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Petrolio, il golpe inglese alle porte di Potenza
Le rivelazioni di Vincenzo Folino

Basilicata

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POTENZA – L'interesse di un gruppo petrolifero inglese sul pozzo di Montegrosso e un caso diplomatico che vede la Basilicata al centro di una disputa in cui ha un ruolo chiave l'ambasciata inglese in Italia: ci sarebbero tutti gli ingredienti per un noir storico se gli eventi non fossero citati con tanto di nomi, cognomi e date. E così Vincenzo Folino, che ieri ha partecipato alla presentazione del libro di Giovanni Fasanella “Il golpe inglese” nella sede della Fondazione Basilicata Futuro, racconta un retroscena inedito che – scherza il parlamentare pd con l'autore del libro – potrà diventare magari un aggiornamento del volume edito da Chiarelettere e scritto dal giornalista di San Fele a quattro mani con Mario José Cereghino, in cui si parla di Eni e Mattei ma non si arriva ai giorni nostri. Nei giorni delle rinnovate polemiche sull'articolo 38, Folino ripercorre il dibattito che iniziò la scorsa primavera in aula e in Commissione e si protrasse anche con toni aspri attorno allo Sblocca Italia. «Un decreto – argomenta il democrat – al quale io mi sono sempre opposto, astenendomi. Ecco, visto che oggi stiamo parlando delle ingerenze inglesi nella vita politica e sociale italiana, si sappia che anche lo Sblocca Italia è figlio di una pressione del governo inglese. In decima Commissione (attività produttive, ndr) congiunta Camera-Senato – racconta ancora il parlamentare – il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi parlò di una grande multinazionale che voleva investire 4 miliardi di euro in una regione del Sud, ma non ci riusciva». È il 9 aprile 2014 e il ministro annuncia la convocazione rapida del presidente della Regione Basilicata «per affrontare le diverse questioni aperte sul tema delle estrazioni petrolifere, in uno spirito di cooperazione e per addivenire in tempi rapidi ad una nuova intesa istituzionale»: il virgolettato stavolta è preso da un comunicato stampa dello stesso Folino, che in quei giorni esprimeva «soddisfazione per la disponibilità del ministro, che, aderendo al dispositivo di un ordine del giorno presentato da me con i colleghi Speranza e Antezza e approvato dall'Aula, ha mostrato di aver ben compreso l'importanza, la particolarità e l'estrema complessità, per il Governo e per il Paese ma anche per la Regione e per i cittadini lucani, delle questioni attinenti alle estrazioni petrolifere, manifestando la volontà di promuovere la cooperazione istituzionale fra Governo e Regione ». Ciò che rimase fuori dal comunicato per la piega che le vicende prenderanno in futuro è la frase rivolta a Folino dal ministro Guidi e riportata ieri dal dem di Pietrapertosa: il governo italiano avrebbe ricevuto una forte rimostranza (Folino parla di «protesta») da parte dell'ambasciatore inglese sulla vicenda Sblocca Italia nelle sue ricadute lucane. E il petrolio era l'oggetto del contendere.
Fasanella ascolta assieme ad Alfonso Conte, docente di Storia contemporanea all'Università di Salerno, al consigliere regionale pd Vito Santarsiero e a Mimmo Sammartino, mentre Folino, per mettere un po' di pepe a quella che non sembra affatto una spy story, saluta tra il serio e il faceto: «Magari anche tra noi c'è un informatore dei servizi segreti inglesi che uscito di qui scriverà la sua relazione. A Scanzano queste cose succedevano».

e.furia@luedi.it

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