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A Moliterno Tancredi fa bis, debacle di Latorraca
Nelle urne pesano di più le spaccature dei democratici

Basilicata

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MOLITERNO - Era un rischio concreto e il risultato elettorale ha confermato le attese: il regolamento di conti interno al Partito democratico di Moliterno è riuscito a frenare la corsa anche di una campionessa di voti come Angela Latoracca, ex sindaco, attuale consigliere provinciale, che nel 2013 ha sfiorato l’elezione in Parlamento. A questa tornata, la dirigente Pd, però, si è dovuta accontentare di un 38,84 per cento. Ben 500 voti in meno rispetto al primo cittadino uscente Giuseppe Tancredi. Una vittoria schiacciante per il primo cittadino che si conferma alla guida del comune della Val d’Agri, con una percentuale di voti addirittura superiore a quella di cinque anni fa.
Una competizione formalmente tra due civiche, ma con una forte connotazione politica, tutta giocata in casa Dem. E che si chiude con un risultato troppo schiacciante per non pensare che abbiano pesato, e non poco, le spaccature interne al partito, createsi proprio in vista delle amministrative. Lo stesso Tancredi conferma a caldo il grande entusiasmo per un risultato che, in queste dimensioni, neanche lui si aspettava. «Il riconoscimento per cinque anni di buona amministrazione che abbiamo dimostrato, innanzitutto con una forte presenza tra la gente. Abbiamo risanato il bilancio, appaltato molte opere. Oggi raccogliamo i frutti per quanto seminato». Ma il primo cittadino appena rieletto non nega neanche il peso del fattore spaccatura Pd. «E’ chiaro che Angela Latorraca non ha più lo stesso consenso. La sua candidatura, inoltre, ha alimentato divisioni che non hanno fatto bene».
Con il segretario cittadino, Antonio Rubino, di area renziana, che, in qualità di consigliere uscente nutriva aspirazioni da primo cittadino, ma ha dovuto rinunciare alla corsa per quella che oggi definisce «una prova di forza» da parte della lacorazziana Latorraca. Alla luce del risultato, il segretario accetta di commentare. Toni pacati ma di contenuto, con la premessa di sentiti auguri al sindaco eletto e alla sua squadra. Poi le vicende più espressamente di partito: «Le candidature alternative a quella di Latorraca erano state ritenute poco adeguate. Oggi il risultato ci dice che forse era esattamente il contrario. Bisognerebbe capire quando arriva il momento di fare un passo indietro e non far prevalere la volontà di stare in prima fila a tutti i costi. Io l’ho fatto, mi sono tirato indietro». Rispetto ai numeri, Rubino ci tiene a precisare: «Non abbiamo dato indicazione di voto. E credo che in queste amministrative le preferenze siano andate alle persone più che all’appartenza politica». Di certo ricucire gli strappi dopo il risultato emerso dalle urne non sarà facile. Ma Rubino aggiunge: «Ci impegneremo per mettere il Pd di Moliterno in condizioni di lavorare bene, con una grande operazione di apertura. Confido nella ragionevolezza di tutti», conclude. E al primo a rientrare sarà proprio il sindaco Tancredi, che fino a ora era rimasto all’estreno, avendo sfidato, nelle amministrative di cinque anni il candidato sindaco che correva con il simbolo di partito.
Rimane in silenzio, invece, la grande sconfitta di queste amministrative. Segno di una debacle non proprio facile da mandare giù.

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