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Dal bonus benzina, al Salva Potenza
L’ok dipende dall’ufficio legale del Mise

Basilicata

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POTENZA - La volontà politica c’è, com’è emerso dalla riunione di maggioranza che si è svolta lunedì scorso. Ma prima di andare avanti sarà necessario un via libera tecnico. E a pronunciarsi sulla concreta possibilità di utilizzare le risorse non ancora spese della ex card idrocarburi, relative all’anno 2012, per il salvataggio di Potenza sarà il Mise, attraverso il parere legale richiesto agli uffici romani che dovrebbe arrivare a giorni.

Si tratta di una parte dei 90 milioni di euro che inizialmente dovevano servire a ricaricare le carte dei patentati lucani, in virtù del famoso bonus introdotto dall’articolo 45 della legge 99 del 2009. Soldi che però, già prima che l’ipotesi del Salva Potenza si facesse largo, erano stati ridestinati: a beneficiarne, non solo i patentati lucani, ma tutti i residenti in regione, in misura variabile a seconda delle fasce di reddito.

Una riconversione che è stata una sorta di anticipazione di quanto sarebbe poi stato sancito con l’accordo sottoscritto, nei mesi passati, dal presidente Pittella e il sottosegretario Vicari rispetto all’utilizzo delle royalty maturate per le due annualità successive: un nuovo fondo destinato in gran parte a finanziare politiche sociali come il reddito minimo e d’inserimento e una restante parte destinate a efficientamento energetico e sviluppo.

E da cui, quindi, stornare una somma per finanziare il debito del capoluogo non sarebbe affatto operazione facile. Almeno a parere di alcuni.

L’ipotesi, comunque, rimane ancora in campo. Del resto, il Consiglio regionale ha già impegnato la Giunta a esplorare la possibilità di istituire un fondo per i comuni lucani. Ma nel frattempo un canale più diretto è rappresentato proprio dalle risorse inizialmente stanziate per la card idrocarburi per l’anno 2012 e ancora rimaste “congelate”. Ad ogni modo, prima di procedere in questa direzione, sarà il ministero a dover esprimersi sulla fattibilità dell’intervento, con il parere legale richiesto agli uffici romani. A beneficiarne, com’è emerso chiaramente dalla riunione di maggioranza di lunedì, non solo il capoluogo di regione, ma anche gli altri comuni lucani.

Non solo quelli in forte deficit finanziario, ma pure quelli virtuosi. Un modo per scongiurare il concreto rischio di lotte tra territori, nel caso di interventi a favore della sola città di Potenza. Nel frattempo, a esprimersi positivamente sulla linea della maggioranza di centrosinistra sono il senatore Guido Viceconte e Vincenzo Taddei, sottolineando come l’utilizzo dei fondi della ex card idrocarburi sia una proposta avanzata proprio da loro nelle settimane passate.

«Non ci interessano le primogeniture», dichiarano in una nota congiunta, a firma anche dei consiglieri regionali, Aurelio Pace e Franco Mollica. Ma è chiaro che si tratta di un’operazione su cui i due esponenti di Nuovo centro destra, cioè lo stesso partito di Simona Vicari, vorrebbero mettere il cappello.

«La rimodulazione del fondo relativo alla card carburante - ribadiscono nella nota - e' la strada sulla quale lavorare per dare sostegno non solo alla città di Potenza ma anche agli altri comuni che si trovano nelle medesime condizioni». E nel frattempo fanno sapere di aver avviato il pressing istituzionale a Roma, attraverso l’azione del senatore Viceconte, sul sottosegretario Vicari per fare in modo che le richieste vengano accolte.

Si riuscirà a portare a casa il risultato? Per adesso il sindaco De Luca non si sbilancia. A Palazzo di Città di rimane in attesa. Ma, certo, la speranza è l’ultima a morire.

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