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La sfida elettorale
finisce tra le scintille

Basilicata

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MATERA - Un confronto in Rai con altre punture tra Adduce e De Ruggieri, Tortorelli che conferma la sua scelta e non si presenta. Si è aperta così l’ultima giornata di campagna elettorale dei sei candidati a sindaco della città di Matera. Una giornata ancora una volta intensa anche se le carte erano e sono quasi tutte sul tavolo. Adduce che sottolinea: «noi siamo riconoscibili, siamo credibili con i nostri difetti ma tutti sanno cosa vogliamo fare».
De Ruggieri che dall’altra parte ribadisce: «io mi propongo alla città sulla base di valori ben chiari di libertà, di autonomia, di onestà che mi sono stati sempre riconosciuti. Non hanno consapevolezza di quale autonomia io possa disporre».
Di una città che ha sempre «riservato sorprese» parla Angelo Tortorelli che ribadisce: «io sono convinto di andare al ballottaggio, la partita è aperta e comunque abbiamo già raggiunto l’obiettivo di risvegliare le coscienze». Identico ottimismo mostrato anche da Antonio Materdomini: «c’è bisogno di un voto libero, puntiamo su trasparenza e onestà e penso che possiamo anche andare al ballottaggio». Concentrato a «convincere chi non va a votare di poter fare la differenza» è la missione dichiarata di Franco Vespe. Mentre Cappiello sul palco non risparmia nessuno.
Proviamo a riassumere le posizioni espresse dai sei candidati sindaci nell’ultima giornata elettorale.
SALVATORE ADDUCE - «Non possiamo fare passi indietro, abbiamo ottenuto grandi risultati a partire da Matera capitale europea della cultura, abbiamo dimostrato ospitando i giurati della commissione europea nelle case dei materani di poter essere un modello di accoglienza. Oggi Open polis ci indica come uno dei Comuni più virtuosi, dobbiamo continuare così. Abbiamo presentato il nostro progetto: il parcheggio sotterraneo a piazza della Visitazione, il central park, il centro polifunzionale e sostenibile, lo spostamento della Torraca all’ex Centrale del latte, la delocalizzazione dello stadio per creare un centro polisportivo al XXI Settembre. Non dobbiamo consentire che il 2019 sia gestito dagli amici degli amici, dalle associazioni dei soliti noti. Sarebbe un passo indietro tristissimo».
RAFFAELLO DE RUGGIERI - «Il vero problema che questa città ha davanti è il lavoro. Ci sono quasi 15mila tra uomini e donne al centro dell’impiego che attendono una risposta, un disagio esplosivo da colmare e da affrontare altro che dossier. Oggi è arrivato il momento di capitalizzare il risultato di capitale della cultura, fare in modo che Matera diventi attraente ma anche attrattiva per gli investimenti affinchè si possano risolvere le questioni di fondo. Io ho avuto un mandato democratico dai cittadini materani con le primarie. Non sono il burattino di nessuno e non so cosa voglia dire circolo di Galantuomini, io l’unico circolo che ho frequentato è la Scaletta che Salvatore Settis ha citato tra altre 400.000 associazioni per sottolinearne l’effetto dirompente all’interno di una comunità».
ANGELO TORTORELLI - «Noi siamo l’unica alternativa e lo vado ripetendo con orgoglio, in questo momento non credo si debba dare nulla per scontato. Io credo che al ballottaggio ci andremo noi, altro che terzo incomodo e comunque tutti e tre i principali contendenti avranno un ruolo importante per la città anche in futuro. La logica dello 0835? Io so cosa è l’internazionalizzazione e nessuno ci ha creduto più di me ma sentir arrivare da Potenza truppe cammellate per far pressione sulle scelte dei cittadini non mi piace. Gli unici a dover scegliere sono i materani e il sindaco di Matera non può essere preda delle spartizioni di altri. Questa città ha bisogno di essere governata. In questa divisione di oggi ha grosse responsabilità chi non ha stimolato una reazione anzichè riuscire ad aggregare le forze e parlo innanzitutto del Pd».
ANTONIO MATERDOMINI - «La nostra proposta ha puntato essenzialmente e quasi esclusivamente sul programma, sulle idee e non sulle polemiche. Il messaggio che vogliamo far passare è che è possibile fare della buona politica e cambiare la città. Lo abbiamo dimostrato in altre realtà e vogliamo farlo anche a Matera. Sui programmi abbiamo preso chiaramente posizione come su urbanistica, mobilità e gestione delle risorse. Chiediamo trasparenza, abbiamo fatto da soli opposizione negli ultimi cinque anni pur essendo fuori dal Consiglio comunale. Con un voto veramente libero sono convinto che potremo arrivare anche al ballottaggio».
FRANCO VESPE - «Io mi auguro un voto libero in cui si veda la qualità delle proposte, in cui non prevalga la convenienza ma i progetti. Ho partecipato ad una campagna elettorale di contenuti e solo alla fine c’è stata qualche rissa. Voglio lavorare per convincere chi non va a votare che oggi scegliere è davvero importante e sono convinto che loro possono fare oggi la differenza. Il mio obiettivo? Farmi ascoltare, dare voce alle nostre ragioni, riuscire a confrontarmi con gli altri era il primo obiettivo e l’abbiamo già raggiunto».
ANTONIO CAPPIELLO - «Occorrono tre cose molto importanti cioè lavoro, casa e famiglia. Matera 2019 è importante, è un obiettivo per il futuro ma oggi ci sono anche altre emergenze. Ci sono famiglie, almeno quattro, che dormono in macchina ed un Comune serio deve preoccuparsi come prima cosa di dar loro una casa. Si deve procedere a sgomberare alcuni locali per renderli subito disponibili. Bisogna definire bene le competenze nella struttura comunale, tutti fuori dagli uffici e poi un riesame serio uno ad uno di quello che sono le competenze a disposizione.
Io sento parlare spesso di Matera 2019 ma chi ne parla lo fa solo per la gran voglia che c’è di spartirsi la torta che può derivare da questo risultato che la città ha raggiunto».

p.quarto@luedi.it

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