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Prove tecniche di dialogo per il ballottaggio
Tortorelli: «So che Adduce ci ha cercato»

Basilicata

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MATERA - «Qualcuno non vuole fare apparentamenti? Ne prendiamo atto. Almeno ne abbiamo escluso uno». E’ Angelo Tortorelli a commentare le dichiarazioni più recenti provenienti dal centrosinistra. «I contratti si fanno sempre in due, d’altronde». Una pre dichiarazione di voto? «Non lo so. Sono in crisi perchè mi aspettavo proposte e riflessioni sul nostro programma, ma devo prendere atto che ci sono solo negazioni di attenzioni. Non mi riferisco a poltrone da occupare, ma al lavoro che abbiamo svolto nell’interesse della città». Sa bene che il suo è il nome più pronunciato in queste ore e sa altrettanto bene che questo è il momento delle grandi decisioni. Nel frattempo rivela: «So che Adduce mi ha cercato, oggi». Una frase lanciata, ma che potrebbe aprire spiragli di dialogo. D’altronde qualche giorno fa era stato proprio il capogruppo Pd alla Regione, Roberto Cifarelli, ad ammettere che con Tortorelli avrebbe potuto essere avviato un dialogo. Angelo Tortorelli risponde al telefono da Roma: «Sono tornato a fare il presidente della Camera di Commercio - dice - e in una giornata di lavoro ho già recuperato fondi che servivano». Le voci secondo cui i destini di Nicola Benedetto e il suo, stanno per dividersi rispondono a verità? «Assolutamente no. Ci muoviamo all’unisono, così come col resto del gruppo che ci ha sostenuto nelle elezioni, a prescindere dalla scelta che faremo il 14 giugno. Si sta facendo un gioco - commenta amaramente - di fioretto e non d’ascia e non vorrei che questo penalizzasse tutto. Lunedì, immediatamente dopo la prima tornata del voto, avevo lanciato un messaggio a chi era disponibile al confronto sulle emergenze della città e finora non ho avuto risposte. E’ tutto molto deludente, la gente poi potrebbe non andare più a votare, quando invece bisognerebbe fidelizzarla. Si è utilizzata una settimana di silenzio complessivo, anzichè occuparsi delle strategie». A queste condizioni ipotesi di apparentamenti futuri ce ne sono ancora in ballo? «Per fare cosa? Una società a responsabilità limitata? Ci vorrebbe una società per azioni dove l’azionista di maggioranza comanda ma il socio di minoranza deve poter dare il proprio contributo. Le azioni si chiamano cittadini e nessuno sta facendo questo ragionamento. E’ una magra consolazione, l’interesse della città viene messo al terzo posto». Qualche giorno fa, nella sede del suo comitato elettorale ancora attivo in via Dante, Tortorelli ha riunito più di 200 persone fra candidati e simpatizzanti. «All’unanimità hanno votato la mia proposta di dare forma a questo movimento con una connotazione politica, non partitica. Vogliamo continuare a portare avanti questa esperienza che va ben oltre, la gente ci ha chiesto di proseguire a riflettere. E’ tutta gente libera coinvolta una ad una. E’ stata una bella esperienza che potrebbe costruire qualcosa per il futuro, rappresentando una civile e costruttiva opposizione che da dieci anni in quetsa città non esiste. Chissà che non si aiuti a far crescere la cultura». Opposizione a chi, però? «Opporsi vuol dire votare le cose giuste e dire no a quello che non va bene; penso all’ambiente e alla qualità della vita. Se Adduce o De Ruggieri dicessero che bisogna chiudere l’incereneritore, io sarei a favore indipendentemente dalla scelta a favore di uno o dell’altro. La domanda non è se uno vuole o meno fare l’assessore. Ci metteremmo al loro livello. Uno dei criteri di scelta dei nostri candidati era legato al fatto che avessero già occupazione, che non ha il sedere da poggiare su nessuna poltrona. Sono cose che non si acquistano al supermercato».

a.ciervo@luedi.it

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