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Speranza e Cuperlo tornano insieme
Le minoranze Dem si riuniscono contro Renzi

Basilicata

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ROMA - Si rimescolano le carte nella minoranza Dem. All’indomani dell’ultima direzione di partito, Area Riformista, la corrente guidata da Roberto Speranza, definita da Renzi “minoranza della minoranza”, è pronta a mettere definitivamente fine alla sua esperienza.
A solo poco più di un anno dalla sua nascita. Ma per l’ex capogruppo alla Camera non si tratterebbe affatto di un’interruzione nel suo cammino d’ascesa.
Le anime inquiete del Pd, che non si riconoscono nella linea del segretario e presidente del Consiglio tentano la riunificazione e si danno appuntamento per il prossimo 27 giugno a Roma, nell’iniziativa che si chiama “L’Italia che vogliamo, il Pd che vogliamo”. Di fatto verrà sancita la fusione tra Area Riformista e Sinistra democratica, Gianni Cuperlo.
Una nuova corrente che dovrebbe tenere dentro tutta l’opposizione a Renzi e che dovrebbe riconoscersi proprio nella leadership di Roberto Speranza.
E, chiaramente, nell’obiettivo comune: riprendersi il Partito democratico in vista del congresso nazionale.
Certo, il 2017 è ancora lontano, ma la sfida non è affatto semplice. Ed è per questo che le varie anime dell’opposizione tentano la via dell’unità, fin da ora.
Certo, la riunificazione rappresenta un passo indietro per Speranza e per i suoi “seguaci”, che ad aprile del 2014 decisero di dare un nome alla minoranza che non si riconosceva in Renzi ma nemmeno nell’area Cuperlo. Ma solo in parte, visto che il parlamentare lucano torna da leader, con l’antagonista di Renzi sconfitto all’ultimo congresso e allora sostenuto dallo stesso Speranza, che ora sarebbe disposto a fare un passo indietro.
Del resto, l’ormai ex corrente del deputato lucano ha dovuto prendere atto del forte ridimensionamento subito in occasione del voto sull’Italicum, quando molti parlamentari di Area riformista, considerati “più dialoganti”, scelsero di votare la fiducia.
Da allora è passato più di un mese, ma l’analisi politica è arrivata solo dopo la riunione d’area che Speranza ha convocato martedì sera. La prima dopo l’ufficializzazione delle sue dimissioni da presidente del gruppo alla Camera. Riunione alla quale si sono fatti vedere anche alcuni civatiani come Walter Tocci, Erica D’Adda e Lucrezia Ricchiuti.
Insomma, quella in corso tra le varie minoranze Dem è una vera e propria riorganizzazione che dovrebbe vedere la luce di qui a breve. Speranza e Cuperlo saranno insieme, già il prossimo 19 giugno, sul palco di Torino per la manifestazione “A sinistra nel Pd” organizzata da Andrea Giorgis.
La prima uscita ufficiale all’insegna della riunificazione. Mentre, sempre in settimana settimana, è previsto un incontro sulla scuola - in concomitanza con l’approvazione del testo in commissione Cultura di Palazzo Madama - che dovrebbe vedere la partecipazione congiunta dell’ex capogruppo e dell’ex presidente del partito.
Proprio la riforma della suola, come quelle costituzionali, rimane uno dei terreni di battaglia comune tra le due aree che fino a ora sono rimaste distinte.
Le aperture arrivate dal Presidente del Consiglio nel corso della direzione di lunedì scorso, sono state bollate ancora come troppo generica nella riunione di Area riformista del giorno seguente. Tanto che proprio Speranza commenta: «Un passo in avanti importante, ma vedremo cosa accadrà nel passaggio parlamentare da qui a pochi giorni».
E, nella sua riunione con i suoi, non poteva mancare anche un’analisi sul recente voto nelle regioni, che ha portato a conclusioni ben diverse rispetto a quelle tracciate da Renzi in direzione. Le sconfitta in Liguria e in Veneto e l’esiguo margine di vittoria in Umbria e Campania - per Area riformista, ormai in “liquidazione” - hanno segnato un arretramento del partito.
Molto astensionismo, che - nell’analisi degli speranziani - sarebbe legato proprio al contestato ddl scuola. E la minoranza mira proprio a questo: intercettare l’elettorato insoddisfatto, attraverso una proposta politica alternativa. Dentro al partito, ma in contrapposizione rispetto alla linea del segretario.
Dopo aver percorso, per più di un anno, cammini diversi ma paralleli, Speranza e Cuperlo ora decidono di riprovarci insieme. Sulla nuova fusione, fino a ora, nessun commento ufficiale da parte dell’ex capogruppo.
Solo un tweet, nel giorno dell’anniversario della morte di Giacomo Matteotti, per ribadire un concetto a lui caro, che costò la vita al politico socialista ucciso dai fascisti: “Le proprie idee vengono prima di tutto il resto”.

m.labanca@luedi.it

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