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Pd, in vista dell'assemblea
iniziano le mosse delle correnti

Basilicata

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POTENZA - I big e le correnti iniziano a mettere i pezzi sulla scacchiera del Pd. In vista dell’Assemblea regionale del Partito democratica, convocata per il prossimo 5 luglio da Antonio Luongo all’indomani della sconfitta elettorale a Matera lunedì sera quasi in concomitanza ci sono state due riunioni. 
I pittelliani - renziani si sono dati appuntamento alla Regione, nella sala della giunta con il governatore a fare da padrone di casa. 
La riunione, cominciata intorno alle 20, è durata due ore alla fine delle quali i protagonisti della corrente renziana si sono aggiornati ai prossimi giorni. Allo stato dell’arte la posizione è quella di studiare le mosse degli altri con la volontà emersa, al momento, di non voler assecondare l’inedita voglia del segretario regionale di completare tutti gli organigrammi di partito. 
Nelle stesse ore più o meno, si è svolta un’altra riunione. All’Hotel Vittoria si sono incontrati i defilippiani del Potentino. Assente il “capo” e cioè il sottosegretario di Stato, Vito De Filippo i suoi hanno comunque parlato di cosa fare in vista dell’Assemblea del 5 luglio. Da quanto è emerso le posizioni all’interno della squadra defilippiana erano abbastanza eterogenee anche se c’era chi era più schiacciato sulla svolta decisa verso l’area renziana e chi frenava. Al momento tutto resta com’è. Anche sulle questioni più strettamente regionali alla fine si è trovata una condivisione. Critiche alla gestione del partito da parte di Luongo ma senza determinare strappi. Almeno nell’immediato. 
In pratica i defilippiani nella prossima riunione del 5 luglio confermeranno la fiducia - o comunque l’appoggio al segretario regionale se non si dovesse arrivare al voto - ma non in maniera incondizionata. In buona sostanza potrebbe essere l’ultima volta che De Filippo e i suoi seguono la via luonghiana. In definitiva comunque rimane sempre in piedi la via renziana soft per i defilippiani doc. 
Dall’altro lato, alla Regione alla riunione renziana si sono dati appuntamento i consiglieri regionale Vito Giuzio, Mario Polese, Vincenzo Robortella e Luigi Bradascio. Oltre a loro ovviamente c’era il governatore Pittella, il senatore Salvatore Margiotta, la deputata Maria Antezza e il neo assessore all’Agricoltura, Luca Braia. 
Il confronto è stato organizzato per decidere insieme una linea unitaria sul cosa fare in vista dell’Assemblea regionale del 5 luglio. Da quanto è emerso dalle indiscrezioni è stata una prima riunione definita interlocutoria. Non c’è ancora nulla di deciso. Esistono due posizioni: quella del dialogo con Luongo e quella della chiusura definitiva con tutto quello che ne potrebbe conseguire. In ogni caso la strategia verrà definita solo nei prossimi giorni anche rispetto alle mosse che metteranno in campo “gli altri” a partire da Luongo e dall’area Cuperlo. 
In ogni caso lunedì i big renziani - pittelliani lucani si sono salutati con la convinzione che il 3 luglio Luongo vada messo alle strette. Escluso categoricamente in tal senso che i renziani possano avallare il progetto del segretario regionale di procedere (come se niente fosse) alla composizione degli organismi a 11 mesi dal congresso del 5 agosto 2014. L’Area Renzi chiede (ma questo verrà ben definito nei prossimi giorni nei modi e nella forma) l’apertura di una discussione dura sulla conduzione del Pd lucano negli ultimi 11 mesi. 
Intanto però il clima di tensione interno al Partito democratico non si esaurisce alle riunioni di corrente. In consiglio regionale ieri c’è stato l’avvertimento del capogruppo dem, l’adduciano Roberto Cifarelli al governatore Pittella nel dibattito sulgli immigrati. E anche alla fine dell’Assemblea quando i lavori sono stati chiusi in anticipo per mancanza di numero legale di consiglieri in aula sul bilancio dell’Arpab c’era più di un sorriso da parte dei non pittelliani. 

 

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