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Intervista a Latronico
«Non vedo rivoluzioni in atto»

Basilicata

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POTENZA - Cosimo Latronico a 360 gradi. Il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia critica Renzi e Pittella, non chiarisce ancora come e quando ufficializzerà la scelta fittiana (ma non ci sono dubbi che avverrà), “rottama” comunque il vecchio centrodestra e lo stesso Berlusconi e per non farsi mancare nulla lancia la volata materana a De Ruggieri.

Deputato lei è stato tra i protagonisti negli scorsi mesi alla Camera dei deputati tra gli oppositori delle riforme di Renzi. Ora che sta accadendo?

«Ci sono tensioni sopite e nascoste nel Pd che poi alla Camera sono anche emerse. Ora mi sembra che ci sia la volontà da parte di Renzi di recuperare un dialogo con la sua minoranza. E’ chiaro che se non si dovesse recuperare questo dialogo potrebbero no nesserci i numeri necessari al Senato. L’impressione è che lui stia prendendo tempo. Ma questa melina sulla scuola in generale deve comunque tener conto dell’urgenza di riempire gli organici per l’inizio dell’anno scolastico a settembre».

Al netto dei proclami come è il quadro generale a Roma?

«Io credo che il premier dopo un anno e mezzo circa dall’inizio del suo governo ora è nella fase in cui deve saldare il conto. Non ha lesinato promesse nell’impegnarsi su una riforma al mese. Poi si sa che tra il dire e il fare, come si suol dire, c’è di mezzo il mare e mi pare un pò in difficoltà...».

E Pittella?

«Anche sul presidente della Regione si può dire che a 14 - 15 mesi dal suo insediamento questa rivoluzione stenda a vedersi. Riforme di assetto non se ne vedono. E lo sprint che una giunta di esterni avrebbe dovuto assicurare mi pare sia al capolinea tanto che mi pare che Pittella la Giunta la voglia sostituire. Intanto come “caparra” sulle elezioni di Matera è stato sostituito Ottati con Braia e al netto della valutazioni di merito non mi sembra una mossa “estetica”. La Giunta va valutata per quello che fa e sugli obiettivi raggiunti. Se poi la si deve cambiare la si cambia ma quello che è avvenuto finora alla Regione mi pare frutto di una spinta di conservazione più che di riformismo».

Anche lei comunque, prima o poi dovrà chiarire una volta per tutte la sua scelta su Fitto e Berlusconi...

«Dico che anche dalle ultime elezioni abbiamo capito che il centrodestra italiano ha il dovere di organizzare una nuova offerte politica perchè lo spazio elettorale c’è ed è grande. Io mi auguro che tutti gli attori si rimettano in gioco: nessuno può vivere di posizioni di rendita. La realtà va avanti, non va indietro. Anche le leadership, pure quelle più significative, cominciando da Berlusconi, devono mettersi in discussione nel senso che vanne create le condizione affinchè un’area politica possa vivere anche oltre le leadership stesse. Questo è il tema politico vero dentro il centrodestra».

E quindi?

«E quindi mi auguro che finiti i fuochi elettorali nel centrodestra si possa riaprire un dialogo reale immaginando strumenti veri di partecipazione popolare. Le primarie in tal senso sono una possibilità per selezionare la classe dirigente attraverso la volontà del popolo».

Ma questo dentro o fuori Forza Italia?

«Dentro il centrodestra. Perchè anche Forza Italia rispetto alla nuova Legge elettorale non può fare scelte personali. L’Italicum obbliga a comporre coalizioni importanti. Anche perchè tra Renzi da un lato e Salvini dall’altro esiste un’intera area politica nella quale va organizzata una proposta unitaria. Io lavoro e mi spendo per questo. E non mi interessano nicchie di potere e di rendita elettorale. Vanno costruite proposte per arricchire il sistema democratico italiano».

Ma Fitto può essere un leader in tal senso?

«Raffaele Fitto in questi mesi, secondo me, ha dato un contributo importante al dibattito e alle idee. E’ indubbio il suo protagonismo nel sottolineare la necessità per il centrodestra tutto di costituzionalizzarsi e di lanciare una proposta programmatica seria».

Cambiando contesto, in questi giorni è scattato di nuovo in Basilicata, l’allarmismo rispetto alla possibilità che a Scanzano, nel Metapontino, venga realizzato il deposito unico delle scorie nucleari. Lei che conosce i fatti a partire dalle proteste popolari del 2003 che idea ha maturato in queste ultime settimane?

«Io da deputato ho già interrogato il Governo poco più di un mese fa. So che c’è una procedura avanzata tra Sogin e Ispra per determinare una mappa sulla quale poi il Governo si esprimerà. Talloneremo la vicenda perchè ci diano tutti i documenti. Mi auguro che la Basilicata sia declunearizzata anche perchè già offre molto in termini di petrolio».

Lei è impegnato in questi giorni per il rush finale delle comunali a Matera. Come vede la partita?

«Credo che Matera rappresenti dal nostro punto di vista un cantiere di innovazione. Si è scelto alla base il metodo partecipativo delle Primarie. Il giorno delle Palme 4.500 cittadini hanno votato tra 5 diversi candidati. Alla fine De Ruggieri è stato indicato dalla base e non dai vertici. Si è voluta dare la prevalenza ai contenuti più che allo schieramento. Questo non come qualcuno dice per nasconderci ma solo per fare prevalere gli aspetti programmatici e anche il valore delle persone».

Non trova che però sia una compagine, quella che sostiene De Ruggieri, troppo eterogenea?

«Dal mio punto di vista non è una debolezza ma una ricchezza di apporti diverso che si muove intorno a una fortissima personalità quale è De Ruggieri. Una persona di grande esperienza e di grande valore che si mette in discussione con un atto di generosità nella fase più importante della città di Matera verso il 2019. Non sarà una ordinaria amministrazione quella dei prossimi anni. Matera avrà un ruolo decisivo per sè come Capitale della Cultura ma anche per tutta la Basilicata».

E’ ottimista per il ballottaggio?

«Ho un pronostico di vittoria proprio per la natura di questa candidatura e anche per la storia critica degli ultimi 5 anni di amministrazione Adduce con troppi temi non affrontati tra cui quello dei rifiuti».

Le polemiche sull’associazione Zetema?

«Credo che chi ha mosso questioni di integrità e trasparenza nei confronti di De Ruggieri ha fatto un atto di ingiustizia. La sua storia parla per sè. E’ stato l’uomo che da primo ha contato sulle risorse culturali della città trascindando di fatto Matera a questo risultato. Trovo quindi queste polemiche veramente duori luogo».

s.santoro@luedi.it

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