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Vaccaro lancia un movimento civico
Intervista al segretario della Uil

Basilicata

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POTENZA - Torna all’attacco il segretario della Uil di Basilicata, Carmine Vaccaro: «Serve una profonda azione di rinnovamento di fronte a una classe dirigente lucana che da 30 anni ha smesso di pensare». E questa volta lo far per lanciare un movimento civico, apartitico, ma con chiare aspirazioni politiche che dovrebbe vedere la luce subito dopo l’estate. «Abbiamo due possibilità: continuare a navigare a vista fino a quando la barca non affonda, o incominciare a lavorare per trasformare le tante potenzialità della regione in via di salvezza». Lo incontriamo nella sede potentina del sindacato dove, secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, sarebbe dovuto rimanere ancora per poco. L’intervista parte proprio da qui.

Segretario, fino a qualche giorno fa il suo nome circolava tra quelli papabili per la nuova Giunta. E’ vero, o no?

Guardi, si tratta di una notizia che ho appreso anche io dalla stampa. Quotazioni che salivano e si abbassavano. Posso dire che non ho avuto nessuna interlocuzione di questo tipo con alcuno degli esponenti politici a cui si è fatto riferimento. Mi hanno dato in diverse quote. Ma io sono e resto una persona libera.

Ma l’idea, mi pare di capire, non le sarebbe dispiaciuta..

Sono ancora a capo di un grande sindacato come la Uil. Ma mi ritengo un uomo che può dare un valido contributo. Al mondo della Fiat, da cui provengo, e a cui potrei tornare, ma anche alla Regione. Soprattutto per le condizioni in cui si trova oggi la Basilicata.

Però deve ammettere che i tempi sono sospetti. L’annuncio di un movimento civico ora non rischia di passare come la reazione di chi alla fine non è stato scelto?

Ricorderanno tutti che questo è un progetto che mi sta a cuore da tempo. E che avevo provato a mettere in campo anche nel 2011. Credevo nella necessità di una proposta che potesse rappresentare un’alternativa. Non arrivò fino in fondo perché forse allora i compagni di viaggio non ebbero la giusta motivazione, o forse si fecero distrarre da altro. Da allora abbiamo cercato comunque di offrire un contributo importante. Non con un’iniziativa politica, ma un Centro Studi composto da giovani meritevoli professionisti, ottimamente coordinati dal professor Vainieri, che non si limita ad analizzare il contesto economico, ma elabora proposte. Solo che qui anche le buone idee affondano nelle quisquilie della politica. Qualche rappresentante istituzionale che non ha mai fatto una sola ora di lavoro nella sua vita è venuto anche a dirci che dovremmo fare i sindacalisti e basta. Credo, invece, che ci sia un forte bisogno di portare in campo le energie più fresche e competenti di questa regione. Un patrimonio che altrimenti andrebbe disperso.

Sta dicendo che il movimento sarebbe nato anche se fosse stato nominato in Giunta?

Guardi, non è una scelta. E’ una necessità. Se non ci diamo una mossa, la barca rischia di affondare. La Basilicata è piena di situazioni drammatiche. Non ci sono idee per lo sviluppo di questo territorio. E nell’ultimo anno e mezzo le cose non sono cambiate molto. Manca il coraggio di stabilire priorità. Tanti tentativi nobili, ma con pochi risultati. E questo perché la classe dirigente è troppo in balia della dinamiche interne ai partiti. Con l’interesse predominante al mantenimento delle posizioni. Le uniche idee dibattute negli ultimi dieci anni sono arrivate dal sindacato: Basilicata 2012 e il reddito minimo. E il primo obiettivo della realtà che ci apprestiamo a costruire è riportare le scelte in capo a chi è in grado di guardare la Basilicata con occhi diversi rispetto a quella della politica. Sono troppe le occasioni perse, ma non possiamo più permettercelo.

Faccia qualche esempio.

Parliamo di Fiat: se la Basilicata non riesce a mettersi in connessione con le altre regioni, anche l’essere stati toccati dal fattore “C” , non produrrà gli effetti che un processo virtuoso potrebbe dare a tutta la Basilicata. Penso a fare di Melfi un polo logistico di tutto il Meridione, visto che la nostra regione svolge un ruolo di cerniera per tutto il Sud. In Abruzzo ci hanno messo sette mesi a realizzare un polo tecnologico di alto livello. Oppure, parliamo ancora dei ritardi della forestazione. Sempre lo stesso vizio: abituati a tenere le persone per la gola. Si parla di rivoluzione democratica, ma a girare sono sempre gli stessi nomi. E po, con il reddito minimo mica si risolvono tutti i problemi. Anzi, per me equivale al tornare indietro di 50 anni. Ma è necessario dare una risposta immediata alle tante emergenze. Nel frattempo dovremmo pensare a seri progetti per attrarre investimenti. E non mi pare che qualcuno lo stia facendo.

Però, sulle questioni che attengono al petrolio, la Regione ha portato a casa i risultati a cui anche voi eravate legati.

Sicuramente va segnato un merito. Una premessa: senza i soldi del petrolio è finita. La particolare orografia della regione va elevare inevitabilmente i costi per garantire i servizi. La regione ha bisogno di risorse che arrivano dal petrolio, ma anche di un progetto industriale sulle altre due risorse strategiche: acqua e bosco. Però, tengo a chiarire una cosa: la discussione sul petrolio si era impantanata. A farla ripartire a Roma, con il sottosegretario e il direttore Terlizzese, sono stati i sindacati e Pensiamo Basilicata. Ed è stato in quella sede che abbiamo ribadito che non si doveva andare oltre i 154.000 barili. E che le risorse andavano ridistribuite tra cittadini in una regione uscita ridisegnata dalla crisi.

Come sarà il movimento che ha in mente?

Un progetto fatto di giovani competenti, con la schiena dritta, che vogliano rendersi protagonisti attraverso scelte misurate sulle vere esigenze della regione e di chi la vive, con il solo obiettivo del bene comune.

E Carmine Vaccaro quale ruolo avrà?

Noi dobbiamo essere la saldatura generazionale tra un passato pieno di identità e valori e un presente in cui i protagonisti devono essere loro, i giovani, con la capacità che hanno di guardare l’orizzonte verso il quale traghettare la regione.

Un movimento pronto a scendere in campo già al primo appuntamento elettorale, come potrebbe essere il voto al Comune di Potenza?

Guardi, è un pò presto per dirlo. Ma mi lasci aggiungere una cosa sulla situazione in cui si trova Potenza. Credo che sia stato fortemente sottovalutato quello che potrebbe accadere se la città fallisse. Credo che i renziani della prima e penultima ora avrebbero dovuto spendersi di più con il presidente Renzi per pretendere per Potenza pari dignità rispetto a città come Alessandria e Catania che si sono ritrovate esattamente nella stessa situazione.

Insomma, questa volta il suo progetto andrà in porto?

Noi ci proviamo, con tutte le nostre forse, convinti che ce ne sia fortemente bisogno. Nessuno può dire in anticipo quello che accadrà in futuro, ma di una cosa sono sicuro: troveremo molte persone comuni e di buona volontà pronte a mettersi in viaggio con noi.

m.labanca@luedi.it

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