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«Io furbo? La mia linea è sempre stata questa»
Lacorazza sulle royalty a Potenza

Basilicata

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POTENZA - Un “epiteto”, «il furbetto della card», attribuitogli dalla Nuova del Sud, lo spinge a mettere tutte le carte sul tavolo delle royalty ai Comuni e a Potenza. Piero Lacorazza, che nel Pd è uno dei maggiori fautori dell’istituzione del fondo per i comuni, nell’ambito dei 104 milioni di euro che stanno per essere sbloccati dal decreto interministeriale atteso per luglio, esplicita, punto per punto, la sua posizione. Tanto per non prestare il fianco a fraintendimenti. Partendo, innanzitutto, da una secca replica a quanto gli contesta il quotidiano lucano: «Nessuna furbizia». Gioca con il cognome dell’editore, parlando di informazione “Macchia(ta)” e chiarisce: il post del giorno prima su facebook, con tanto di documenti allegati, era relativo alle royalty 2013-2014. Una specifica temporale necessaria, perché la questione nasce tutta da qui. L’accusa, infatti, è quella di voler indorare la pillola, a colpi di «bugie», rispetto al “furto” che si starebbe tentando a danno dei lucani, spostando i soldi dell’ultimo anno di bonus benzina sul fondo destinato ai comuni.

«Non c'è una mia posizione e un documento che parli dei fondi del bonus carburanti del 2012», replica Lacorazza. Per il quale, la via prioritaria da seguire, esplicitata anche nella riunione di maggioranza dello scorso lunedì, è il fondo di coesione sui 104 milioni derivanti della ex card idrocarburi («ormai tumulata» dallo Sblocca Italia) per gli anni 2013-2014. Una parte di quelle risorse attualmente vincolati a misure di sviluppo - secondo la sua proposta - potrebbero essere liberate, perché sostanzialmente sovrapponibili ai fondi comunitari. Questo consentirebbe - spiega ancora il presidente - di dirottarle in parte, per costruire politiche per gli enti locali, a partire dal finanziamento del fondo di coesione per i 47 Comuni con popolazione sotto i 2500 abitanti. Precisando, però, che la scelta «va agganciata a parametri e priorità per evitare un effetto di “dipendenza” e di inefficienza».

Una via da seguire parallelamente all’altra strada che il presidente del Consiglio indica per salvare Potenza. Quella del voto in Parlamento alla legge di conversione del decreto sugli enti locali, per riportare dentro l’emendamento che consentirebbe di spalmare il debito della città capoluogo in cinque e non i tre anni. «Sono stato un sostenitore della proposta Bubbico. Ad oggi il decreto enti locali deve essere convertito in legge quindi il Parlamento può introdurre questa norma».

Se queste sono le due vie principali da percorrere, il presidente non si sottrae al confronto sull’impiego delle risorse del 2012 per garantire servizi per Comuni e Province, in primis Potenza. Proposta su cui - precisa Lacorazza - a Vincenzo Taddei e Guido Viceconte, cioè i principali protagonisti del bonus hanno aperto. C’è da capire, però - aggiunge - però quanta parte di queste risorse andrebbero utilizzate in questo modo. Una precisazione che lascerebbe intendere la possibilità di confermare parte delle risorse per il bonus benzina (secondo un criterio che potrebbe essere basato sul reddito) e parte per il fondo ai comuni.

Riconosce, però, che sul 2012 «non sono pochi gli scogli tecnici che dovranno essere superati per un eventuale utilizzo di queste risorse in forme diverse dal bonus carburanti, che ribadisco sarà l’ultimo poiché abolito dalla cosiddetta legge Sblocca Italia».

Una soluzione che si dice comunque pronto a discutere, nel caso, in cui dovessero saltare le prime ipotesi, e sempre se sarà possibile superare i problemi tecnici amministrativi nei competenti Ministeri. Altra questione, quella relativa alle responsabilità nel dissesto del capoluogo, a chi sostiene in queste ore che garantire il finanziamento del debito cittadino equivarrebbe a una sorta di condono. «Per accertare eventuali responsabilità (sottolineo eventuali, qui si aprirebbe un capitolo molto complesso) - conclude Lacorazza - ci vorrà molto tempo, ma nel frattempo si corre il rischio di commissariare la città e mettere di fronte oggi, non tra un secolo, la comunità potentina ad forte impatto sociale».
m.labanca@luedi.it

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