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De Ruggieri all’attacco:
«La Ragozzino va rimossa»

Basilicata

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MATERA - L’ha definita schizofrenia elettorale e della Soprintendente Marta Ragozzino ha parlato come di una «Rappresentante dello Stato scesa armi e bagagli in campagna elettorale». Raffaello De Ruggieri è infuriato. Il suo palco itinerante non è parcheggiato in piazzetta Pascoli dove, nonostante le autorizzazioni del Comune, non è stato consentito che si sistemasse per il comizio elettorale. L’intervento a gamba tesa, come lo ha definito il candidato sindaco del movimento Matera 2020, è valso una lettera inviata al ministro al ministro Franceschini in cui, illustrando uno scambio di post su facebook fra la Soprintendente e il responsabile della campagna elettorale di Salvatore Adduce, Andrea Camorrino, si segnala l’ingerenza del funzionario nella campagna elettorale in corso. Nello scambio di post infatti, la Soprintendente fa riferimento al “camion di De Ruggieri” che non avrebbe dovuto essere parcheggiato nella piazza davanti a Palazzo Lanfranchi, come era accaduto il giorno prima. In particolare per Marta Ragozzino, come si legge nel testo, la presenza del mezzo in concomitanza con la Notte dei Musei che si svolgeva ieri, avrebbe coperto tutto.
«La Ragozzino - scrive De Ruggieri al ministro Franceschini - agisce come una militante politica a servizio di una parte nell’esercizio del suo ruolo di direttore del Polo museale, compromettendone autorevolezza e indipendenza. Ritenendo che la sua concreta e confessata partecipazione allo staff del comitato elettorale del candidato sindaco Salvatore Adduce sia assolutamente incompatibile con quello di direttore del Polo museale, mi rivolgo a lei affinchè assuma provvedimenti del caso, non escludendo la sua immediata rimozione dall’incarico». De Ruggieri non si è fatto sorprendere e rinviando ad oggi alle 20 in piazza Sedile le dichiarazioni politiche, si è invece scagliato contro ciò che lo ha costretto a modificare il suo programma elettorale.
Ha prima ripercorso le tappe salienti della nascita di Palazzo Lanfranchi e ringraziato l’attività di Biagio Lafratta e Agata Altavista (quest’ultima candidata nella lista dei Popolari per Matera, ndr.), ex Soprintendente che «Hanno trasformato quel luogo in altissima qualità museale. La storia - ha aggiunto subito dopo - non si può cancellare, non può essere occupata da nuove presenze che meritano la nostra censura e una malinconica valutazione». Agli avversari che parlano sul palco di piazza Vittorio veneto nello stesso momento, De Ruggieri lancia un avvertimento: «Sanno che sta arrivando il momento in cui la città sceglierà un altro governo». E al clima della città, fa riferimento quando parla di un momento di «Grande tensione civile - a cui però non si sottrae aggiungendo - Non possiamo più indulgere in parole di confronto sereno. Non possiamo più tollerare aggressioni. Non avrei mai voluto farlo, ma sono stato tirato per i capelli in questa vicenda. La Ragozzino ha ritenuto di definirmi un vecchietto con aria di disprezzo e superbia».
In chiusura del comizio improvvisato davanti ai suoi più infuocati sostenitori (tra cui non mancano Angelo Tosto, Enzo Santochirico, Saverio Vizziello, Angelo Cotugno, ndr.) guarda verso l’ingresso del Museo di Palazzo Lanfranchi la cui vista è libera e aggiunge: «I cittadini possono entrarci consapevoli che non è proprietà di qualcuno, ma della comunità nazionale e locale perchè frutto di una scelta, centro di aggregazione, comunicazione e educazione culturale».

 

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