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Matera, si scalda la campagna elettorale
L’idea di Adduce «Un nuovo teatro dove c’è la “Torraca”»

Basilicata

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MATERA - «Un nuovo teatro dove c’è la Torraca ed una scuola al posto della Centrale del Latte». Sono le idee che il sindaco di Matera Salvatore Adduce lancia nel corso del suo appuntamento con la città in piazzetta Pascoli mentre parla di contenitori culturali. Per Adduce si tratta di un’idea possibile «l’impegno nella progettazione ma anche nel reperimento delle risorse messo con la scuola Bramante per la quale si stanno per aprire le buste per assegnare i lavori sono l’esempio da seguire. In un anno e mezzo la scuola nuova sarà pronta, per il teatro credo che quattro anni siano più che sufficienti, quanto alle risorse noi partiamo da una base di 7 milioni di euro disponibili con gli ex Fas per i contenitori culturali ma sappiamo anche che il Comune di Matera avendo ridotto del 25 per cento il proprio indebitamento potrà chiedere mutui. A questo aggiungo che Matera 2019 sarà il prossimo evento di portata europea per l’Italia come oggi l’Expo, credo che anche dal Governo nazionale qualcosa bisogna aspettarsi».
Salvatore Adduce disegna uno scenario complesso di modifica dell’area attorno a piazza della Visitazione legando il verde dei diversi parchi che si espandono dal “boschetto” al Castello, a Lanera ma anche sottolineando la necessità di modificare la città con accorgimenti in termini di traffico e di parcheggi. In questo senso «la Torraca è un punto caldo per il traffico e noi la stiamo monitorando con continuità anche per questioni di staticità. Credo che questa sarebbe la prospettiva migliore, legando la scuola alle altre realtà scolastiche in quell’area dove c’è la Centrale del Latte».
Ma Adduce parla davvero a tutto campo, illustrando una rete di contenitori, molti dei quali già funzionanti e su cui la città inevitabilmente punta ma anche una serie di direttrici che collegano il centro alla periferia ma soprattutto Matera al resto della Basilicata e a gran parte della Puglia, dal potentino, all’area murgiana, a quella tarantina e jonica ma anche alle aree interne che hanno a loro volta molti contenitori da mostrare e far ammirare.
Il discorso parte inevitabilmente dal teatro Duni: «è un tema che va affrontati ma credo che una grande struttura, a proprietà privata, come il teatro Duni meriti attenzione, risale agli anni ‘40, ha una posizione strategica, richiede un’ampio intervento di ristrutturazione. Io credo però che bisogna partire prima con interventi privati per poi arrivare a rivolgersi anche al pubblico. Capovolgere quest’ordine non è possibile».
Il candidato sindaco del Pd e del centrosinistra risponde anche ad una domanda sul suo principale avversario Raffaello De Ruggieri: «un buon rapporto, io l’ho chiamato nel cda di Matera 2019 dove è stato in grazia di Dio. Gli abbiamo offerto un’occasione pazzesca facendolo lavorare con i giovani, facendolo commuovere per la città, tutto ha funzionato al meglio. Ha avuto l’occasione di passare dalla sua concezione chiusa di gestione dei beni culturali alla nostra idea molto aperta di accesso a beni culturali, a bellezza e a innovazione».
Adduce ha poi aggiunto: «a proposito di materanità, io credo che dal 17 ottobre ancora di più ma Matera è l’orgoglio di tutti da Bari a Pordenone, sono tutti materani».
La chiacchierata si è poi prolungata sulle diverse direttrici culturali che Matera può instaurare nell’ambito di un ampio ventaglio di contatti e di rapporti che la città può avere.
La questione dei contenitori culturali sarà certamente tra i primi anelli di una serie di scelte importanti che dovranno essere fatte e su cui sarà necessaria la giusta programmazione. Adduce ha indicato una strada ma l’argomento resta aperto.
Oggi del destino del Teatro Duni si occuperà in una conferenza stampa anche la Fondazione Carnovale e il tema all’interno della campagna elettorale rimarrà sentito più che mai.

p.quarto@luedi.it

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