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Il giorno dopo il voto. Intervista a Salvatore Adduce
Pro e contro sull’esito del ballottaggio

Basilicata

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MATERA - Le strette di mano di prammatica ci sono, gli auguri di buon lavoro anche. Ma le differenze fra Salvatore Adduce e Raffaello De Ruggieri restano, come nella memoria dei materani restano i duri attacchi reciproci che risalgono solo a poche ore fa.
Qualcuno rispolvera il termine “pacificazione” ma Matera avrà bisogno di tempo per uscire dalla campagna elettorale per ritrovare il senso comune verso un unico obiettivo.
Nelle parole dell'ex sindaco Salvatore Adduce, nel suo primo bilancio post voto al netto dall'emozione dei minuti successivi al risultato, si può leggere molto di questo clima.

Nel Pd c'è qualcuno che è venuto meno, che non è stato ai patti?

«Quando si va al corpo a corpo, nel ballottaggio, è molto difficile comprendere come si schierano le diverse componenti o le singole persone.
Noi abbiamo fatto un lavoro straordinario, nel primo turno eravamo avanti. Nel secondo si sono determinati gli effetti dell'apparentamento con Angelo Tortorelli, di questo ulteriore apporto che ha fatto la differenza».

Torniamo al caso-Tortorelli. Nei giorni precedenti all'annuncio, vi eravate scambiati segnali incoraggianti. Poi, cosa è successo?

«Sembrava che potessimo avere un risultato al fotofinish, invece De Ruggieri con la sua coalizione è riuscito a spingere in avanti le sue truppe e il risultato si è mostrato dai primi scrutini».

Sarà protagonista, inevitabilmente, dell'analisi del voto nel Partito democratico. In quel contesto quale sarà l'elemento che sottolineerà?

«Bisogna mettere da parte le questioni personali. In questa campagna elettorale, ancora una volta, sono emerse questioni di equilibri e assetti nel partito e nelle istituzioni.
Credo il Pd debba fare un'analisi molto seria e severa per poter evitare che si continui stancamente in questo stillicidio. Sul piano nazionale questo problema viene sollevato anche dal segretario nazionale. E' una malattia che interessa il Partito democratico».

E la cura qual è ?

«Per poter affrontare i problemi bisogna avere come stella polare gli interessi della comunità a cui dobbiamo proporci in modo unitario. Non possono esserci più Pd, diversi Pd con una lista di qua e una di là. Bisogna giungere ad un chiarimento generale per comprendere da che parte stiamo.
Abbiamo osservato, d'altronde, che i commenti locali come quello di Buccico dicono che il sindaco di Matera è un sindaco di centrodestra. C'è poco da stare allegri. Se ci fosse stato uno scontro fra due blocchi di centrosinistra, avremmo parlato un'altra lingua. Il centrodestra si annette onestamente una vittoria, è riuscito a comporre una coalizione in cui sono confluiti alcuni pezzi del Pd e del centrosinistra e di questo bisogna tener conto».

Matera, però, diventa un vero e proprio caso. Il centrodestra si annette la vittoria con una coalizione in cui non è presente alcun simbolo né riferimento politico.

«E' sintomatico del fatto che si possa aprire una fase da “liberi tutti” in cui ognuno fa come gli pare. Non è onesto nei confronti dei cittadini».

Cosa hanno espresso i materani con questo voto?

«Quando parliamo di una comunità che al primo turno si è espressa in modo poderoso a favore del nostro progetto, dobbiamo registrare un buon risultato. Non siamo una coalizione trascurabile sotto il profilo dei numeri. Quello che ha detto l'elettorato va interpretato correttamente. I cambiamenti che abbiamo annunciato non sono stati sufficientemente percepiti, risentiamo di difficoltà che si sono manifestate in questi anni. Avremmo potuto nei mesi precedenti, trovare rimedio. Ci sono state situazioni che hanno impedito che questo si avverasse. Il risultato va rispettato, da questo partiamo».

a.ciervo@luedi.it

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