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«Renzi evitato dai big lucani nel 2012
oggi è cercato da tutti ma lui è lo stesso»

Basilicata

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POTENZA - «Per me non ci sono differenze tra renziani della prima ora o dell’ultima. L’importante è come disse lo stesso Renzi tempo fa: più siamo e meglio spingiamo il carretto. Basta che qualcuno non pensi di salirci sul carretto per farsi spingere dagli altri». E’ questo il pensiero “renziano” di Fausto De Maria.
Il sindaco di Latronico che in tempi non sospetti abbracciò la causa di Matteo Renzi, alla vigilia dell’arrivo del premier in Basilicata (domani mattina nello stabilimento Fca a San Nicola di Melfi) ricorda le prime visite dell’allora sindaco di Firenze in terra lucana. «Era il 30 agosto del 2012, Renzi venne in Basilicata perchè invitato a spiegare la sua idea di nuovo partito. Latronico fu una delle sue prima tappe al Sud e poi si spostò in Puglia».
Fausto De Maria, allora sindaco da pochi mesi (aveva battuto in Pd ufficiale) ricorda quel giorno con evidente emozione: «Per lui fu una sorpresa trovare il nostro cinema pieno alle 2 del pomeriggio». Quel giorno Renzi “il rottamatore” fu anche a Potenza e poi nel Materano, a Policoro per la presentazione del suo libro “Stil novo”.
Era un Renzi che creava entusiasmo ma non era ancora il mattatore di oggi. Fausto De Maria svela un retroscena: «Con lui c’era tutta la squadra ormai famosa: Luca Lotti, Maria Elena Boschi, Simona Bonafè e Francesco Bonifazio». Quel giorno, il presidente del Consiglio «annunciò a Latronico la volontà - ricorda De Maria - di sfidare Bersani alle primarie del centrosinistra per la candidatura a premier». Nulla di ufficiale perchè di quei tempi l’allora segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani ancora non aveva deciso di aprire le primarie e Renzi (lo Statuto del Pd non lo consentiva).
Questioni di settimane. E così Matteo Renzi tornò in Basilicata per la campagna elettorale “Primarie bene Comune” in camper. «Era il 7 ottobre dello stesso anno e arrivo a Potenza e Matera per lanciare la propria sfida. Mi ricordo che passeggiammo in via Pretoria e la gente lo fermava ad ogni metro con grande entusiasmo». «Tranne i vertici del Partito - ricorda ancora il sindaco di Latronico - che come la prima volta non vennerò ad incontrarlo».
Sono passati 3 anni da allora. Non un secolo. Ma l’Italia è cambiata. Il Pd pure. E Renzi è sia segretario del partito che capo del Governo dopo aver perso sì quelle primarie ma aver vinto dopo la corsa alle segreteria un anno dopo. Ora i big (in Basilicata tra gli ultimi pare ci siano Santarsiero e De Filippo. Prima i Pittella e Margiotta e Antezza e altri) fanno la fila per incontrarlo e in tanti da allora hanno pure indossato la casacca renziana.
De Maria su questo ha le idee chiare: «E’ una corsa. La cosa non può che far piacere. Più siamo e più aiutiamo il Paese. Ma io che lo conosco da tempo voglio avvertire: Renzi è contrario alle correnti. E sbaglia chi pensa di poter diventare renziano per continuare a far politica nella stessa maniera. Nessuno si illudi che cambia nome di corrente e può continuare a essere quello che era prima. Renzi vuole cambiare la politica e sta dimostrando di farlo. Non è la politica che deve cambiare noi». «Lui - De Maria spiega per concludere - è il politico delle decisioni veloci e che non ci sta alle mediazioni infinite. E’ quello del limite dei due mandati. Poi più siamo e meglio è perchè è un bene per il Pd e per l’Italia che vincano le idee di Renzi».

sal.san.

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