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I revisori dei conti bocciano il bilancio
Chi vota sì e chi dice no in vista di un posto in Giunta

Basilicata

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POTENZA - I revisori dei conti hanno bocciato la proposta di bilancio di previsione che il consiglio comunale di Potenza dovrà approvare sabato.
Il «no» degli esperti contabili, spiegano però da Palazzo di Città, non arriva inaspettato. «Quasi scontato». Un giudizio, assicurano, che non dovrebbe avere ripercussioni sull’esito della votazione in aula.
Eppure sono ancora molti gli amministratori che sollevano dubbi e perplessità sul bilancio che andrà in discussione. Troppi i fattori ipotetici su cui è basato.
Il bilancio 2015 - in queste ore in discussione in commissione consiliare - è un conto poggiato sulla speranza che il Governo vari al più presto il decreto Enti Locali. In quel provvedimento dovrebbe essere contenuta la previsione dello spalma-debiti, la possibilità, cioè, di ripianare in cinque anni il disavanzo dei comuni in dissesto. Oggi il tempo a disposizione è di soli tre anni.
L’amministrazione di Potenza ha invece già redatto un riequilibrio basato su cinque anni. E su cinque anni è spalmata anche la previsione di contributo regionale per coprire il disavanzo potentino (42 milioni di euro).
«La delibera di giunta regionale che stanzia soldi per il capoluogo - scriveva ieri Alessandro Galella (FdI) - è solo un intento e quindi non può essere considerata dai revisori come un credito esigibile. Tutti i consiglieri regionali e il presidente Pittella avrebbero dovuto semplicemente trasformarla in una delibera regionale e non lo ha fatto».
La speranza è che di qui a qualche mese, quando il Viminale dovrà valutare questa proposta di bilancio di previsione, il decreto Enti Locali sarà nel frattempo diventato legge e, di conseguenza, le previsioni contabili del Comune potentino siano diventate legittime.
Sabato, ribadiscono da più parti, sarà in discussione una semplice proposta di bilancio. Per i consiglieri non si profila rischio di illegittimità o danno contabile: sarà un voto tutto politico.
Ed è proprio sul fronte politico che si sta giocando la partita più intensa e complessa, in entrambi gli schieramenti. Il voto sul bilancio determinerà la nuova maggioranza comunale. Da lì il sindaco Dario De Luca partirà per definire la nuova giunta.
La direzione cittadina di Centro democratico ha dato mandato ai due consiglieri (Pietro Campagna e Fernando Picerno) di esprimere parere positivo alla proposta di bilancio in discussione. Un testo «non esaustivo», ma da mettere al centro «di un confronto serrato che se il centro sinistra nella sua interezza non riesce a fare proprio, sia il punto di ripartenza di un impegno comunale da affrontare con un nuovo Governo della città».
La decisione di Centro democratico arriva dopo «la scelta del sindaco di tagliare i ponti con quella destra che sin qui ha provocato solo divisioni». Fattore decisivo, spiegano da Centro democratico, lo sforzo del presidente della Regione Marcello Pittella che ha «mantenuto l’impegno verso la città», riconoscendone il ruolo, «interpretandone i bisogni» e facendosi garante nei confronti degli altri territori.
Proprio a destra, nel frattempo, continua il dibattito interno sul da farsi. Fratelli d’Italia e la lista civica Per la Città hanno sempre mal digerito i passaggi di apertura al centrosinistra. Ma un voto contrario al bilancio di previsione significherebbe probabilmente un isolamento politico a piazza Matteotti.
Nel centrosinistra, invece, la riflessione è tutta tarata sulle proporzioni numeriche della futura rappresentanza in giunta. Troppo pochi i posti a disposizione per tutte le aree e le sigle presenti in consiglio.
Molto probabilmente il sindaco dovrebbe mantenere per sè tre o quattro nomine, deleghe da affidare in maniera fiduciaria o mantenere in vigore (come dovrebbe accadere, per esempio, per il vicesindaco Gerardo Bellettieri).
Nel calcolo rientra anche la rappresentanza di genere: almeno tre donne necessarie in una giunta a dieci. Nel gruppo del sindaco potrebbe rimane così in carica Annalisa Percoco, a cui più volte De Luca ha attestato fiducia e che è apprezzata anche dagli avversari.
Il garbuglio più difficile è in casa dem: quattro postazioni da assegnare tra le varie anime del Pd, mantenendo un equilibrio già precario, con almeno una o due postazione ai renziani vicini a Pittella. Mica semplice trovare la quadratura.

s.lorusso@luedi.it

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