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Le memorie sul lodo dello scudo Dc
«In troppi hanno abusato del simbolo»

Basilicata

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«Abbiamo depositato le memorie a sostegno dell’esposto presentato al Tribunale di Potenza sul “lodo” titolarità della DC e quindi del simbolo “scudo crociato” chiedendo, prima di entrare nel merito, di inibire l’uso del simbolo della Dc e di farlo in tempi rapidissimi tenuto conto che già in occasione di queste elezioni amministrative sono presenti sull’intero territorio nazionale numerosissime liste con il simbolo della Dc».

Il presidente del Comitato Nazionale iscritti DC 1992-93 Giuseppe Potenza racconta così dell'ultima tappa del contenzioso che da anni tiene banco sull'utilizzo dello storico simbolo della balena bianca.

L'udienza preliminare si è tenuta il 28 novembre 2014. Oggi Potenza ha ribadito in tribunale le motivazioni dell'esposto recuperando alcune sentenze che già si sono espresse sul caso. 

«Nel corso degli anni più persone pur richiamandosi ai valori posti alla base dell'attività politica della Democrazia Cristiana di Sturzo e De Gasperi, ritenendosi, in modo inesatto, erede e tutrice, in verità non avevano la rappresentanza giuridica» per utilizzare il simbolo.

«Con le stesse sentenze – afferma l’avvocato Rosanna Faraone che rappresenta il Comitato - si metteva fine alle dispute tra le diverse formazioni politiche, durate per 19 anni, che, come statuito chiaramente dalle sentenze, si richiamavano ai valori e alla formazione politica della DC, ma non avevano la legittimazione giuridica del simbolo scudo crociato con la scritta Libertas e del nome Democrazia Cristiana e quindi sarà necessario stabilire la titolarità del simbolo. Dal 1992 è accaduto infatti che in tanti si sono autonominati rappresentanti della DC o comunque hanno usato impropriamente il simbolo dello scudo».

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