Salta al contenuto principale

Gianni Rosa il signor no
Stavolta nel mirino c’è l’antropologa voluta da Polese

Basilicata

Tempo di lettura: 
8 minuti 12 secondi

POTENZA - E’ il signore indiscusso delle interrogazioni, sempre pronto a fare le pulci a tutti gli atti amministrativi. Un “misfatto” al giorno. L’ultimo, in ordine temporale, quello relativo all’emendamento del consigliere Mario Polese sulla medicina narrativa. La mozione approvata, tra le altre cose, prevede anche borse di studio a determinate figure professionali. E nel testo, il riferimento alla figura dell’ “antropologa culturale” è così chiaro da far drizzare immediatamente le antenne dell’indomabile Gianni Rosa. «E’ chiaro che è solo lo strumento per far contento qualche amico», commenta a caldo il consigliere di Fratelli d’Italia che ne fa subito pane per i suoi denti.

Ma non pensa che questo suo modo di fare politica possa passare come polemica a prescindere, spesso basata su attacchi individuali?

E’ perché? Il caso specifico lo dimostra: non ho nulla da contestare sul sostegno all’iniziativa, né al finanziamento di borse di studio. Ma trovo subdolo e disdicevole, per lo stesso promotore dell’atto consiliare, che venga utilizzato lo strumento della mozione per fare qualche piacere a qualche amico.

Eppure, il presidente Pittella, proprio di recente, ha avuto parole molto dure nei suoi confronti. Contestandole un modo di fare opposizione che va oltre quella “politicamente ammessa”, anche nei toni

Sì, è vero. Lui manifesta spesso insofferenza. La verità è che a dargli fastidio è che spesso tiriamo fuori le piccole pratiche clientelari, cosa che evidentemente non gradisce. Ma questi fatti vanno dette, la gente deve essere informata per essere più libera. Io faccio un’opposizione normale, basata su una forte attività di controllo, ma anche di proposta. Solo che spesso le nostre idee non vengono prese in considerazione. Come nel caso della legge sul rimborso alle famiglie degli ammalati costretti a farsi curare fuori regione (vedi i tumori infantili) che Pittella ha fatto ritirare in Consiglio.

E voi di scheletri nell’armadio di questo tipo non ne avete?

Sfido chiunque a trovarne.

E la vicenda dell’incarico conferito al Comune di Potenza al vostro consigliere, Rocco Coviello, in qualità di responsabile dello staff del sindaco?

Una vicenda alla luce del sole. E’ nelle prerogative del primo cittadino scegliere un suo uomo di fiducia al coordinamento del suo staff. Del resto, dopo la dichiarazione di dissesto, il suo contratto è stato interrotto. Eppure, Coviello continua a fare un’azione, anche a stipendio zero, a dimostrazione di rapporto che va ben oltre le questioni economiche.

Era all’opposizione anche con l’ex presidente della Giunta. Chi ha fatto meglio per la Basilicata, De Filippo o Pittella?

Mettiamola così: di questo anno e mezzo di governo Pittella io non ricordo nessun provvedimento rilevante per la regione. Piccoli interventi, con investimenti da pochi milioni. Ma nulla di importante. Mi pare che lui, rispetto al suo predecessore, abbia una minore visione politica globale. Forse una questione di esperienza. Intendiamoci: non che De Filippo sia stato un bravo presidente. Ma dovendo fare un paragone tra i due, noto una minore professionalità, chiamiamola così, dell’attuale.

E del reddito minimo d’inserimento, cosa pensa?

Beh, io sono l’unico che ha votato contro. E’ la nuova declinazione dell’assistenzialismo. Secondo i loro numeri si parla di 7000 famiglie che ne potrebbero beneficiare. Il doppio di quelle destinatare della cittadinanza solidale dell’allora presidnete Bubbico. Questo ci dice che i poveri raddoppiano. Se non ha funzionato quel provvedimento, perché dovrebbe funzionare questo che ripropone in pratica la stessa formula?

Però di mezzo c’è stata una pesante crisi..

Non si può dare sempre e comunque colpa alla crisi. Continuiamo a spendere milioni e milioni di euro in assistenza, che invece andrebbero investiti, in maniera seria, a sostegno delle piccole e medie imprese. 450 euro al mese, non sono nulla di dignitoso. In Basilicata abbiamo circa 50.000 Pmi, 40.000 senza dipendenti. Se ognuna di queste assumesse una sola persona, si capisce bene quali risvolti occupazionali ne avremmo. Questo significa che servono incentivi a queste imprese. Non alle assunzioni, perché se non hanno cosa produrre, non hanno neanche lavoro da far fare. Ma allo sviluppo delle aziende. Creando le condizioni economiche ambientali ed infrastrutturali per farle crescere sul territorio.

Stando all’opposizione siete bravi a tirare fuori le ricette. Ma se foste voi al governo?

Dimostreremmo di essere ancora più bravi a gestire. Ne sono convinto. E mi auguro che questo accada al più presto.

Per vincere servono le alleanze. A livello nazionale c’è l’ipotesi di un avvicinamento con la Lega di Salvini. Anche qui in Basilicata?

