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Confronto a distanza tra Tosto e Cifarelli
L’imprenditore: «Non sono io l’inquinatore

Basilicata

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MATERA - «Contro di me solo attacchi strumentali, Adduce ha dovuto prendere atto di un’Amministrazione vuota, debole e con cicatrici rimaste indelebili». Angelo Tosto non si trattiene affatto e dopo essere entrato, suo malgrado, da protagonista nella campagna elettorale chiamato più volte in causa da Salvatore Adduce, stavolta pensa anche a rispondere a quello che è successo negli ultimi mesi e a quelle che potranno essere poi le prospettive future.
«Adduce è stato accompagnato negli ultimi mesi prima della designazione in una pace armata nell’interesse della città che è stato fatto prevalere. Matera aveva l’interesse a conservare Adduce sindaco perchè altrimenti la capitale della cultura sarebbe stata una partita persa e questa sconfitta una grave colpa ma l’errore di questo sindaco è stato quello, una volta vinto, di essere troppo protagonista. Dal 18 ottobre in poi lui e il suo cerchio magico si sono voluti appropriare della città e la sua credibilità è crollata».
Quanto all’accusa di inquinatore Tosto la considera un’accusa strumentale: «Arriva da chi sa bene che io ero l’unico in grado di poter mettere insieme le diverse appartenenze mettendole da parte per l’interesse della città. Questa campagna elettorale non vede prevalere le appartenenze ma un percorso che noi abbiamo fatto su un programma e nell’interesse della città. Siamo consapevoli che non ci si può dividere ideologicamente». Tosto tira anche fuori un elemento che sarebbe la conferma della volontà di strumentalizzare le sue scelte e di non poterle condividere. «Nel dicembre scorso il Pd ha tirato fuori un sondaggio che definiva le forze in campo e che mi poneva come candidato oppositore nel partito di Forza Italia, una chiara dimostrazione della volontà studiata a tavolino di ostacolarmi con una campagna strumentale per mettere in difficoltà quello che voleva essere un potenziale avversario». Ma l’imprenditore chiarisce anche una sua scelta dichiarata già al momento delle dimissioni dal Consiglio comunale: «io cinque anni fa ho commesso l’errore di candidarmi da solo contro tutti e stavolta mai avrei rifatto lo stesso errore, è stata definita una coalizione solida, un programma, un candidato scelto attraverso le primarie ed un percorso che ci porterà fino a domenica. Come finirà? Credo che andremo al ballottaggio, è la soluzione più probabile, ne sono convinto».
Ma Tosto si leva anche qualche altro sassolino dalle scarpe: «abbiamo fatto le primarie, un’operazione trasparente e ci siamo trovati persone fermate a Serra Venerdì piuttosto che in altri quartieri strategici e a cui è stato detto di non andare a votare per un sondaggio».
Quanto ai problemi eventuali di governabilità dell’Amministrazione De Ruggieri Tosto taglia corto: «qui non c’è bisogno di convergenze tra capibastone, la nostra garanzia è l’abilità del candidato sindaco, sarà lui a fare le scelte, a farsi indicare persone competenti. Sarà lui ad unire questa città. La mia forza di condizionamento? Io non ho alcun potere di condizionamento, io sto lavorando per una soluzione aperta per la città. Mentre dall’altra parte c’è un sindaco che è destinato a rimanere solo con il suo cerchio magico, non inclusivo e ragionevole».
La partita elettorale di domenica si gioca a sei, ha due favoriti ma anche un terzo incomodo (teorico anch’esso ma molto determinato) come Tortorelli: «Tortorelli ha grandi meriti perchè ha evitato ai cittadini di cadere nella strategia del cerchio magico, ha il sostegno di un uomo come Passera che punta ad esser leader dei moderati ed allora vuol dire che le distinzioni destra, sinistra sono solo strumentali».
Infine un interrogativo che Tosto porta fino alle elezioni: «io non temo un effetto astensione, si andrà a votare, non ci si farà distrarre da fattori esterni come il calcio, il ponte del 2 giugno o la voglia di andare altrove. Mi chiedo però e chiedo ai materani: cosa sarebbe stata questa campagna elettorale se ci fosse stato solo il pensiero unico di Adduce?».

p.quarto@luedi.it

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