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Il geologo Francesco Tralli
e la sua candidatura a sostegno di Adduce

Basilicata

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MATERA - Immaginare il futuro non è semplice ma nemmeno impossibile. Francesco Tralli lo sa e per questo è convinto che Matera possa diventare ciò che in molte altre città del nord Europa è già realtà: la smart city. Geologo e oggi imprenditore nel settore delle energie rinnovabili, spiega la sua decisione di candidarsi nella lista “Matera cultura”: «Penso che Matera unisca efficienza energetica, mobilità, gestione dei rifiuti e qualità della vita. Ci sono fondi comunitari disponibili e molte città italiane hanno già cominciato a camminare in quella direzione come Milano, Brescia, Genova, Bari. Matera 2019 può servire soprattutto a questo!!». Iscritto da tempo al Pd, non aveva mai fatto politica attiva perchè il suo lavoro nel settore delle energie rinnovabili e nei progetti di parchi eolici, in collaborazione con alcune aziende danesi lo portava spesso lontano da casa. Su Matera 2019, Tralli ha una personale opinione: «E’ diventato lo spauracchio di molti, ci si aggrappano in tanti; Adduce per questo deve continuare ad essere sindaco». Sport, ambiente e in particolare il progetto del polmone verde che collegherà tutti i parchi di Matera, sono gli aspetti su cui promette impegno attento e costante: «E’ fondamentale riattivare o costruire ex novo impianti e strutture sportive in città - aggiunge Tralli che ha una lunga carriera di cestista alle spalle - e rendere fruibili i parchi e le aree verdi. Ogni opera che doterà Matera di strutture adatte ad una città che è capitale europea della cultura, dovrà essere realizzata con sguardo non certo miope. Non bastano i grandi progetti, ci si dovrà occupare di quello che i cittadini segnalano, di problemi del quotidiano. Spero che come me - conclude -- i futuri consiglieri siano portatori di interessi sinceri, con un livello culturale più alto rispetto al passato». Il turismo? Punto di forza: «L’alto flusso di turisti di questi giorni dimostra che Matera sarà sempre più al centro dell’attenzione e per questo è importante creare meccanismi di accoglienza adeguati».

a.ciervo@luedi.it

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