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Toni alti, accuse e gestacci:
in scena all'attivo la crisi del Pd potentino

Basilicata

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POTENZA - Una Assemblea cittadina del Partito democratico di Potenza che non passerà alla storia per lo stile “english” dei suoi protagonisti. Urla, offese, difese improponibili e il più “patetico” dello scaricabarile tra gli ingredienti di giornata.

E c’è stato addirittura anche un “gestaccio”. Cosa che se fosse accaduta in un campo di calcio avrebbe infiammato le moviole e riempito paginoni di giornali. Perchè Lucia Sileo, da presidente dell’assemblea cittadina del Pd (e quindi seduta al centro del tavolo della presidenza della tiunione) a un certo punto alla proposta avanzata dal segretario provinciale Antonello Molinari ha risposto con un emblematico gesto dell’ombrello.

Fortuna ha voluto che lo stesso Molinari era già di spalle e quindi non si è accorto del gesto. Altrimenti sarebbe stato l’ennesimo alterco di una riunione in cui non sono mancati momenti di frizione.

Insomma in buona parte della riunione l’eleganza è rimasta fuori dalla sala riunioni. Pecca amplificata dal fatto che più che litigare su visioni politiche gli scontri sono stati generati quasi tutti da intemperanze e stilettate.

E a poco è servito un Vito De Filippo in versione “simpatica” che tentando di sdrammatizzare ha dispensato battute e farcito di ironia tutto il dibattito dalla prima fila.
Nemmeno Antonio Luongo, di solito bravo a stemperare il clima, è riuscito a smussare gli angoli. Insomma è stata la Direzione del livore dove molti dei protagonisti politici degli ultimi lustri della citta di Potenza hanno lasciato il fioretto a casa e si sono sfidati con la scimitarra.

A un certo punto le urla dell’ex assessore Giuseppe Messina (che in precedenza era stato protagonista di un intervento durissimo nei confronti di Giampiero Iudicello) nei confronti del militante dem, Gerardo Lisco che lo aveva accusato (in realtà non è così ndr) di essersi candidato consigliere comunale nel 2014 con una lista contrapposta al Pd si sono sentite probabilmente a decine di metri dalla sala convegni.

Intervento ironico ed elegante invece per Luigi Petrone (il candidato sindaco di Potenza sconfitto allo scorse elezioni) che ha regalato una chicca quando cercando di spiegare le ragioni di una candidatura e poi di una sconfitta ha raccontato: «Una sera mi sono visto arrivare a casa tre Magi che mi chiedevano di candidarmi: Margiotta, Speranza e Santarsiero...».

 

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