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De Ruggieri, Zetema e l’eredità
Scontro in tv, aspettando il ballottaggio

Basilicata

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MATERA - La Fondazione Zetema nel mirino. Adduce attacca domenica sera parlando di «bubbone da spiegare alla città» e Raffaello De Ruggieri risponde in una lunga nota che esprime un concetto chiaro cioè che la Fondazione «crea scandalo perchè non dilapida le risorse pubbliche».
«Adduce con la sua macchina del fango grida allo scandalo. Lo scandalo di una Fondazione che, creata con risorse private e pubbliche dal 1998, non ha dilapidato il suo capitale in prebende alle nutrite clientele della politica e invece ha prodotto beni pubblici, ponendo le basi per lo sviluppo di un intero territorio.
Il progetto culturale programmato, progettato e attuato ha reso fruibili luoghi della cultura straordinari e unici come: la Cripta del Peccato Originale, il Musma, Museo della Scultura Contemporanea Matera, la Casa di Ortega, il complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, le chiese rupestri di Santa Margherita e Santa Lucia in Melfi, il sito preistorico di Riparo Ranaldi in località Tuppo dei Sassi in agro di Filiano».
Poi anche una scure sulla gestione privatistica dell’ente che Adduce aveva confermato anche nel confronto in Rai di ieri chiedendo risposte: «È utile ribadire che le risorse della Fondazione non sono e non potranno mai entrare nella personale disponibilità di Raffaello de Ruggieri, perché per legge vincolate alla missione dell’Ente, tanto che, in caso di cessazione o scioglimento della Fondazione, il capitale esistente, per legge (art. 32 del Codice Civile) viene attribuito dall’autorità pubblica ad altri enti che abbiano fini analoghi. La volgare insinuazione di una successione familiare nella titolarità delle risorse esistenti è il frutto di un’ignoranza pervicace, che rasenta la malafede. La verità è che ancora una volta il PD ha preso fischi per fiaschi.
Adduce, per cinque anni membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, dopo aver partecipato a tutti i consigli di amministrazione, tenutisi per suo rispetto al sesto piano del Palazzo di Città, e dopo aver approvato tutti gli atti deliberativi, compresi i bilanci preventivi e consuntivi, oggi vuole sapere com’è nata Zétema».
De Ruggieri sottolinea anche la capacità di attrarre risorse e investimenti pubbliche e private che sono state reinvestite proprio con Zetema.
Dall’altra parte Adduce non sta a guardare. Nel corso del confronto Rai va ancora all’attacco sul fatto politico più vicino cioè l’apparentaento De Ruggieri-Tortorelli: «L’impegno di Tortorelli era di non fare apparentamenti, mi sembrava una scelta opportuna. Ma in realtà i fatti dimostrano che erano già d’accordo prima, non sono questi accordi che si fanno in una sola notte.
A De Ruggieri non sono bastate 9 liste per arrivare primo, non è riuscito a sommare i voti che Tosto e Acito presero con quelle aree politiche nel 2010, hanno preso quella parte del Pd che cerca patria per ricattare e che adusa a questi sistemi. Si tratta davvero di un imbroglio politico senza precedenti».
In serata lo stesso Adduce ha spinto sull’ipotesi di un confronto, di un faccia a faccia che possa concludere la campagna elettorale in maniera più che mai chiarificatrice.
«Raffaello, dopo tante comuni dichiarazioni di buone intenzioni, è arrivato il momento di fare davvero l'ormai famoso confronto, non trovi?
Sennò qui finisce la campagna elettorale!

Coglierei al volo la tua battuta e direi: vediamoci davvero nel bel Parco del Castello, come data ti propongo venerdì pomeriggio.
Per la scelta dei giornalisti tagliamo la testa al toro: chiediamo agli stessi con i quali già facemmo il confronto del primo turno alla Casa Cava, stesse regole, stessi tempi. Eravamo entrambi d'accordo che fosse un buon modello allora, sarà ottimo anche venerdì.

Che dici? Lo mettiamo in agenda?».
Un confronto per chiudere la campagna elettorale. Adduce lo chiede. Comunque sia i quattro giorni di campagna elettorale che restano saranno di certo giorni di fuoco.

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