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Disordini alla Camera
Liuzzi sospesa per 18 giorni

Basilicata

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C’E’ anche la deputata lucana, Mirella Liuzzi, tra i 66 parlamentari colpiti dai provvedimenti disciplinari dell’ufficio di presidenza della Camera per il brutto spettacolo a cui tutti hanno assistito in occasione del dibattito sulle riforme costituzionali. Una seduta fiume andata avanti per tre giorni - l’11,12 e 13 febbraio - dove, nella prima giornata di lavoro, si è visto di tutto: parolacce, deputati in piedi sui banchi nel tentativo di raggiungere quelli della presidenza, minacce fisiche degenerate in rissa. Comprese parole molto offensive nei confronti del presidente Boldrini.
Diversi episodi che hanno generato il caos in aula. E a distanza di qualche mese arrivano i provvedimenti disciplinari, dopo aver preso visione delle immagini riprese dalla telecamere interne che hanno portato all’individuazione dei responsabili. Tra gli onorevoli più “facinorosi”, i deputati di M5s, Pd, Lega, Sel e gruppo misto, tra cui anche Aiuraudo (Sinistra ecologia e libertà), Allasia (Lega Nord) e Sibilia (M5). Le sanzioni consistono nella sospensione dai lavori, da un minimo di tre a un massimo di 24 giorni, scaglionati tra maggio e giugno.
Diciotto quelli della deputata lucana del Movimento 5 Stelle, Mirella Liuzzi, che però non avrebbe fatto altro che gridare “Onestà, onestà, onestà”.
Tanto che la parlamentare ha raccolto solidarietà su twitter, da parte di coloro che si ritengono indignati per una sospensione di 18 giorni inflitta per aver gridato parole tutt’altro che offensive. Nel pomeriggio anche il sit in a sorpresa del leader del Movimento, Beppe Grillo, davanti a Montecitorio. «Fate schifo - ha detto i suoi in tono ironico - La smettete di dire queste parole? Come potete dire certe cose? Gridate onestà, vi ha dato di volta il cervello? State esagerando. Io sono stanco, mi sto ritirando e voi continuate.
Sono due anni che siete qui e continuate così. Se gridate onestà che succede? Questi fanno una rivoluzione per una parolaccia del genere». Per poi passare all’affondo: «Stanno massacrando la democrazia lì dentro. E’ diventato un luogo pericolosissimo. Il Parlamento è il posto meno democratico che esista».
Qualche tempo fa, aveva rischiato qualcosa del genere anche il senatore dello stesso Movimento, Vito Petrocelli, per i disordini a Palazzo Madama durante l’approvazione dello Sblocca Italia. Quando, i senatori pentastellati si erano presentati con le mani sporche di nero a rappresentare il petrolio e avevano impedito il voto. La cosa era finita anche in un esposto presentato alla Procura di Roma.

marlab
m.labanca@luedi.it

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