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Italicum sì, rimpasto forse
Pittella concede altri dieci giorni al Pd

Basilicata

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POTENZA - Una sorta di nulla di fatto. Anche se c’è chi si affretta a far sapere: «Riunione interlocutoria che comunque segna un inizio. Ne serviranno altre». Questo ovviamente è il messaggio che trapela dal Pd lucano. Sponda segreteria regionale.
Dall’altro lato si parla di un Marcello Pittella che comunque mantiene intatta la volontà di chiudere i giochi (e cioè il Rimpasto) ben prima delle elezioni amministrativa. Ben prima quindi di quel 2 giugno quando si saprà a Matera come sono andate realmente le cose. Secondo le fonti, il presidente della Regione avrebbe affidato alla riunione dei segretari regionali del centrosinistra la “necessità” di voler chiudere entro una decina di giorni. Il messaggio è chiaro: attende che le forze politiche a partire dal pd gli schiariscano il quadro e gli presentino delle proposte sottoforma di nomi non più di dieci giorni. Poi potrebbe procedere con le prerogative del presidente.
Ma dal Pd frenano. Il quadro in effetti è così scomposto che non è un mistero che Luongo e i suoi preferirebbero un percorso più lungo con passaggi intermedi negli organismi di partito. Ovvio che su tutto pesa quanto è accaduto a Roma sull’Italicum con lo strappo irrimediabile tra Matteo Renzi e Roberto Speranza e la lettera dei renziani lucani, guidati da Salvatore Margiotta, che hanno mosso “guerra” ad Antonio Luongo.
La sensazione è che in questo contesto Pittella potrebbe, alla fine dei 10 giorni, nominare solo il renziano Luca Braia per il quale c’è già stato il pressing romano guidato da Lotti e per il quale è praticamente pronto l’assessorato all’Agricoltura che ancora vede alla guida il tecnico Michele Ottati. In realtà dalle indiscrezioni trapela che il governatore vorrebbe chiudere (qualora dovesse decidere con le prerogative) con due nuovi assessori. Ma negli ultimi giorni si è alzato un altro muro. In pratica tre consiglieri regionali della maggioranza hanno creato una sorta di cartello e chiedono con forza un posto in giunta. I tre sono Paolo Galante di Realtà Italia, Nicola Benedetto di Centro democratico e Luigi Bradascio che fu eletto in consiglio nella lista “Pittella presidente”. Dalla loro hanno la forza del numero: tre consiglieri si traducono in tre voti. Non poco. A quanto pare chiedono un assessorato: il prescelto dovrebbe essere Galante. Ed è chiaro che questo cartello di fatto mette in stallo altri ipotesi esterne legate al mondo dell’associazionismo e dei sindacati. Ma di più. Perchè anche la forza contrattuale del Psi di Livio Valvano (al netto delle precisazioni di circostanza) diminuisce.
Intanto la situazione, in quell’asse dem tra Roma e Potenza ha visto la vittoria definitiva di Renzi sull’Italicum. La riforma elettorale è passata con 334 favorevoli, 61 contrari e 4 astenuti. Assente l’opposizione che ha lasciato l’aula prima del voto. Tra i no di quelli che sono rimasti seduti anche quello dell’ex capogruppo del Pd, il lucano Roberto Speranza che dopo aver ingoiato bocconi amari nella scorsa settimana ieri ha guadagnato qualche altro voto. Difficile in ogni caso il calcolo preciso della forza di Area riformista. Ma qualcosa ha incassato in meglio.
Speranza comunque subito dopo il voto ha dichiarato: «Ho votato no all'Italicum. Che amarezza la Camera mezza vuota. Così la sfida del Pd al Paese è più debole. Non più forte. Occasione persa». Su twitter. Alle agenzie nazionali ha invece dichiarato: «La permanenza nel Pd non è in discussione, ma l’approvazione della riforma elettorale a colpi di maggioranza è un grave errore. Io credo nel Pd fino in fondo, ci voglio stare fino alla morte, ma quello che è accaduto oggi è profondamente sbagliato. Lavorerò nel Pd per dare rappresentanza a una sensibilità e a un punto di vista. La scissione per me non esiste. Ma approvare la riforma elettorale con le opposizioni fuori dall'aula e con il dissenso di una parte rilevante della maggioranza è una cosa che dovrebbe far discutere opinione pubblica e cittadini».
Insomma la partita continua tra Roma e Potenza con il Rimpasto comunque in arrivo

s.santoro@luedi.it

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