingerenza, proprio per il principio della piramide rovesciata.
Per Tortorelli, presidente della Camera di commercio da anni impegnato nel mondo produttivo del Materano, c’è anche una priorità del lavoro per i giovani, «che vanno rimotivati -ha detto- trovandosi in condizione di totale sfiducia; in questo conta la nostra componente imprenditoriale, perchè un giovane motivato cerca e trova lavoro».
Infine il riferimento alla Fondazione Matera 2019: «Il sindaco deve fare il sindaco e il presidente della Fondazione deve essere un’altra persona, soprattutto se vogliamo evitare lo schifo ed il caos, che si è verificato in questi giorni sui Belvedere e nei Sassi. Adduce ha intrapreso tante strade senza portarne alcuna a compimento».

a.corrado@luedi.it

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