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La campagna elettorale si accende
Pittella con Adduce: «Il Pd è tutto con lui»

Basilicata

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MATERA - «Non posso che stare con il sindaco che ha traghettato Matera a questo grande risultato, io sto con Adduce». Gianni Pittella non ha lasciato dubbi, ha tagliato corto su ogni possibile discussione: «vincere questa scommessa che si chiama Matera 2019 ha comportato conseguenze eccezionali ma il bello deve ancora venire.
Non ho dubbi di affidare questa scommessa al sindaco che ci ha portato a questo risultato ma so che questa vittoria non è punto di arrivo ma solo un punto di partenza».
Pittella qualche minuto prima aveva anche tagliato corto commentando mentre saliva sul palco: «chi non è qui lo ha fatto a titolo personale ma il Pd sta tutto con Salvatore Adduce e la sua coalizione».
Non sono mancate anche parole sull’Europa che vuole cambiare la propria politica: «il nuovo piano messo a punto cambia finalmente, grazie al lavoro dei Socialisti e Democratici, la rotta fin qui seguita, mettiamo da parte l’austerità e pensiamo allo sviluppo, agli investimenti ed al lavoro.
L’Europa decide finalmente di voltare pagina». Ha spiegato ancora Pittella a cui non sono mancate sottolineature sul ruolo del Sud ma soprattutto di Matera al centro dello sviluppo del Mezzogiorno e del Mediterraneo nell’ambito dei progetti e del ruolo europeo che le toccherà. «Sono convitno che questa sfida si vincerà e si riuscirà a farlo sin dal primo turno» ha concluso Gianni Pittella.
Prima dell’europarlamentare era toccato a Salvatore Adduce che non aveva mancato di togliersi alcuni sassolini nei confronti dei propri avversari: «la cultura non è un circolo di galantuomini», poi ancora «vediamo dall’altra parte schieramenti poco chiari mentre noi abbiamo la nostra faccia, siamo questi che guardate».
L’attacco più diretto è apparso quello nei confronti di Angelo Tosto che «dal 1998 ha scoperto di poter fare l’inquinatore, lì sono aumentati improvvisamente i candidati nelle elezioni che prima erano molto pochi. Un metodo contrario al meccanismo democratico che permette un più agevole controllo del voto ma l’inquinatore deve sapere che noi sappiamo».
Non sono mancate parole ferme anche sul caso che stava montando, poco lontano di là e che Adduce ancora non conosceva: «non è possibile occupare con un fast food uno dei simboli della città» ha sostenuto Adduce con riferimento al palco itinerante che si trovava davanti a Palazzo Lanfranchi, «una vergogna di quel livello non è ammissibile e va lasciata in un angolo».
Parole che sono risuonate in maniera ancora più imponente alla luce poi di quanto stava succedendo poco lontano da lì in piazzetta Pascoli.
Adduce invece ha ribadito quelli che sono i progetti spiegati in questi giorni con riferimento ai contenitori culturali, al verde pubblico, alla necessità di intervenire per migliorare piazza della Visitazione per esempio.
Ha attaccato ancora sulla questione della governabilità che è uno dei punti più discussi per quanto riguarda il campo avverso, Adduce non si è fatto pregare ed ha spiegato: «non possiamo permetterci in questo momento particolare di dover avere un governo della città che cade in soli sei mesi, e leggo con piacere che anche da chi non è nel nostro campo arrivano questo tipo di sottolineature».
Poi infine la questione di Matera capitale della cultura del 2019, il risultato che sarà incassato decisamente martedì a Bruxelles dalla città. «Noi dovremo chiedere al più presto un incontro al presidente del Consiglio Matteo Renzi e la presenza di una figura come il commissario dell’Expo Raffaele Cantone che sia assoluta garanzia di trasparenza perchè noi in questi anni vogliamo anche essere estremamente trasparenti nelle cose che dobbiamo fare».

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