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Fratelli - coltelli, i democrat divisi tra i candidati
La guerra all'interno del Partito democratico

Basilicata

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ANGELO COTUGNO

«Questa campagna elettorale è partita malissimo». L'hashtag #adducestaisereno, nato dalla lista “Matera capitale” dopo le dichiarazioni che il sindaco Adduce ha rivolto a Enzo Santochirico, riporta sul tema dell'ironia il clima che secondo Angelo Cotugno non rende questa campagna elettorale tra le migliori viste in città.
«Adduce e il suo cerchio magico hanno usato un linguaggio dell'Ottocento. Proprio chi ha messo in campo un'idea innovativa, poi utilizza termini e classificazioni antiche parlando i fascisti. E poi, perchè non comunisti? Forse si vergogna? O lui non lo è mai stato?. Cotugno, già consigliere comunale («Presente a tutte le sedute tranne una, in cinque anni») suggerisce quali sarebbero, secondo lui, i temi su cui confrontarsi: «Mi piacerebbe che si parlasse di quello che è stato fatto finora e su ciò che si vuol fare. E' moderno, di sinistra aver favorito in questi cinque anni la solita rendita fondiaria edilizia e urbanistica con gli strumenti in deroga, favorendo i soliti noti? In questi cinque anni su questo terreno, mi vanto di essermi distinto per le mie posizioni diverse da quelle del sindaco». Sulla tecnologia al servizio della comunità, Cotugno aggiunge: «Si è fatta tanta propaganda sugli open data, ma quante di queste informazioni vengono usate a titolo collettivo». Adduce sostiene di essersi ricandidato perchè non ha finito il suo lavoro? «Non si finisce mai, ma forse lui vuol restare in carica per altri 20 anni. Rende personale il governo della città che invece appartiene alla collettività o ai gruppi dirigenti e ai partiti». Abbraccio mortale con la destra? «Sono consapevole che lo schieramento è composto da forze che tradizionalmente non sono in campo col centrosinistra. Adduce però in questi anni ha usato a piene mani il sostegno di quel campo per reggersi e non sarebbe mai caduto per colpa mia. Adduce non è adeguato a governare ad esempio perchè non ha utilizzato al meglio fondi come quelli dei Pisus che sono stati persi. In secondo luogo, ha preso in giro i cittadini sul ciclo dei rifiuti. Oggi spendiamo 400 mila euro al mese per non aver fatto nulla in cinque anni per migliorare la quantità di differenziata né per individuare una via d'uscita. I materani devono sapere che la discarica non chiuderà, almeno per i prossimi 30 anni».

a.ciervo@luedi.it

 

NINO CARELLA

E’ restio a farsi trascinare nella polemica. Per lui «Adduce era l’unico candidato possibile» e la nostra è una scelta di coerenza. L’ex civatiano Nino Carella non nasconde certo che «in passato non ho condiviso tutto quello che ha fatto Adduce» ma rilancia: «Come ha detto lo stesso Salvatore nell’apertura della campagna elettorale qualche errore è stato fatto. Ma ci sono state molte cose buone».
E quindi l’esponente del “cartello” Democrazia e sviluppo è convinto: «Non c’è dubbio che Salvatore Adduce sia la scelta migliore. Per il centrosinistra. Per il Pd e per Matera».
Carella entra in redazione insieme al proprio compagno di viaggio: Stefano Fraccalvieri. Assenti giustificati gli altri due candidati consiglieri adduciani: Simona Iacovone e Carlo Berardi.
E in coro a chi solleva polemiche e strumentalizzazioni dicono: «Noi siamo la sinistra». Detto questo c’è tempo per il pensiero e le considerazioni. Adduce ricandidato di diritto perchè, spiega sempre Carella: «Per me dopo la designazione di Matera capitale della cultura 2019, non c’era un altro candidato sindaco all’altezza».
E a chi chiede perchè comunque non si siano celebrate le primarie, l’ex civatiano risponde: «Non mi pare siano state avanzate altre candidature interne al Pd. Mi pare che ci siano state delle richieste di accordo con trattative. Ma altro nomi non sono emersi».
E ancora sulla scelta di Santochirico di non sostenere Adduce: «Noi siamo stati i primi civatiani in Basilicata. Poi al congresso regionale appena abbiamo capito che non c’era più la possibilità di portare avanti reali idee di cambiamento con l’ingresso di posizionamento di Santochirico siamo usciti. Poi non mi sembra che abbiano ottenuto chissà quale risultato». Ma la stoccata è in agguato: «Credo che nella sua scelta ci sia poco di politico e molto di personale».

s.santoro@luedi.it

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