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Falangi macedoni nel Pd? Falso
Viti e le sofferenze interne al partito

Basilicata

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Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Vincenzo Viti in occasione della presentazione dei candidati della lista “Matera per De Ruggieri sindaco” organizzata dall’associazione Iniziativa popolare.

Mi pare non ancora definitivamente chiarita la questione vera che infervora le polemiche preelettorali a Matera.

La divisione che ha attraversato e attraversa il Pd è tutta politica.
C’è stato un rifiuto, da parte dei vertici (?) del Pd di costruire condizioni unitarie per ragioni che sono state fin troppo dibattute.

La rappresentazione di un Pd eroicamente schierato come una falange macedone contro tutti è falsa.
E’ una rappresentazione che tende a legittimare le posizioni discriminatorie che il Pe ha assunto e fatto valere con modalità peraltro note.
La verità è che vi è una parte del Pe chiaramente isolata, che si giova di qualche appendice satellitare.
Un segno di grave debolezza che lo costringe a ricorrere a reazioni offensive quando non intimidatorie.

La nostra non è stata (e non è) una ripulsa di carattere personale contro Adduce.
E’ la legittima reazione al rifiuto di un approdo ragionevole e unitario e all’arroganza di scelte imposte al di fuori di una convalida popolare attraverso le primarie.

Chi siamo? È semplice.
Ci riconosciamo nel percorso che Renzi ha avviato e nella ricerca della definizione di un profilo moderno del Pd come soggetto del riformismo in Italia in un campo di valori che non è certamente né conservativo né trasformista.

Pittelliani?
Non sappiamo cosa significhi.
Oltre le relazioni personali e fiduciarie che rimangono, vale il senso di un processo che abbiamo sostenuto e che ha visto Pittella vincere contro una concezione fossile della politica.
Si tratta tuttavia di un processo che deve continuare e Pittella va aiutato a dare un segno di continuità all’azione di rinnovamento premiata dalle primarie.

Perché De Ruggieri?
De Ruggieri ha lanciato un’offerta di civismo militante costruita su una storia personale rassicurante e priva di ombre.
Rappresenta quindi un’opzione di valore per chiunque voglia portare un contributo significativo e arricchirla.
Sotto questo profilo Matera si propone ormai come un laboratorio in grado di ridisegnare la mappa di un riformismo popolare lontano da visioni populiste e legato alle migliori tradizioni della città.
Come vedere il Pd del futuro?
Il risultato elettorale saprà essere speriamo illuminante.
Vedremo se il Pd, oltre il risultato elettorale ed anche per effetto di esso (qualunque sia) saprà cogliere l’occasione per un ampio rinnovamento di stili, di culture e di generazioni.
Mi pare questa l’unica condizione in grado di ridare al Pd un ruolo nelle dinamiche di sviluppo della città.

Sono un ottimista sia della volontà che dell’intelligenza. Sono certo che, comunque vada, Matera saprà un buon governo e un’efficace opposizione, dar vita cioè ad una dialettica vera e non alla simulazione di quella democrazia liquefatta che ha caratterizzato il Consiglio comunale uscente (che peraltro minaccia di riproporsi tal quale).

Non credo che valgano, ove si andasse al ballottaggio, le chiacchiere sul possibile mercato futuro fra gli schieramenti. Tortorelli ha, su una materia così delicata, detto parole oneste e chiare.
Egli sa bene come i ballottaggi rimettano le persone in una condizione di libertà e di indipendenza.
Chi, come me lo conosce, sa che la sua dignitosa battaglia è rivolta a dar voce a ceti produttivi che una contesa fortemente polarizzante avrebbe in qualche modo sacrificato.
Aggiungo che si tratta di ceti ed esperienze che non si piegherebbero a transumanze clientelari essendo legati a culture e consumi vissuti nel segno dell’autonomia.

 

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