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Unità su petrolio, divisioni su Arpab
Impugnato il decreto attuativo dell’articolo 38

Basilicata

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POTENZA - Sul petrolio la maggioranza trova la quadra e impugna il decreto attuativo dell’articolo 38 dello Sblocca Italia. Era nell’aria. Niente da fare invece per l’approvazione del bilancio dell’Arpab. Nonostante a un certo punto dei lavori consiliari di ieri era parso che il voto in aula sul provvedimento finanziario dell’ente per il controllo ambientale potesse arrivare, alla fine di una riunione di maggioranza dai toni polemici e dal confronto serrato sono prevalse le ragioni della cautela: tutto rinviato di una settimana alla prossima seduta di Consiglio regionale per proseguire nelle valutazione e negli approfondimenti. Insomma la sensazione è che il centrosinistra e il Pd sia in una fase delicatissima dove anche quello che accade in Consiglio non è svincolato dalle mutate condizioni politiche e dagli scenari di guerra che si annunciano.

Il primo effetto è il cambiamento di atteggiamento per quanto riguarda la materia petrolifera. La Regione, ieri, ha deciso di entrare in rotta di collisione con il Governo nazionale e quindi con Renzi. La decisione di impugnare il decreto del Mise sulla parte che riguarda il petrolio della legge Sblocca Italia è assolutamente discordante con quanto deciso invece a dicembre scorso quando invece pervalse la linea politica del dialogo con il Governo centrale guidato dal segretario nazionale del Partito democratico.

Il presidente della Regione da parte sua ha chiaramente parlato di scelte politiche aggiungendo che l’impugnativa si rende necessaria per la volonta del centrosinistra. Insomma si è evitato accuratamente di sollevare l’ennesimo punto di frizione. Nei dettagli è stata votata a maggioranza la nuova mozione proposta dal capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli (che di fatto ha assorbito la precedente mozione presentata dai consiglieri regionali Franco Mollica dell’Udc e Giannino Romaniello ex Sel) che impegna la Giunta regionale e il governatore “ad impugnare dinnanzi al Tar del Lazio il decreto del Mise del 25 marzo 2015 sull’attuazione dell’articolo 38 della legge Sblocca Italia”.

Hanno votato a favore i consiglieri regionali presenti in aula del Pd, Psi, Udc, Lista Pittella, Centro democratico e Gruppo misto), Si sono astenuti invece i due consiglieri di Forza Italia (Napoli e Castelluccio) per ragioni politiche e il consigliere di Fratelli d’Italia, Rosa che chiedeva ulteriori approfondimenti di natura legale. Contrari invece i due consiglieri del Movimento 5 Stelle, Perrino e Leggieri che a loro volta si sono visti respingere una loro mozione sempre contro lo Sblocca Italia che evidentemente è stata considerata eccessivamente dura. In precedenza era anche stato fatto un tentativo di far convergere i due consiglieri pentastellati a favore della mozione di Cifarelli.

Il motivo dell’impugnativa così come si legge nella mozione è “in ragione della lesività delle prerogative costituzionali riservate alle Regioni, che trovano espressione in sede di Conferenza Unificata, a promuovere contestualmente conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale.

Numerosi i commenti dopo la decisione di impugnare con le parole di Pittella in aula e la soddisfazione in primis di Roberto Cifarelli.

In particolare il governatore lucano ha dichiarato: «Voglio che i lucani sappiano che i primi difensori dei cittadini e dell’ambiente siamo noi. L’allarmismo o addirittura il terrore creato demagogicamente su questioni delicate come le estrazioni e i permessi di coltivazione non giovano a nessuno. La decisione della Regione Basilicata di impugnare il decreto emanato dal Ministero dello Sviluppo economico il 25 marzo scorso ha un chiaro significato politico. Quello di rafforzare le garanzie contenute nell’articolo 38 della stessa legge, che a suo tempo ci indussero a non appellarci alla Corte Costituzionale, proprio perché ritenevamo che fossero state accolte dal Governo le nostre istanze.
Detto questo il Consiglio è andato avanti. Approvando tra le altre cose l’Atto contabile dell’Ater di Potenza. Nulla da fare invece per il bilancio dell’Ater. Ennesimo rinvio. Il consiglio ci proverà tra una settimana. Ma è ovvio che questa decisione è figlia dei rilievi sollevati dalla Corte dei conti e anche di un fuoco amico di pezzi del Pd e della maggioranza che iniziano a criticare la gestione dell’ente a partire dalla guida di Schiassi.

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