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Occupazione, Pittella come Renzi
Esulta per i dati del jobs act lucano

Basilicata

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POTENZA - E’ una foto a tinte rosee, anche per la Basilicata, quella scattata dall’Istat sulla ripresa del mercato del lavoro nel primo trimestre del 2015. La regione non fa eccezione rispetto alla buona tendenza registrata a livello nazionale. E, anzi, si attesta tra quelle che mostrano un incremento maggiore del numero di occupati.
A confronto con i primi tre mesi dell’anno precedente, l’Istat registra una crescita, con un tasso che passa dal 45,4 del 2014 a 47,3 del 2014. Mentre la disoccupazione scende dal 16,8 al 14,9 per cento.
Gli occupati crescono di 7.000 unità, mentre i disocuppati passano da 35 a 32 mila unità. Buoni segnali che, seppure da confermare nel tempo, danno indicazione di un inizio di ripresa anche in una delle regioni che maggiormente ha sofferto la crisi.
E’ ancora una volta il settore dei servizi a fare la parte del leone con 120.000 unità tra dipendenti e autonomi, mentre segue subito dopo il comparto industriale in grado di assorbire 49.000 unità, 36 mila in più rispetto a quello agricolo.
Il rapporto Istat non dettaglia quale sia il settore in cui si misura l’aumento più sensibile, ma è facile immagine che la ripresa occupazionale sia stata in buona parte trainata dalle nuove assunzioni in Fiat. Il che dà buone speranze di un’ulteriore crescita anche per i mesi a venire, stando agli annunci dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, che la settimana scorsa da Melfi ha annunciato altre mille nuove assunzioni per fine anno. I numeri dicono chiaramente che non c’è solo quello. E’ quanto sottolinea il presidente Marcello Pittella, che attribuisce i buoni numeri del rapporto Istat anche alle iniziative anticrisi messe in campo dalla Regione.
«E’ la prima volta da molti anni a questa parte - commenta in una nota - in cui la Basilicata non sfigura. Al contrario, proprio il raffronto con le aree economiche storicamente più forti del Paese, come Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio, ci fa guardare al futuro con maggiore ottimismo. Sette mila occupati in più: un’altra Fiat o quasi in valori assoluti».
E aggiunge: «Senza enfasi, ma anzi con la piena consapevolezza che ci sia ancora molto da fare per uscire definitivamente da una delle crisi più lunghe della storia italiana, credo di poter dire in tutta coscienza che Giunta e Consiglio regionale di Basilicata abbiano fatto nell’ultimo anno un buon lavoro, approvando provvedimenti anti-crisi a sostegno della occupazione e per la ripresa del sistema produttivo».
Il governatore poi attribuisce la ripresa registrata su tutto il territorio nazionale anche alle azioni messe in campo dal Governo Renzi, a partire dal Jobs Act, «che si sono rivelate vincenti e che cominciano a dare i primi frutti».
Poi passa a individuare le grandi sfide che attendono la regione e le opportunità da cogliere per invertire la tendenza negativa degli ultimi anni: Matera Capitale della Cultura nel 2019, Melfi leader europea nel settore dell’automotive. «E anche con la città di Potenza - aggiunge - impegnata, con l’aiuto di tutti, a superare il difficile momento di crisi che sta attraversando per offrire quei servizi avanzati che sono propri di un capoluogo di regione».
Ma la lettura non è univoca e a invitare alla cautela sono i consiglieri regionali Benedetto (Cd) e Giannino Romaniello (Gm). Che in una nota congiunta avvertono: «Attenti a non dare troppa enfasi ai dati del rapporto Istat». E anzi aggiungono: «Non c’è nulla da essere soddisfatti». Perché - spiegano - il dato non è destagionalizzato e si parla di incremento riferito ai rapporti di lavoro: il che significa - secondo i due consiglieri - consolidamento di una tendenza di trasformazione dei rapporti co.co.co, co.co.pro, partite iva camuffate in rapporti di lavoro prevalentemente a tempo determinato. Benedetto e Romaniello mettono anche in evidenza che il dato dell’industria in senso stretto fa registrare una riduzione dello 0,9 per cento su base annua, come pure quello del settore edile.
«Per restare alla pura statistica non deve sfuggire il dato relativo al tasso di attività, in verità uno degli indicatori più significativi, in Basilicata al 55,7 per cento, molto distante da quello di altre regioni del centro-nord, tra il 68 e il 72%». Ma soprattutto l’Istat non precisa di quali contratti di assunzione si tratti. Benedetto e Romaniello chiedono insieme «misure più efficaci» sia al Governo che alla Regione. E aggiungono: «Se un imprenditore e un ex sindacalista la pensano nello stesso modo, qualcosa vorrà pure dire».

m.labanca@luedi.it

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