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Capoluogo alle prese con i conti economici
Il centrodestra dibatte sull’opzione unità

Basilicata

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POTENZA - Ieri, a Roma, l’Anci ha incassato la promessa che il decreto legge sugli Enti locali, destinato a cambiare la materia finanziaria per comuni e città metropolitane, sarà esaminato nel prossimo consiglio dei ministri. Una buona notizia anche per l’amministrazione potentina di Dario De Luca che alle previsioni di quel testo abbina il proprio destino di ente dissestato.
È in quel decreto che dovrebbe essere contenuta la possibilità di spalmare su cinque anni - a differenza degli attuali tre concessi - il disavanzo dei comuni in dissesto. Ed è proprio questa l’unica condizione temporale su cui la Regione Basilicata è convinta di poter dilazionare un contributo di circa 42 milioni di euro, necessari a coprire il deficit potentino.
Ma la soluzione è ancora oggi piena di “ma” e “se”. Diversi consiglieri comunali, soprattutto nel centrodestra, hanno sollevato dubbi sulla legittimità della strada indicata per Potenza.
La via da seguire è stata suggerita dal viceministro agli Interni Filippo Bubbico alcune settimane fa.
Il consiglio comunale dovrebbe approvare un’ipotesi di bilancio di previsione riequilibrato tenendo conto di un contributo regionale - e quindi della conseguente copertura del deficit - distribuito su cinque anni. Quando la commissione liquidatrice si troverà a valutare i conti di Potenza la normativa sarà stata modificata e la previsione locale avrà la propria legittimazione.
Se davvero, come emerso ieri al tavolo Anci-Governo, il dl Enti locali fosse approvato già nel cdm di lunedì prossimo, la tempistica si incastrerebbe: Regione e Comune potrebbero approvare il contributo alla città e il bilancio con lo spalma debiti già in vigore.
Ma se qualcosa non andasse secondo i piani? E se al momento dell’approvazione del bilancio comunale la norma nazionale non fosse ancora stata approvata? Alcuni consiglieri hanno sollevato perplessità sulla tempistica e la strategia da seguire: troppe le coincidenze da aspettare, i termini in dubbio.
Michele Cannizzaro ha, con il suo gruppo, già sottolineato diversi aspetti che «non convincono», rispetto a un voto dai contorni poco chiari.
Nel frattempo proprio il centrodestra è diventato lo spazio della riflessione sul futuro della consiliatura. Come cambieranno gli equilibri politici a Palazzo di Città dopo il “licenziamento” di Margherita De Francesco. L’ex assessore rappresentava in giunta il gruppo di destra che aveva fin dal principio aveva sostenuto la corsa di De Luca.
«Sono rattristato ma soprattutto stupito», scriveva ieri Cannizzaro spiegando di vivere l’episodio «come una doccia fredda. La decisione sindacale è non tanto inimmaginabile, quanto piuttosto inopportuna sul piano politico e amministrativo».
Altra solidarietà alla De Francesco è arrivata da Rivolta l’Italia. In una nota firmata dal portavoce Fabrizio Fiorini emergeva l’appello: «È giunto il momento che tutte le forze di centrodestra sfiducino De Luca». L’invito corre a Fratelli d’Italia che ha ancora un rappresentante in giunta, Gerardo Bellettieri. «Assumano una posizione ufficiale, cominci il tempo di una forte opposizione».

s.lorusso@luedi.it

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