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Potenza, la diffida (attesa) del prefetto
Venti giorni per il bilancio riequilibrato

Basilicata

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POTENZA - I venti giorni di tempo potrebbero scattare da oggi, quando sarà probabilmente notificata la diffida del prefetto. Da questo momento l’amministrazione comunale di Potenza non potrà più sforare la tempistica istituzionale e consegnare - entro quei venti giorni, appunto - il bilancio di previsione riequilibrato.
La scadenza del termine - non rispettata - era stata fissata al 29 aprile scorso, novanta giorni dopo l’insediamento della commissione liquidatrice del Viminale, nominata dopo l’approvazione del dissesto (il 20 novembre scorso).
La diffida del prefetto di Potenza Antonio D’Acunto ad adempiere nei prossimi venti giorni è un atto dovuto, e persino atteso. Il provvedimento di piazza Prefettura, infatti, in qualche modo concede qualche altro giorno utile per mettere mano ai conti.
La strada che l’amministrazione di Dario De Luca sta seguendo è quella indicata dal viceministro agli Interni Filipo Bubbico nel consiglio comunale dedicato al ruolo del capoluogo.
Per compensare il disavanzo del Comune di Potenza - stimato in 42 milioni di euro - l’aiuto della Regione Basilicata è necessario. Ma il presidente Marcello Pittella da mesi spiega che non sarebbe stato possibile assegnare al capoluogo un simile contributo. Così è entrato in gioco un provvedimento governativo che dovrebbe allungare a quattro anni il tempo utile per ammortizzare il debito dei Comuni capoluogo (a differenza degli attuali due). Su un tempo lungo anche per la Regione Basilicata sarebbe più facile sostenere Potenza.
Nel frattempo, poi, Anci e Governo stanno lavorando all’abbattimento delle sanzioni che diverse amministrazioni d’Italia hanno ricevuto con lo sforamento del patto di stabilità. Un passaggio, quest’ultimo, che sembra quasi scontato. Già questo atto permetterebbe di scorporare dal disavanzo potentino nove, dieci milioni di euro.
Il deficit rimanente potrebbe così essere coperto dalla Regione secondo un piano pluriennale. Ecco perché è così importante che a Roma passi il provvedimento sull’allungamento del tempo a disposizione dei Comuni per rientrare col proprio debito.
In attesa che a Roma la partita si chiuda, i venti giorni concessi dal prefetto - pena lo scioglimento del consiglio comunale - serviranno ad approvare in Regione l’impegno di spesa in soccorso del capoluogo.
La delibera dovrebbe arrivare domani e sarà costruita su un tempo di quattro anni, come se la norma in discussione a Roma fosse già in vigore. Successivamente spetterà al consiglio comunale di Potenza approvare un’ipotesi di bilancio riequilibrato che tenga conto di questo contributo regione. Anche il bilancio potentino sarà costruito con lo stesso schema, prevedendo un rientro del deficit pluriennale
La strategia: quando la commissione liquidatrice arriverà a valutare la proposta di bilancio cittadino, il provvedimento governativo sarà stato già approvato e il Viminale non potrà che accogliere la soluzione adottata.
Una strada su cui persino il ministero sembra pronto a spingere, e non solo per Potenza. Sono quasi duecento i Comuni italiani in una crisi debitoria tale da non poter ottenere l’equilibrio in un paio di anni. E questo nonostante i tagli drastici e l’abbattimento di ogni spreco possibile: il tempo sembra l’unica strada ancora percorribile.

s.lorusso@luedi.it

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