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Civatiani in stand by almeno fino al voto
L’uscita del leader potrà avere ripercussioni in Basilicata

Basilicata

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MATERA - Andare via come Civati ancora no ma una riflessione aperta ed una scelta da prendere nel giro di qualche settimana. Dopo il voto in corso tra Regionali e, in Basilicata, soprattutto Amministrative. E’ la posizione che emerge da una nota firmata da Franco Labriola e Dino Paradiso ispiratori dell’area Civati in Basilicata e punti di riferimento sul territorio. L’idea è quella di aspettare il “progetto” che Civati presenterà nel prossimo mese di giugno per poi decidere cosa fare e se ci sono ancora le condizioni per rimanere in un Pd che comunque viene additato di «una deriva populista e plebiscitaria». Riflessione aperta, per ora nessuno si muove ma un’emorragia probabilmente ci sarà. Solo le proposte di Civati e il progetto da mettere in campo, probabilmente con Sel, chiariranno le scelte a livello nazionale e anche regionale. Una porta comunque si è aperta ed entro qualche mese vedremo quanti decideranno di oltrepassarla.

«La scelta di Pippo Civati di lasciare il PD ci pone interrogativi seri per la sua radicalità e nettezza» scrivono al “Quotidiano” Paradiso e Labriola.
«Abbiamo visto e trovato in Civati un riferimento che ci sembra coerente con la nostra consolidata posizione di area critica di sinistra della principale formazione politica del centrosinistra.
Non da oggi avvertiamo un progressivo slittamento del partito della sinistra di governo verso una deriva centrista e populista. L'ultimo esempio è il cosiddetto Partito della nazione nella versione renziana, disegno antidemocratico e plebiscitario» è la critica dei civatiani..
«Abbiamo sempre resistito alle tentazioni minoritarie, di mera testimonianza, preferendo la lotta politica all'interno di una formazione che si ponesse concretamente e realisticamente la prospettiva di governo.
Anche quando, in modo sofferto e differenziandoci dalla sinistra DS, decidemmo di confluire nel PD, pur essendoci opposti nel congresso alla sua nascita, lo facemmo per questa ragione: avere uno spazio più ampio in cui coltivare e far crescere istanze, punti di vista, analisi e proposte della sinistra che non si arrende alle sirene neoliberiste di ieri o alle imposizioni tecnocratiche delle politiche di austerità di oggi che continuano a generare crisi e povertà.
Allora, vedemmo lontano perchè non ci bastava un partito classico del 4% ma un partito di governo. Solidarietà, diritti, uguaglianza, pari dignità, lavoro, tutela del pianeta e riformismo positivo, istruzione e sanità per tutti. I valori che oggi sono stati accantonati in un cassetto» ricordano ancora.
«La scelta di Civati è un brusco richiamo alla realtà, quella di una crescente inagibilità politica per posizioni, come le nostre, all'interno del PD, che piu' di qualcuno pensa di relegare a ruolo di grillo parlante, tanto poi decidono in pochi intimi.
Accade a livello nazionale ma succede con un crescendo preoccupante anche a livello locale, dove addirittura questi spazi non solo si restringono, ma vengono completamente eliminati.
La vicenda della Giunta regionale, rispetto alla quale la richiesta di Paradiso, una discussione aperta nel partito, è rimasta senza risposta, e quella della città di Matera, come per Tursi e altri comuni della Basilicata, a colpi di assurde e dannose forzature, ne sono un esempio attuale e inquietante.
Perciò la scelta di Civati ci interroga profondamente!». Ma c’è anche una sorta di apertura a quella parte del Pd che non è affatto incline a lasciar completamente passare la linea Renzi.
«D'altra parte, non possiamo neanche ignorare che, dopo l'imposizione dell'Italicum, sembra esserci una riarticolazione delle posizioni all'interno del PD, che non sono ancora del tutto chiare, ma che sembra vadano nella direzione di una più chiara alternativa alla linea renziana, che in molti, anche nella minranza si erano innamorati.
Siamo interessati a capire di più così come vogliamo comprendere meglio la prospettiva in cui si pone il nostro Pippo Civati». Poi la conferma che, almeno per ora, : «All'abbandono del PD, aspettiamo di conoscere i caratteri del nuovo progetto politico, anche se lo preannuncia rivolto ad una sinistra di governo e liberale.
L'insieme di questi elementi e la circostanza che siamo in piena campagna elettorale ci consigliano un periodo di riflessione, ascolto e consultazione.
Così come ci confronteremo con chi, a livello nazionale, tenta un'alternativa a Renzi, fuori e dentro il PD, dove ci sono tanti civatiani e non a caso, nelle nostre stesse condizioni. Il lavoro da fare è impegnativo e ambizioso, la fretta non ci appartiene.
Decideremo insieme, come abbiamo sempre fatto, cercando anzi di recuperare intelligenze e contributi persi in questo anno. Chi si aspettava uscite in massa, rimarrà deluso perchè il progetto mira al coinvolgimento non solo di chi è insofferente dentro ma di chi è già fuori e non si sente rappresentato e magari non va piu' a votare».

p.quarto@luedi.it

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