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I malumori del SalvaPotenza
Dubbi tra i consiglieri, il «no» di Bradascio

Basilicata

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POTENZA - «A prescindere da quello che sarà il futuro della consiliatura», il punto messo a segno è già un passo verso la salvezza della città. Perché prima delle valutazioni politiche, al sindaco di Potenza Dario De Luca preme sottolineare il dato contabile. Con la delibera della giunta regionale che assegna alla città di Potenza 42 milioni di euro in quattro anni, il consiglio comunale potrà approvare una ipotesi di bilancio riequilibrato. Quella cifra coincide con il deficit del Comune che, in dissesto, dovrà chiudere un bilancio di previsione in pareggio entro il prossimo 25 maggio, pena lo scioglimento del consiglio comunale.
De Luca ha ringraziato il governatore Marcello Pittella e la giunta regionale «per aver voluto dimostrare alla città di Potenza quel senso di vicinanza che, specialmente in un momento così difficile della vita amministrativa della città, ci dà l’immagine di una comunità regionale coesa».
La delibera regionale - che dovrà comunque essere ratificata dal consiglio regionale per diventare qualcosa in più di un impegno - sarà inserita nel bilancio cittadino con una temporanea “forzatura” normativa. Si attende, infatti, l’esito del varo del decreto Enti locali - si spera nel prossimo consiglio dei ministri convocato per lunedì. Nel testo nato dal confronto tra Anci e Governo dovrebbe essere contenuta la norma-spalma debiti, che aumenta a quattro anni, rispetto ai due attualmente previsti, il tempo utile a recuperare il debito delle città in dissesto. Ed è esattamente questa la tempistica su cui sia il Comune sia la Regione hanno costruito gli atti del risanamento.
Il rischio che ritardi del decreto Enti locali possano far saltare “l’incastro” è stato sollevato su più fronti. Non tutti i consiglieri sono pronti a votare un bilancio costruito su presupposti al momento privi di certezza. E le perplessità emergono anche all’interno della maggioranza politica nata con il documento die 24, il testo di sostegno al sindaco De Luca firmato da tutti i consiglieri del centrosinistra, più i Popolari per l’Italia.
Sarà proprio il voto sul bilancio a definire i confini di una nuova maggioranza. Ed è da lì che inevitabilmente si partirà per la costruzione di un nuovo governo cittadino. La prossima giunta De Luca è attesa poco dopo l’appuntamento in aula con il bilancio di previsione.
Alcune critiche arrivano anche dal centrosinistra regionale. «Ho ancora nelle orecchie la lunga discussione che ci impegnò, nella scorsa finanziaria, quando furono assegnati 10 milioni di euro a Potenza: sarebbe stata l’ultima volta», ricordava ieri Luigi Bradascio (Pittella presidente). Contrario, spiegava il consigliere regionale, pensando ai fondi che la Regione avrebbe potuto investire su altri fronti, come quello sanitario. Il «no» di Bradascio potrebbe non essere l’unico nell’aula di viale Verrastro quando la manovra finanziaria dovrà approvare la proposta della giunta Pittella.
De Luca nel frattempo traccia il proprio orizzonte di riferimento: se ci sarà risanamento è anche grazie all’azione di taglio delle spese e miglioramento del livello di entrate sviluppata a livello muncipale.
«In questa annualità di consiliatura abbiamo più volte vissuto molti momenti concitati e di forte discussione cercando - hanno fatto eco i consiglieri del gruppo Socialist & Democrats, Donatella Cutro e Donato Pace - di assolvere sempre a doveri e responsabilità che tale carica ci impone di rispettare. Oggi sembra che si stia realmente compiendo il cambio di marcia».
Anche il centrodestra potentino ha di che discutere. Il tema del bilancio si affianca a quello dell’assestamento politico. Dopo il defenestramento di Margherita De Francesco, le forze più vicine al sindaco De Luca hanno chiesto conto. L’ex assessore rappresentava proprio il gruppo che ha sostenuto il sindaco dal primo turno.
Sarà l’occasione per il centrodestra di trovare una nuova unità? «La lealtà politica - scriveva Antonio Maggio, portavoce provinciale di Rivolta l’Italia - deve essere cardine principale su cui fondare l’azione amministrativa di questa città. La politica del “piede in due scarpe” non fa per il nostro movimento».
Dove guardare? «Un dialogo costruttivo con tutte le forze moderate e di centrodestra». Ma «costruire un progetto politico per la città, per poi farlo attuare agli avversari in consiglio comunale - aggiungeva - non ci pare tanto sensato».

s.lorusso@luedi.it

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