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Michele Vitaè il primo amministratore unico
di Acquedotto Lucano Spa: «Subito al lavoro»

Basilicata

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POTENZA - È Michele Vita il primo amministratore unico di Acquedotto Lucano Spa. La sua elezione, approvata all'unanimità e fortemente sostenuta da 18 comuni, rappresenta il “primo passo verso la rivoluzione totale della Società che gestisce, in Regione, il servizio idrico integrato”. Avrebbe dovuto esserci una competizione tra due candidati, così non è stato dopo la rinuncia da parte Giuseppe Musacchio, attuale commissario del Consorzio di Bonifica.

Niente proclami per Vita a margine dell'elezione, solo voglia di mettersi “subito al lavoro”. «Ciò che è stato fatto in questi anni – ha dichiarato a caldo il neo amministratore unico di Al – è stato un buon lavoro. Ora necessito di tempo per capire appieno il reale stato di salute dell'Ente che vado ad amministrare».

«L'azienda – ha voluto ancora sottolineare Vita – può sicuramente ambire a migliorare il servizio idrico integrato, valorizzando il gioco di squadra con i sindaci della Basilicata». La “rivoluzione” di Al era stata presentata come un'opera necessaria, di cui si discuteva da tempo. In un momento in cui non si parla d'altro che di “spending review”, anche la società che gestisce gli impianti idrici e fognari della Basilicata, ha dovuto dar vita ad una vera e propria riforma per ridurre i suoi costi di gestione.

Dopo 13 anni, infatti, la Spa vede sparire il Consiglio di Amministrazione per un motivo meramente economico. «L'ultimo triennio è stato caratterizzato da difficoltà generate dalla forte crisi congiunturale che sta investendo tutta Italia», ha affermato il presidente uscente, Rosa Gentile, nel corso del suo intervento all'assemblea dei soci tenutasi ieri a Potenza.

«Le maggiori criticità – ha aggiunto Gentile - hanno riguardato il blocco dei trasferimenti dei fondi da parte della Regione, per effetto del patto di stabilità, l'aumento del costo dell'energia elettrica, le morosità da parte di utenti privati e soggetti pubblici. L'azienda è sana – ha concluso - ma ora, per poter camminare da sola, ha bisogno di tempi certi nei confronti dei fornitori che partono dal rimodellamento gestionale dell'ente».

Fino a ieri i vertici della società costavano alle casse pubbliche una cifra vicina ai 300 mila euro. Con la “riforma” decretata ieri, il risparmio dovrebbe essere di circa due terzi, grazie ad un compenso per l'amministratore unico di circa 100 mila euro lordi annui e la sparizione dei consiglieri, il cui “costo” si aggirava intorno ai 150 mila euro.

«Si tratta di un passo a cui ne seguiranno altri - ha dichiarato il governatore lucano Marcello Pittella - lungo la strada del rigore e del buon uso del denaro pubblico. Meno postazioni di “vertice” e più risorse destinate all'efficientamento dei servizi resi ai cittadini».

Quanto risparmio effettivo ci sarà a partire da oggi non è ancora dato sapere. I dettagli di questa “spending review” non saranno chiari fino alla partenza della nuova fase gestionale di Acquedotto lucano. Certo è che si auspica un seguito concreto alle parole di Pittella che ha parlato di «fase nuova nella società chiamata a gestire la più grande risorsa naturale della Basilicata: l'acqua», definita da Michele Vita «un asset strategico per la Basilicata, più del petrolio, che è destinato ad esaurirsi in tempi relativamente brevi».

«Bisogna cambiare verso alla macchina amministrativa regionale, - ha concluso Pittella - riducendo sprechi, privilegi e qualche sacca di inefficienza».
A margine dell'assemblea dei soci di ieri, infine, è stato approvato il bilancio “consolidato al 31 dicembre 2014”, che presenta un risultato positivo di circa 60 mila euro. L'assemblea ha pure eletto il collegio sindacale confermando Lorenzo Pagliuca e Carmine Nigro ed eleggendo Vincenzo Marranzini quale presidente.

 

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