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Bordate della De Francesco sul Comune
tra mense troppo care e sprechi di denaro

Basilicata

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POTENZA - Ha aspettato nove mesi prima di parlare. Nove mesi di gestazione di scontri, ostracismi. Come un investigatore ha dovuto indagare, andare a scovare carte, documenti, persone. Il risultato è stato il discorso quasi liberatorio, più che un consuntivo, ieri in occasione dell’incontro organizzato dal coordinamento “Lista civica per De Luca sindaco”. L’assessore comunale alla Pubblica istruzione, edilizia scolastica e cultura Margherita De Francesco non ha risparmiato nessuno. Dirigenti e funzionari comunali, ex assessori, enti pubblici, aziende private appaltate con il Comune e Regione. I primi attacchi riguardano dirigenti e funzionari del Comune di Potenza «scelti nel passato né per concorso né per capacità. Ogni volta che ho chiesto un documento è stato difficile se non impossibile ottenerlo. E’ stata una vera e propria guerra, che ha visto anche momenti di grande tensione durante i quali funzionari e dirigenti di tutti i livelli mi hanno gridato dietro. Ma non mi sono fatta intimidire – aggiunge – portandomi a casa grandi risultati». Comincia da uno sei servizi più discussi del suo assessorato, la mensa scolastica. «La mensa costa 7 euro ed è il prezzo più alto in Italia – dice – contro i 3,50 di città i cui menù hanno una varietà che non ha nulla a che vedere con la nostra». A chi è affidato il servizio? «A una cooperativa – continua – che è sempre la stessa da più di 20 anni, la Multiservice, che a ogni bando, con un ribasso di 0,03 per cento, ha partecipato da sola. Il motivo? Semplice, il bando è sempre stato fatto su misura». De Francesco parla di un sistema, quello della mensa, architettato tutto a beneficio della cooperativa e delle insegnanti. Perché anche il mantenimento della scuola materna comunale è, a suo avviso, finalizzato a questo. «Premettendo che noi vorremmo dare oro ai nostri bambini, per legge il Comune non è obbligato a garantire la mensa scolastica». Non solo. Affinchè si raggiungesse un numero di pasti tale da garantire il servizio alla cooperativa come da bando, il Comune di Potenza a oggi ha imposto un orario in base al quale usufruendo della mensa, come previsto, solo bambini delle classi a tempo pieno o prolungato, tutti gli altri escono da scuola entro le 12. «Quale genitore – dice De Francesco – può prendere il bambino alle 11. 30, portarlo a lavoro con sé e poi tornare a casa? Una vergogna». Da qui, in sostanza, l’obbligo indiretto a usufruire del tempo pieno o prolungato e quindi del servizio mensa. Servizio che, fa sapere, costa 7 milioni e 780 mila euro al Comune ma che «ha un introito pari a zero».
Dalla mensa al servizio di assistenza ai disabili
«La legge – riprende – vieta al Comune l’assistenza ai portatori di handicap se non specializzati. Il Comune di Potenza, a oggi, ha invece affidato il servizio a personale con la terza media, e sempre della cooperativa Multiservice». Il tutto, continua a denunciare, «con l’appoggio dell’ufficio scolastico regionale, dell’ex assessore alla pubblica istruzione e dell’Asp» secondo logiche che definisce addirittura «di mafia». Ciliegina sulla torta, i 300.000 euro trasferiti dal Comune alle scuole paritarie per «addirittura garantire insegnanti di sostegno – dice – che avevano come titolo l’esperienza in campo di assistenza agli anziani».
Ma le cose stanno per cambiare. «Il nuovo bando mensa – afferma – è aperto a tutte le ditte della città e di fuori città, è un bando europeo che punta sulla qualità e dà la possibilità ai genitori di far parte di una Commissione di controllo che non viene chiamata solo previa autorizzazione, come succede adesso. Gli orari saranno diversi. Le comunali funzionano come le statali, il tempo normale prevede l’entrata alle 8,30 e l’uscita alle 14». Per l’assistenza ai disabili, invece, non ci sarà alcun bando ma una convenzione con le scuole affinché siano queste ultime a garantire il servizio con assistenza di base, quindi bidelli, specializzati e opportunamente formati secondo un corso finanziato dalla Regione Basilicata.
«I 750.000 euro trasferiti dalla Regione per l’assistenza ai disabili, almeno per quest’anno per non interrompere il servizio di punto in bianco, non sono un’elemosina ma un diritto. Il diritto allo studio deve essere garantito e tutelato e questo lo pretendo dalla Regione Basilicata».
In casi particolari di disabilità – è già stata fatta richiesta da 4 mesi di appositi certificati all’Asp – l’assessore chiederà che venga reclutato personale dagli insegnanti di sostegno delle graduatorie del Miur provinciale. La sua invettiva non finisce qui. Dall’edilizia alla sicurezza scolastica ci sarebbero solo alcune. Emblema di ciò è la scuola Torraca «permutata alla Provincia insieme ai 4 milioni di euro destinati per il suo recupero in cambio di non si sa ancora cosa, nulla». Per concludere la cultura. De Francesco condanna lo spreco di denaro pubblico delle mostre «tanto amate da Santarsiero e dalla sua giunta» e i finanziamenti «ai soliti noti» di cui fa i nomi: Elisa Laraia per le installazioni urbane, che ha percepito fino a 300 mila euro l’anno e Festival delle 100 scale, che ha percepito 50 mila euro. Salva solo i Fuochi sul Basento e aggiunge: «L’unico vero progetto culturale per la città è riuscire a darle il volto della legalità attraverso la partecipazione della gente» .

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