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Spese di personale
Stretta nelle partecipate

Basilicata

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POTENZA - Giro di vite, nelle società partecipate dalla Regione, in fatto di spese per il personale.
Razionalizzazione e risparmio: queste le finalità che la Giunta si era data, lo scorso dicembre, con la determinazione che istituiva un gruppo di lavoro interno. Mission: predisporre un atto di indirizzo per il contenimento dei costi del personale.
Un adeguamento alle disposizioni della spending review nazionale, ma anche la necessità di mettere dei paletti alla giungla di contratti e incarichi nelle società in cui la Regione è socio di maggioranza, a cui, in più di qualche caso, si è assistito. Ora, la previsione normativa ha trovato attuazione. L’atto d’indirizzo è stato deliberato e porterà alcune novità all’interno delle tre partecipate - Società energetica lucana, Acqua Spa e Sviluppo Basilicata - a partire dall’anno in corso. Il documento individua alcuni criteri a cui le società dovranno necessariamente attenersi.
Innanzitutto, stop alla discrezionalità dei vertici societari: tutte le nuove assunzioni dovranno essere autorizzate dalla Regione Basilicata. Solo nel caso in cui le motivazioni illustrate alla base della scelta di far ricorso a nuove unità lavorative siano realmente fondate. In caso contrario, viale Verrastro avrà diritto di veto.
A partire dall’anno in corso, inoltre, le partecipate dovranno perseguire una graduale riduzione del rapporto tra spese di personale e quelle correnti, in modo da arrivare al taglio di almeno un punto percentuale nel prossimo triennio, rispetto a quello precedente. Nel reclutamento di nuovi dipendenti, inoltre, bisognerà dare priorità alla mobilità da una società a un’altra, senza aggravio di oneri.
Ma le novità più rilevanti per i dipendenti delle partecipate stanno nel fatto che, lì dove le società individuino eccedenza di personale, o comunque lì dove la spesa per il personale supera il 50 per cento della spesa corrente, la Regione interviene, entro 60 giorni, con ricorso a forme di flessibilità lavorativa come i contratti part time.
O ancora con la ricollocare delle unità in esubero, individuate in relazione a obiettivi di risanamento economico, in altre società pubbliche. Non solo lucane, ma anche operanti al di fuori del territorio regionale, purché dello stesso tipo, con appositi accordi stipulati anche con le organizzazioni sindacali di riferimento.
Stretta anche per la contrattazione decentrata: la crescita retributiva nel triennio 2015-2017 non potrà comunque il valore medio del triennio precedente. Se le assunzioni avverranno dietro specifica autorizzazione da parte della Regione, anche le forme di lavoro flessibile, come i contratti a tempo determinato, dovranno essere ridotte e utilizzate solo in caso di necessità.
Cosa dovranno fare le tre società partecipate a cui sono rivolte direttive? Innanzitutto, prendendo atto degli indirizzi dati dalla Giunta regionale. A febbraio di ogni anno, a partire dal 2016, dovranno produrre un prospetto ricognitivo delle spese del personale, indicando tutti i contratti in essere: dagli assunti, agli incarichi e alle convenzioni. Riportando, in maniera dettagliata, impegni e pagamenti. Tutto al vaglio, chiaramente, della Regione Basilicata che ne effettuerà il monitoraggio.

m.labanca@luedi.it

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