Salta al contenuto principale

I consigli dello sconfitto Adduce
al nuovo primo cittadino di Matera

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 3 secondi

MATERA - Fuma il sigaro fino a consumarlo, si guarda intorno e ringrazia collaboratori, candidati, sostenitori. Salvatore Adduce parla nel suo comitato elettorale davanti a tante persone. All’esterno il traffico in via Dante e nella parallela via La Malfa è bloccata dalle auto. La sconfitta gli si legge chiaramente in faccia ma la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che poteva, evita che si lasci andare all’emozione. Lo farà alla fine del suo discorso (lontano da tutti, entrando in una saletta attigua), pronunciato guardando ogni tanto i dati che alle sue spalle confermano la vittoria di Raffaello De Ruggieri.
«Per la città sarà un problema una coalizione vincente estremamente dilatata, allentata come una molla elastica. Ci aspettano giorni e mesi complicati. Non sarà facile organizzare una risposta di governo all’altezza delle esigenze che abbiamo prospettato. E’ stata una buona battaglia - dice comunque - registriamo un risultato finale che credevamo andasse diversamente». L’apparentamento di Angelo Tortorelli con De Ruggieri è stato il punto di svolta. Lo ammette anche lui: «La somma delle due coalizioni dava dal punto di vista aritmetico più o meno questo risultato anche se la politica non si fa con la matematica, ma i numeri contano». La sede del comitato elettorale richiama amici, compagni di percorso politico, sostenitori da Carlo Chiurazzi a Roberto Cifarelli ad Achille Spada a Marta Ragozzino. Forse qualche valutazione, in questi ultimi giorni decisivi avrebbe dovuto essere analizzata meglio: «Era sembrato che quell’apparentamento non dovesse pesare come sembra sia stato. Abbiamo lavorato con una proposta robusta, forte, seria che guarda al futuro della quale non si potrà non tenere conto».
All’esterno, dove nei mesi scorsi la folla garantiva un chiacchiericcio rumoroso, ieri sera invece era il silenzio a farla da padrone. Salvatore Adduce rilascia interviste e non lesina abbracci mentre precisa nella sua veste di esponente dell’opposizione: «Saremo propositivi con un bagaglio di esperienza accumulato in questi cinque anni. Le nostre proposte, d’altronde, erano già presenti nel programma elettorale. Avremo un profilo senza pregiudizi ma con una guardia sempre alta». Nei prossimi cinque anni a De Ruggieri consiglia innanzitutto di fare come ha fatto lui: nominare subito gli assessori. «Se De Ruggieri si vorrà rinchiudere in un localismo sfrenato, non farà il bene della città».
Fa mea culpa Roberto Cifarelli, capogruppo regionale del Pd: «L’apparentamento - conferma - portava già con se’ un risultato di questa natura. L’impegno dopo quella fase, non è bastato a recuperare quei dati. La campagna elettorale è stata improntata da parte della coalizione di Raffaello de Ruggieri è stata più improntata sull’evidenza delle emergenze piuttosto che le potenzialità, ma gli elettori sono sovrani».
Un risultato che il Pd cittadino deve analizzare? «Siamo l’unico partito sulla scena politica con tutti i suoi limiti, i problemi interni. Abbiamo registrato il 18,5% pur tra più di 20 liste e 700 candidati. A livello cittadino e regionale dovrà interrogarsi nel solco di un dibattito aperto, ma fa parte della dinamica post elettorale. In sede regionale faremo altre valutazioni - aggiunge. E sul ruolo dell’opposizione spiega: «Saremo rigorosa ma costruttiva, siamo seriamente preoccupati per de Ruggieri che dovrà tenere insieme 13 liste e tante personalità con esperienza politica di lungo corso. Non sarà semplice anche perchè non vorremmo trovarci di nuovo, di qui a qualche mese, a rifare una campagna elettorale».

a.ciervo@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?