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Il nodo dissesto
Da De Luca pressing su Pittella

Basilicata

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POTENZA - La comunicazione del sindaco di Potenza al consiglio comunale non cambia le aspettative sul destino della città, né rinvigorisce le speranze. Certifica, invece, nella sede istituzionale la prospettiva: se dalla Regione non arriverà nuova disponibilità di soccorso economico, la legislatura cittadina terminerà per far posto al commissario.
Dario De Luca, ieri, ha parlato ai consiglieri comunali, sottolineando così il ruolo che ha sempre assegnato (e che vuole sia di protagonismo) all’aula.
«Verso la fine della prossima settimana incontrerò il presidente della Regione, Marcello Pittella. Capite bene che da questa interlocuzione dipende la sopravvivenza amministrativa di questo consiglio».
Quell’incontro sarà l’ultimo a cui aggrapparsi per chiudere il bilancio di previsione in pareggio ed evitare, così, il commissariamento. La Regione darà la disponibilità a un nuovo sforzo economico per il capoluogo? Potrà farlo in tempi decisamente più brevi di quelli preventivati fino a qualche settimana fa?
«Eravamo in attesa che venisse emanato un decreto destinato a modificare il testo unico degli enti locali - ha ricordato De Luca nella seduta di ieri - Ci aspettavamo che contenesse la possibilità di spalmare su cinque anni il risanamento».
È quello il tempo che Comune e Regione Basilicata, seguendo una strategia suggerita dal viceministro agli Interni, Filippo Bubbico, si erano dati: cinque anni per tagliare, risanare, recuperare il deficit, anche grazie al contributo regionale (42 milioni di euro). La tranche più importante del fondo era stata prevista proprio nel 2018.
Ma il decreto Enti Locali - almeno stando alle indiscrezioni, fino a quando il testo non sarà disponibile sulla Gazzetta Ufficiale - non contiene lo “spalma-debiti”.
Il Viminale, tra l’altro, ha già spiegato di non poter valutare un bilancio costruito “fuori dalla norma”, in cinque anni, appunto, non nei tre previsti dalla legge. Così ora il Comune ha 60 giorni di tempo a disposizione per riscrivere il conto economico e riportare in pareggio le casse comunali.
Un’impresa non da poco.
«Il primo atto a cui ho dato corso è stato chiedere agli uffici di valutare la possibilità di operare di nuovo sul bilancio, con ulteriori tagli, per capire quali margini di recupero abbiamo». Deboli.
«Gli uffici - ha detto ancora il sindaco - sono ancora a lavoro, ma anche con ulteriori economie, non riusciremmo a recuperare cifre tali da contenere lo sforzo del riequilibrio».
Tagliando il tagliabile, annullando praticamente i servizi (compreso il trasporto), il Comune potrebbe recuperare quattro, cinque milioni al massimo. Ne resterebbero scoperti ancora una ventina. Potranno essere garantiti dalla Regione in soli tre anni?
Il dibattito che si è aperto coinvolge anche altri territori e gli amministratori romani. Uno delle strade suggerite prende in considerazione il fondo delle royalty del petrolio: se fosse in quel tesoretto la cifra necessaria a salvare la città dal commissario?
«Dopo questo lavoro di analisi e rimodulazione del bilancio, tra qualche giorno, incontrerò Pittella - ha annunciato De Luca - e chiederò di intervenire sulla nostra ipotesi di bilancio costruita nel triennio». La risposta segnerà il destino della consiliatura.

s.lorusso@luedi.it

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