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Royalty, 104 mln in arrivo in Basilicata
Il sottosegretario Vicari: «Decreto entro luglio»

Basilicata

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POTENZA - Un passo in avanti negli accordi Regione-Ministero, in tema di petrolio e compensazioni al territorio. Il decreto interministeriale tra Mise e Mif che renderà di fatto disponibili le risorse che prima alimentavano la card idrocarburi dovrebbe arrivare a breve. «Entro luglio», assicura il sottosegretario Vicari. «Entro la fine di giugno», provano a insistere i sindacati lucani, che altrimenti minacciano la mobilitazione. Ma una cosa è certa: il tavolo romano che si è riunito nel primo pomeriggio di ieri, per dare attuazione all’intesa sottoscritta tra Vicari e Pittella a marzo scorso, ha dato i suoi frutti. Proprio dal sottosegretario allo Sviluppo economico - destinataria, insieme al presidente Pittella, di una lettera di minacce di morte resa nota nei giorni scorsi - sono arrivate importanti rassicurazioni in questa direzione. «E’ mia ferma intenzione e impegno del Ministero - ha spiegato alla riunione alla quale hanno preso parte il governatore lucano, le parti datoriali e sindacali, Eni e Shell, oltre all’esponente di Governo - promuovere l’adozione del provvedimento al più presto, prima della pausa estiva». Un decreto indispensabile, senza il quale gli impegni assunti a marzo scorso nel preliminare di accordo avrebbero un mero valore formale. Si tratta di mettere materialmente le risorse sul piatto: circa 130 milioni di euro complessivi (75 per il 2013 e 55 per il 2014) derivanti dal 3 per cento delle royalty sui barili estratti in Basilicata negli anni di riferimento. Di cui 104 destinati alla Basilicata per finanziare politiche di sviluppo: incentivi al sistema produttivo lucano, interventi nel settore del risparmio e dell’efficienza energetica, misure di sostegno al reddito, ampliamento dei servizi offerti dagli enti locali; risorse per promuovere l’occupazione stabile e i progetti di utilità sociale. E la restante parte, 26 milioni di euro, destinati alla social card.
In pratica, l’80 per cento alla Basilicata, il 20 al Governo (anche se su questo ultimo punto le interpretazioni non sono univoche).
Forte il pressing di Cgil, Cisl e Uil per la velocizzazione dei tempi, soprattutto perché una parte dei 104 milioni destinati alla Basilicata ci sono anche le risorse per l’attivazione del reddito minimo di cittadinanza, cavallo di battaglia delle organizzazioni sindacali. «Una misura che non può più attendere - ha commentato ieri il segretario della Cgil di Basilicata, Angelo Summa, al termine dell’incontro che ha definito «soddisfacente» - dati anche i risvolti inediti che la crisi potrebbe ulteriormente generare sul territorio». Ma anche perché «è giusto che i lucani possano finalmente vedere i benefici del grande contributo dato al Paese». In più - sottolinea ancora il segretario Summa - è importante portare a casa le compensazioni economiche prima che il Governo inizi a lavorare alla prossima Finanziaria.
Dal sottosegretario sono giunte anche altre rassicurazioni: «Dobbiamo lavorare - ha detto ieri alle parti - per avviare un confronto specifico sui temi e sui programmi di sviluppo industriale che potranno offrire l’opportunità di cogliere gli altri importanti benefici previsti dallo Sblocca Italia». Primo fra tutti il 30 per cento riconosciuto alla Regione sulle produzioni aggiuntive. Mentre considerazioni a parte merita il calo del prezzo del petrolio, «con la necessità di adottare gli interventi tecnici sugli impianti per preservarne nel tempo le potenzialità produttive, dalle quali dipendono nel concreto gli introiti economici e l’occupazione».
Il rischio che intravede il sottosegretario è che «gli interventi economici non siano strutturali». «E’ di basilare importanza anche una riflessione sui programmi industriali da portare avanti e sulla gestione dei giacimenti».
Al centro del confronto anche la richiesta inoltrata a Eni - che fa parte di uno specifico punto dell’intesa sottoscritto a marzo - di effettuare nuovi investimenti per garantire al territorio la massima sicurezza compatibile con le attività estrattive.
Le parti presenti al tavolo hanno poi rinnovato quello che è molto più di un invito rivolto alla compagnia del cane a sei zampe a investire in regione in progetti di chimica verde, con lo sfruttamento di rinnovabili, alternative a quelle fossili. La palla ora passa al Ministero dell’Economia e della Finanza che dovrà fare la sua parte, per fare in modo che le risorse arrivino materialmente ai lucani. Il prima possibile.

m.labanca@luedi.it

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