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Si è dimesso l'assessore Ottati
La lettera con cui lascia l'incarico

Basilicata

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In una lunga lettera inviata al Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), l'assessore regionale della Basilicata all’Agricoltura, Michele Ottati - che era in carica dal dicembre 2013 - ha ufficializzato le sue dimissioni.

Il portavoce di Pittella, Nino Grasso, ha inoltre reso noto che il governatore lucano «nella giornata di domani procederà alla nomina del nuovo assessore» e che «lunedì vi sarà il passaggio delle consegne». Le deleghe saranno di Luca Braia 

Di seguito il testo integrale della lettera:

Caro Marcello,

il tratto di strada percorso insieme in questo ultimo anno e mezzo al servizio della Basilicata e la possibilità che entrambi abbiamo avuto di approfondire una conoscenza personale altrimenti mediata, sino a dicembre 2013, da amicizie comuni, mi mettono nella condizione di parlare, come è uso dire in questi casi, con il cuore in mano. Senza retorica.

Senza false ipocrisie. Ma anzi con la consapevolezza di affidare il proprio pensiero ad un amico personale, prima ancora che al Presidente della Regione Basilicata, nella consapevolezza che non saranno il dato anagrafico, da un lato, e quello politico-istituzionale, dall’altro, a fare velo ad una sincerità autenticamente dettata dalla mia storia personale e dal carattere con il quale ciascuno di noi affronta quotidianamente le prove della vita.

Sono fiero, da figlio di un emigrante contadino lucano, costretto suo malgrado a trasformarsi dall’oggi al domani in un minatore del Limburgo Belga, di aver servito la terra dei miei
genitori in un ruolo che mai avrei immaginato di ricoprire, quando da giovane funzionario presso la Direzione Agricoltura della Commissione Europa intrapresi nel 1975, esattamente 40
anni fa, una carriera che mi avrebbe portato a ricoprire, in veste di Capo Unità Gestione dei mercati agricoli, un incarico impegnativo ed esaltante al tempo stesso.

E comunque indispensabile per quella formazione professionale che in questo primo scorcio della decima legislatura regionale ho tentato di mettere a frutto in qualità di Assessore all’Agricoltura.

Già solo per questo non finirò mai di esserti riconoscente. Perché non era scritto da nessuna parte che io potessi impegnarmi, in ciò che sin dall’inizio sapevo sarebbe stato un
percorso limitato e a termine, nella costruzione, come vado auspicando da anni, di quel «cittadino europeo» che rappresenta la nuova frontiera dell’impegno politico-istituzionale
nell’Europa del terzo millennio.

Per me, come sai, il progetto europeo va ben oltre la sola dimensione economica che è stato alla base della sfida lanciata dai nostri padri oltre 60 anni fa. Per me, la vera battaglia
ancora da vincere è rappresentata dall’adesione dell’opinione pubblica all’idea stessa di Europa e dalla partecipazione dei cittadini alle sue attività istituzionali».

Diciamo la verità: in tutti questi anni abbiamo coalizzato gli Stati ma non abbiamo unito gli uomini. Ed è per questo che Ti ringrazio. Perché non solo mi hai consentito in questo anno e mezzo (come tento di dimostrare a parte, con l’elenco delle cose fatte dal gennaio 2014 ad oggi) di mettere a frutto il mio sapere e la mia esperienza al servizio della terra dei miei avi. Ma perché nel mio piccolo ho avviato un dialogo profondo e proficuo con gli agricoltori lucani, e non solo con essi, per la verità, nel dichiarato intento di dare una mano a risolvere i problemi dell’Agricoltura, da un lato, ma soprattutto di «unire gli uomini», dall’altro.

E siccome quest’ultimo processo non si interromperà, spero, con la fine della mia esperienza assessorile, ma anzi proseguirà con nuova e maggiore lena in veste privata, sono certo che non mancherà occasione, sin dai prossimi mesi, per mettere a valore il frutto dell’esperienza da me maturata in Regione Basilicata, in un rapporto proficuo, leale e costruttivo - se lo vorrete - tanto con Te, quanto con il mio successore alla guida del Dipartimento Agricoltura.

A Luca Braia, che Tu mi hai annunciato sarà il nuovo Assessore all’Agricoltura, faccio i miei auguri, con un forte, fortissimo «in bocca al lupo», nella certezza tuttavia di lasciargli in eredità un Dipartimento in buona salute, animato da professionalità sperimentate e da una umanità verace. Fatta di persone perbene. E di reali servitori del bene comune. Anzi,
consentimi, caro Marcello, di approfittare di questa occasione - l'ultima nella mia veste ufficiale di Assessore all’Agricoltura, essendo di fatto questa nota una formale lettera di dimissioni -
per ringraziare ufficialmente i miei collaboratori: dal primo all’ultimo.

Dal più umile degli impiegati a tutti i funzionari, dirigenti, sino al Direttore Generale. Il 2014 e questi primi
cinque mesi del 2015 hanno rappresentato per me - e credo anche per chi mi ha accompagnato in questo percorso - un periodo esaltante, complesso, ma tutto sommato felice e gratificante. E di ciò, ripeto, Ti ringrazio di cuore. Ti ringrazio soprattutto per la fiducia accordatami quasi a scatola chiusa al momento dell’insediamento, oltre che per il sostegno politico e personale mai venuto meno nella mia attività istituzionale ed anche per qualche giusto rimbrotto, a cui il mio carattere schietto, diretto, poco aduso alla diplomazia della politica, ma
sempre in buona fede, in talune circostanze mi ha esposto.

Un forte e sentito ringraziamento sento infine di dover rivolgere al Consiglio regionale della Basilicata. Al suo Presidente e a quanti occupano i banchi della maggioranza come
quelli dell’opposizione. Credo di aver avuto con tutti un rapporto sincero, leale e soprattutto costruttivo per il bene della Basilicata. Da questo punto di vista sento di non aver
nulla da rimproverarmi. E sono certo che anche quanti, al di fuori del Palazzo, a torto o a ragione mi hanno criticato, riconosceranno che mai le mie azioni sono state dettate da interesse personale o di parte. Ho tentato, con i pregi e i difetti che fanno parte della storia di un uomo innamorato della propria terra, di dare una mano alla Basilicata e alla sua gente.

Spero di esserci riuscito. Ma soprattutto di essere ricordato come il figlio del minatore venuto da Bruxelles che negli anni della maturità ha voluto dare un esempio ai tanti
lucani di successo che vivono all’estero. Per dire loro: è ancora possibile, anche da pensionati, riservare una parte del proprio tempo e del proprio impegno tanto agli affetti
familiari, quanto alla propria terra. Alla propria regione. Ad una Basilicata pronta ad accogliere i suoi figli migliori, interessati a mettersi in gioco - come io ho tentato di fare -
per il bene dei lucani.

Accetta, Presidente, le mie dimissioni. E con esse il saluto più caro ed affettuoso rivolto a Te, ai colleghi assessori Flavia, Raffaele e Aldo, ai quali auguro di continuare con il
medesimo, fattivo impegno il percorso iniziato insieme a fine dicembre 2013, e a tutto il personale della Regione Basilicata. 

Un abbraccio

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