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I candidati sindaci “convocati” dalla Caritas
Ma la sfida elettorale tra i 6 non si infiamma

Basilicata

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MATERA - Lavoro, emergenza abitativa, inclusione sociale, famiglia.
La Caritas diocesana ieri sera ha messo per la prima volta sotto la lente di ingrandimento proposte, idee, criticità dei programmi dei sei candidati alla carica di sindaco della città.
Un’operazione voluta dalle parrocchie della diocesi di Matera-Irsina che non ha precedenti e che ha dimostrato che il confronto civile, pur su posizioni diverse, è possibile.
Il cinema comunale gremito come nelle grandi occasioni ha fatto il resto, garantendo un buon livello di partecipazione ed attenzione.
Certo, Salvatore Adduce e Raffaello De Ruggieri, sono riusciti a non guardarsi nemmeno per un attimo pur se (casualmente?) seduti sullo stesso divano.
A chi si aspettava scoppiettanti siparietti e stilettate al curaro, non è rimasto altro che ascoltare le singole posizioni gestite dal Vito Salinaro, giornalista de L’Avvenire davanti allo sguardo dell’arcivescovo Salvatore Ligorio che, prima di ogni candidato, porta a casa una vittoria niente male.
Ad Anna Maria Cammisa, direttore della Caritas, il compito di illustrare in apertura dell’incontro le attività che vengono svolte ogni giorno e che registrano fenomeni in crescita come il disagio familiare, l’emergenza economica, la crisi più profonda.
E’ a tutto ciò che i volontari ogni giorno donano conforto, cibo, denaro, sostegno.
Il tema “Quale attenzione alle periferie esistenziali” ha richiamato progressivamente i temi forti della quotidianità cittadina.
Matera 2019 è stata una delle frasi più pronunciate per gran parte della serata in cui la vera rivelazione è stata Francesco Vespe, candidato sindaco della civica “L’altra Matera”.
Per nulla intimorito dalle 21 liste che complessivamente sostengono tre candidati (cinque liste per Tortorelli, sette per Adduce e nove per De Ruggieri, ndr.) ha tenuto testa fra il serio e il faceto senza dimenticare ì, però, di ricordare che in questa città tutti devono sentirsi uguali, riferendosi chiaramente ai portatori di handicap.
Un richiamo al rispetto dell’altro che la città del vicinato ogni tanto ha bisogno di sentirsi ricordare.
Dalla valorizzazione dell’agricoltura al rispetto dell’altro fino al piano regolatore sociale per conoscere i bisogni della città e la necessità di servizi, ha inanellato convergenza di molti degli altri candidati.
Alla battaglia in corso sul reddito di cittadinanza ha fatto più volte riferimento Antonio Materdomini per chiarire che attraverso la rete comunale, ad esempio, il sostegno può essere garantito a tutti come dimostra l’esperienza di molte città governate dai Cinque Stelle.
E’ Antonio Cappiello a provocare qualche reazioni in sala quando ricorda che prima degli immigrati, le necessità da soddisfare devono essere quelle di chi abita nel territorio.
Il ruolo degli imprenditori, il rapporto pubblico privato, la scommessa per i prossimi quattro anni ha coinvolto di più gli altri tre candidati: Angelo Tortorelli, Raffaello De Ruggieri e Salvatore Adduce.
Dal palco rimbalza poi il tema della gestione della risorsa abitativa della città che, dice Vespe sostenuto dagli altri cinque candidati, è in mano ad un vero e proprio cartello di palazzinari.
E l’Ater a quanto sostiene Antonio Materdomini, deve rivedere i suoi meccanismi di controllo evitando di far entrare chi non è assegnatario, nelle abitazioni.
In prima fila che l’Amministratore unico Vito Lupo che già annuncia repliche.
Sul palco intanto l’atmosfera resta civile. Manca poco alla chiusura e i sei candidati si preparano alle prossime ore.
Tra poche ore ricomincierà la rincorsa di dichiarazioni, polemiche, comunicati stampa, opinioni diverse e progetti uguali.
Ma per fortuna, per un paio d’ore, la buriana si è fermata e a quanto pare da oggi si potrà dire che anche “Matera val bene una messa”.

a.ciervo@luedi.it

 

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