Noi siamo pronti a dialogare con tutti coloro che si presentano in maniera chiara come alternativa al centrosinistra. Tranne, chiaramente, che non siano delinquenti.

Con Forza Italia, nel passato, non sempre vi è riuscito.

In passato, appunto. Ora con Forza Italia si è sviluppato un nuovo rapporto. Le elezioni alla Provincia di Potenza hanno rappresentato la ripresa di un nuovo fruttuoso dialogo.

E con il sindaco De Luca come vanno le cose?

Benissimo e continueranno ad andare a bene fino a quando non penserà di andare verso il centrosinistra.

Ma i segnali in questa direzione, da ultimo il ritiro delle deleghe all’essessore De Francesco, sono già arrivati. Qualcosa sarà cambiato nei vostri rapporti

Ribadisco: non è così. Continueremo a dare pieno appoggio al sindaco fino a quando riconoscerà nella coalizione che lo ha accompagnato alla vittoria gli alleati di governo. Senza centrosinistra e soprattutto senza Pd. Perché è così che si è proposto agli elettori. Nulla di nuovo rispetto a quello che abbiamo sempre detto.

Ma c’è un errore politico che contesta a De Luca?

Non avrebbe dovuto ritirare le dimissioni. Ma sottoporsi di nuovo al giudizio degli elettori: avrebbe vinto e avrebbe governato senza patemi d’animo. Lui ha ritenuto di non farlo, noi siamo ancora in Giunta con lui.

Voterete l’ipotesi di bilancio riequilibrato che verrà presentato sabato in Consiglio?

Guardi, non abbiamo ancora deciso. Ne abbiamo discusso ieri sera (mercoledì per chi legge ndr), e lo faremo anche stasera, dopo aver acquisito la notizia della bocciatura da parte dei revisori dei conti. Per adesso, l’unica cosa certa che abbiamo ribadito anche nella riunione è: no a un governo con il centrosinistra. Per il resto, decideremo in queste ore, valutando l’aspetto tecnico e quello politico. Ma il problema è che la Regione, con la recente delibera di Giunta, ha creato un guaio ancora più grosso per Potenza

Cioè? Spieghi meglio

I tempi previsti dalla delibera, così com’è stata predisposta, comporteranno un bilancio di previsione comunale ingessato per un altro anno. Il grosso dei trasferimenti sono previsti per il 2018. Che però potranno essere portati nel bilancio della Regione, non a luglio, ma solo a fine anno. Nei mesi a venire, insomma, il Comune non potrà ancora contare sulla certezza delle entrate che per ora sono solo una promessa. La questione verrebbe definitivamente conclusa solo a marzo dell’anno prossimo. Un dispositivo evidentemente predisposto con molta leggerezza, da parte della Giunta, che determina una ulteriore paralisi finanziaria.

Ma, a suo avviso, la Regione avrebbe potuto impegnarsi anche su soli tre anni?

Dico solo questo: il presidente della Giunta, se vuole, può far piovere e nevicare.

Poco fa ha detto che Pittella, fino a ora, non ha fatto nulla di rilevante per la Basilicata. E il nuovo accordo sul petrolio?

L’altro giorno in Consiglio abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata da parte di Pittella, sulla resistenza in giudizio dopo che il Cdm ha impugnato gli articoli della Finanziaria che riguardano anche la materia energetica. Dico che è una sceneggiata perché è chiaro che il governatore non ha fatto l’unica cosa che avrebbe dovuto fare: impugnare lo Sblocca Italia. Rinunciando a questo, e quindi affermando di fatto che non è incostituzionale, ora non può venire a fare la parte del difensore della Basilicata. Perché quanto contesta il Consiglio dei Ministri è conseguenza diretta del principio affermato nel precedente decreto poi convertito in legge. Per quanto riguarda invece la parte economica dei nuovi accordi siglati a Roma, non mi pare ci siano risultati: il gettito delle royalty non è aumentato, le risorse sono state solo rimodulate. Per quanto riguarda, invece, il fondo finanziato con il 30 per cento di Ires, ho grosse perplessità sulla fattibilità. Sfido tutti ad andare dal proprio consulente con il decreto attuativo e chiedere se sia realmente attuabile o meno. A mio avviso, no. L’ho detto anche a Pittella. Ma lui ha preferito ignorare la questione. Ma ditemi: come si fa a calcolare il 30 % delle tasse pagate da Total sugli utili derivanti dalla sola produzione lucana? Come si fa a estrapolarli da un bilancio che non è di Total Basilicata, ma di Total Italia? Ripeto: tecnicamente non è possibile.

Più di qualcuno le dà del fascista

Di per sé non è una cosa disonorevole. Ma capisco che chi lo dice lo fa in tono dispregiativo. E quindi rispondo che è una debolezza del mio avversario, che evidentemente non ha altri argomenti. Comunque, non sono mai stato iscritto al Movimento sociale. La mia prima tessera di partito è stata con Alleanza nazionale, perché mi ha affascinato il progetto di una destra moderna.

E se fosse lei presidente della Regione, cosa farebbe come prima cosa?

Licenziare il portavoce del presidente, Nino Grasso. E’ un pessimo comunicatore e spesso è la causa degli errori che commette Pittella.

m.labanca@luedi.it

 

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?