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Pd tra crisi di nervi e guerra intestina
I democratici vanno alla resa dei conti

Basilicata

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POTENZA - La tensione è a mille. La sconfitta di Matera per il Pd è un boccone che non si digerisce. E a 48 ore dal ballottaggio per gli sconfitti è ancora il tempo della “rabbia”. La sensazione è che molto di quello che sta avvenendo sia ancora una reazione di “pancia” più che di testa. I materani dem, amici e sodali, di Adduce sono per la linea dura e lo scontro a tutti i livelli.
Insomma urlano al complotto e nel frattempo immaginano la vendetta nei confronti di presunti “traditori”. E non ci vuole la sfera di cristallo per capire che ce l’hanno con Marcello Pittella. Luongo da parte sua chiarisce, prima che qualcuno possa costruire “castelli in aria”, - con un comunicato mattutino - che non ha intenzione di dimettersi. Amen.
Ma questo serve solo a depennare una delle tre ipotesi in campo ma non mette a tacere tutto quello che si è scatenato sotto banco tra sospetti, dietrologie e frasi dette a metà.
Le voci sono partite con il blitz (riportato da diverse fonti) di Antonio Luongo in Consiglio regionale ieri mattina. Per fare cosa? Per condividere il comunicato magari con i suoi più fidati consiglieri regionali? Possibile.
Ma c’era anche chi immaginava un “serrate le fila” per iniziare una vera e propria guerra intestina in Consiglio regionale contro il governatore e la giunta regionale. La verità è che c’è estrema confusione e le iniziano a circolare anche ipotesi non veritiere.
Addirittura ieri pomeriggio sono iniziate a circolare delle voci secondo cui il senatore renziano Salvatore Margiotta stesse raccogliendo firme per sfiduciare Luongo dalla carica di segretario regionale. Anche questa ipotesi è stata, nelle ore, destituita di fondamento.
Questo però non vuol dire che sia “scoppiata” la pace. Tutt’altro. Che questa sia la vigilia della resa dei conti finale nel Partito democratico della Basilicata è abbastanza scontato. Ma al momento si aspetta prima che passi la fase delle reazioni scomposte dettate solo ed esclusivamente dalla rabbia e poi si inizierà a mettere in campo le ragioni di uno scontro che pare comunque inevitabile.
In ogni caso sembra (e questo è realistico e fondato) che Luongo stia per convocare una Assemblea straordinaria del Pd lucano entro il 29 giugno prossimo. Sarà quello il luogo del confronto e dello scontro con il segretario regionale che si potrebbe presentare con la volontà di chiudere tutte le vicende relative alla convocazione dei congressi cittadini (in primis Potenza e Melfi) e alla composizione della segreteria regionale più la nomina delle cariche politiche apicali del partito con in testa la presidenza dell’assemblea (postazione che fino a qualche settimana fa era promessa a Maura Locantore). Bisogna vedere se questo possa bastare. Probabilmente no.
In ogni caso, escludendo le dimissioni del segretario regionale, nei prossimi giorni si continuerà su due binari: lo scontro totale tra le due anime dem o un tentativo (l’estremo) di pacificazione. Una strada che potrebbe addirittura prevedere (una volta che gli animi si saranno raffreddati un pò) il ripescaggio di Salvatore Adduce nella giunta regionale.
Ipotesi che però viene già respinta dai più che ricordano: “sarebbe stata la soluzione ideale tre mesi fa insieme a Braia ma non ora”.
Per il resto bisogna anche registrare che è forte anche la teoria di chi respinge con forza che la sconfitta di Adduce sia da intestare a Pittella, ricordando che due consiglieri comunali eletti con De Ruggieri furono proposti ad Adduce che rifiutò. Insomma il clima è infuocato e il tempo dei sospetti vince ancora. E in tale logica ognuno pensa che la colpa sia degli altri.

 

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