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Corleto: la parabola della sconfitta Vicino
Il progetto del Centro oli e lo spettro dei pm

Basilicata

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"ABBIAMO chiesto la costituzione di un centro olii nel territorio di Corleto. Tale richiesta è l’obiettivo primario della mia amministrazione fin dal momento". Così parlava il 9 luglio del 1998 davanti alla X Commissione della Camera dei deputati l’allora sindaco di Corleto Perticara Rosaria Vicino, all’epoca al suo primo mandato.
Da allora sono trascorsi 17 anni e di mandati Rosaria Vicino ne avrebbe accumulati 3, intervallati da un periodo di riposo forzato perché per legge di seguito non se ne possono infilare più di due. Riuscendo anche a entrare nell’ultimo Consiglio provinciale eletto di Potenza, quindi nella giunta guidata prima dall’ex presidente Piero Lacorazza e poi dal vice Nicola Valluzzi, sino alla trasformazione definitiva dell’ente. Con la delega all’edilizia scolastica e alla pubblica istruzione.
Un percorso notevole, per un’ex insegnante di scuola media, come dichiara nel suo curriculum. Sotto la bandiera della Democrazia cristiana, della Margherita e in ultimo del Pd. Come l’amico e mentore politico Vito De Filippo, che ieri oltre alla sconfitta della “sua” prima cittadina, ha dovuto incassare anche il passaggio di consegne al centrodestra a Santarcangelo, il paese che gli ha dato i natali.
Le ragioni del risultato elettorale nel centro noto per l’insurrezione lucana contro i Borboni del 1860 non sono facilmente decifrabili. Forse il 3 volte sindaco ha sottovalutato l’avversario e sopravvalutato la capacità della terza lista di catturare i voti della “sua” opposizione. Forse ha pesato la stanchezza iniziale che le aveva fatto pensare anche a un passo indietro.
Di sicuro una campagna elettorale così Rosaria Vicino non l’aveva mai affrontata. Con la stampa nazionale a ricordarle le indagini avviate dalla Procura di Potenza sugli “affari di famiglia” svelati da un’inchiesta del Quotidiano della Basilicata sul suo comune. Commesse “petrolifere” in cambio di assunzioni per persone segnalate in municipio. Questa l’ipotesi degli investigatori. Dopo la scoperta di una società in cui comparivano il figlio del primo cittadino di Corleto, il figlio dell’ex consigliere regionale Pd Pasquale Robortella, che poi ha preso il posto del padre nel parlamentino lucano, e la moglie di uno dei manager della ditta che sta realizzando il nuovo centro oli. Una commessa che da sola vale oltre da oltre 500milioni di euro per l’infrastruttura fondamentale del nuovo programma di estrazioni della Total. Fondamentale, ma forse nemmeno necessaria, a rileggere le dichiarazioni dell’allora sindaco Vicino nel 1998. "Non me ne vogliano i colleghi della val d’Agri ma poiché la nostra realtà territoriale è diversa dalla loro, vogliamo avere anche un’identità diversa e, quindi, fin dal primo momento abbiamo chiesto la costituzione di un centro olii nel territorio del Sauro".
Così oltre alle royalties per i pozzi attivi, non appena cominceranno le estrazioni, l’amministrazione di Corleto potrà contare anche sui posti di lavoro e le compensazioni ambientali previste per l’attività dell’impianto.
Ma a oggi si parla del 2017/18, e a meno di colpi di scena il sindaco che dovrà decidere come spendere tanta ricchezza non sarà più lei.

l.amato@luedi.it

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