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«Matera vuole respirare libertà»
Nicola Buccico scende in campo

Basilicata

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MATERA - Cita Manzoni, ma soprattutto i contenuti di questa campagna elettorale che proprio non gli piace. Nicola Buccico stasera alle 20,30 sarà in piazza Vittorio Veneto per un comizio a sostegno della candidatura di Raffaello De Ruggieri.
L'ultima volta risale al 2010 ma oggi tutto lascia prevedere che i contenuti saranno diversi e che ne avrà, come sempre, per tutti. «Appena scendo in campo - commenta - creo antagonismi pazzeschi. In questa campagna elettorale ci sono due occasioni mancate: l’etica e l’estetica, la qualità della competizione, il rapporto personale, il fairplay che a volte è indispensabile fra persone civili.
Ho fatto campagne elettorali da quando ero ragazzino, anche con forti contrapposizioni politiche all’interno e all’esterno del mio partito.
Il livello di degrado verbale e personale al quale assisto oggi, però, mi mortifica come cittadino. Siamo tornati a un clima di untori e caccia alle streghe e questo non fa bene a nessuno. L’altra occasione mancata è che di fronte ad un obiettivo raggiunto non si sia trovata coesione, unità, convergenza».

Matera, dunque, ha davvero meritato il riconoscimento di Capitale europea della cultura? Possiede il tessuto morale, civile e politico necessario? 

«Abbiamo bisogno di innervare questo contenitore con la qualità delle persone e il bene comune che si può raggiungere.
Forse il riconoscimento non ce lo meritiamo, per l’incapacità di prospettarci come città che insieme alla bellezza innata ha anche quella della sua classe politica».

In una delle sue più recenti dichiarazioni lei disse di non avere alcuna intenzione di tornare a fare politica. E’ cambiato qualcosa?

«In una società civile tutte le energie vitali debbono attivarsi, mettersi a confronto. Non volevo più ripetere l’esperienza di un’amministrazione diretta perchè ho vissuto comportamenti che a distanza di anni non ho ancora digerito, ma questo non vuol dire che io non sia cittadino e che non mi senta di dare un contributo allo sviluppo della città.
Qualcuno carica la mia scelta nei confronti di Raffaello De Ruggieri di altri significati.
Lo fa anche il sindaco uscente Adduce che però fa un riferimento inesistente alla testa di cinghiale marcio che avrei trovato dietro la porta di casa. Si parla di me come di una delle persone che stanno dietro a Raffaello De Ruggieri. E’ offensivo per entrambi. Le accuse lanciate nei confronti di De Ruggieri sono infondate: dal caso Zetema all’espropriazione della paternità della Cripta del peccato originale».

Come considera il riferimento all’ingerenza in campagna elettorale di Angelo Tosto, con cui peraltro lei ha trascorsi piuttosto movimentati?

«Con lui ho un rapporto di normalità fatto anche di temporali e bufere, ma ognuno si fa i fatti suoi. Che lui sia esuberante per cui l’apparenza è colta come fatto sostanziale è un dato di fatto. Da questa parte c’è un rassemblement di persone che hanno origini politiche diverse, pensieri e convincimenti ideologici diversi, ma il collante è la svolta da dare alla città. In questa ottica avrei pensato a un governo cittadino di coalizione nazionale.
Avremmo dovuto presentarci uniti all’Europa. Solo così avremmo potuto acquisire maggiori meriti, occasioni e opportunità. Il 2019 non può essere sicumera per tizio o caio o per cerchie ristrette. Dobbiamo lavorare al servizio esclusivo della città. Ecco la terza occasione persa».

Matera 2019, però, il giorno dopo la vittoria era già diventato tema di critica.

«E’ vero, perchè ognuno si è ritenuto proprietario esclusivo di questo traguardo che invece appartiene a tutta la città. Quando invece si è determinata la separatezza, si è cominciato a sbagliare. Invece avremmo dovuto costruire subito tutto insieme. Matera è ancora senza infrastrutture e senza collegamenti, con un apparato industriale in crisi, dall’industria molitaria all’edilizia e al mobile imbottito. Nessuno si illuda di essere depositario di energie.
Evito valutazioni di carattere politico, ma dobbiamo rendere più libera la città, basta con le proroghe, con le nomine preannunciate, con la coazione obbligatoria di chi deve andare in pensione. Bisogna lasciar perdere le bandiere di appartenenza, come quelle di qualche sera fa al comizio di Adduce. La campagna elettorale non finisce domenica prossima».

I materani hanno votato in modo da giungere al ballottaggio. Che segnale ha lanciato la città alla politica?

«Se dovessi fare lo speculatore direi che un’amministrazione che si intitola la vittoria del 2019, avrebbe dovuto prendere il 70% dei voti. Non è successo e questo vuol dire che in città si è già determinata la lacerazione e la divisione. Una presa di coscienza di cittadini a livelli di voti pressochè paritari, vuol dire respiro di libertà, rottura degli schemi. Votare Raffaello De Ruggieri con persone che dal punto di vista ideologico non la pensano come me, è un valore aggiunto».

Il concetto di piazza è cambiato e si è spostato sempre più spesso sul web. Lei però ha deciso di parlare ai cittadini in piazza Vittorio veneto. E’ convinto che questo sia ancora un metodo efficace?

«Io sono un infopovero, il contatto con la gente non si esercita solo attraverso il web. La strumentazione elettronica moderna ha portato alla velocizzazione dei poteri che conduce all’ignoranza. Il sapere comporta lentezza, approfondimento, capacità di riflessione. So che il web si è scatenato contro di me, ma io non li leggo. Io la sera alle otto passeggio in centro e mi fermo a parlare con tutti. Conosco i materani guardandoli negli occhi, non come fanno gli untorelli anonimi e camuffati».

Perchè un comizio in piazza?

«I comizi si fanno in piazza. Io sono un libero professionista discretamente affermato anche fuori dalla città. Di fronte a una scelta che si ritiene importante per la città, io non sono abituato a fare il disertore. sono stato chiamato più volte in causa nei comizi degli avversari politici».

Sarà un comizio o una conversazione pubblica?

«La definizione ha poca importanza. La mia è una dimostrazione di affetto per il destino della città, un contributo per la rinascita di Matera e una riaffermazione del valore dell’amicizia di fronte ad attacchi beceri».

a.ciervo@luedi.it

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