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Intervista Adduce nel giorno dell'assemblea
«Luongo e Pittella non sono in sintonia»

Basilicata

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MATERA - «Non c’è stata coesione tra le due personalità principali che dovevano sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda cioè il segretario regionale Luongo e il presidente della Regione Pittella. Occorreva una diversa determinazione ed invece il presidente della Regione ha assolto bellamente chi contrastava la candidatura ufficiale del Pd». Salvatore Adduce spiega il suo punto di vista a poche ore dall’assemblea del partito Democratico che avrà come suo argomento forte il risultato negativo ottenuto a Matera e l’ex sindaco spiega con chiarezza quali sono stati, a suo modo di vedere, i problemi e gli impedimenti che hanno causato il risultato negativo nella città dei Sassi.
«Quella che definisco un’occasione persa visto il lavoro straordinario che è stato fatto e i risultati che eravamo riusciti ad ottenere e mettere in campo. Purtroppo quello che è successo risiede in precise volontà di smontare un processo in atto con persone organicamente nel Pd o nella sua area più vasta, persone del centrosinistra che si prendono il lusso di decidere senza analizzare le questioni e i temi, io ancora non so quali siano di fondo le questioni, i motivi programmatici su cui non ci trovavamo d’accordo».
Adduce non ha difficoltà a spiegare quello che è mancato in queste settimane e quello che si aspetta, le posizioni sembrano chiare: «io in realtà non so se parteciperò all’assemblea oppure no, anche perchè sta al Partito fare un’analisi della situazione. Credo che Luongo dovra proporre un passo in avanti considerata la difficoltà di relazioni che è emersa tra lui ed il presidente della Regione».
Poi un nuovo affondo proprio con riferimento, esplicito e chiaro, ai rapporti di Pittella: «non c’è stata la coesione, ci sono personalità dal presidente della Camera di Commercio allo stesso consigliere Bradascio eletto in una lista che prende il nome e fa riferimento diretto al presidente della Regione che hanno preso posizioni diverse senza che ci sia stato alcun freno posto di fronte a queste posizioni.
Ora è il momento in cui bisogna guardarsi tutti negli occhi e decidere cosa si vuol fare davvero». Guardando a quello che è stato, ai problemi interni al Partito Democratico ed al percorso che ha portato alla sua candidatura Adduce è convinto ancora che le scelte siano state quelle giuste e sottolinea: «abbiamo risposto a tutte le richieste che ci sono arrivate, è stata la chiesa la disponibilità alle dimissioni del segretario cittadino di Matera e sono arrivate le dimissioni, è stato chiesto un congresso straordinario per ridefinire le questioni interne al partito e si è trovato un accordo, anche sulla presidenza della Fondazione che pure non dovrebbe essere materia specifica di partito è stato chiesto di distinguere tra sindaco e presidente e si è data disponibilità e parere positivo.
Non so cosa altro si dovesse fare. Le primarie? Il tentativo che si voleva portare avanti era quello di mettere insieme pezzi che niente hanno a che fare tra loro per arrivare ad un risultato condizionante per il Pd e il centrosinistra. A questo punto meglio non averle fatte le primarie e meglio che ci si sia espressi con le modalità a doppio turno previste normalmente dalla legge. Le primarie, come lo stesso presidente del Consiglio ha riconosciuto (lui che ha beneficiato decisamente dell’utilizzo di questo strumento) hanno dato esito decisamente contrastante e negativo in diverse occasioni in Italia. Per cui meglio non averle fatte, è stato giusto così».
Adduce, che affronta per la prima volta dopo il ballottaggio queste questioni, non entra nello specifico di scelte e decisioni, chiarisce il suo pensiero e sottolinea la distanza (“non sintonia” come dice testualmente) tra il segretario del Pd e il presidente della Regione. La sintesi probabilmente delle questioni che oggi verranno toccate ed affrontate nell’assemblea regionale del partito. Ci sarà da capire se e come si riuscire a trovare una sintesi che elimini o quantomeno superi questa attuale distanza. Sempre che ci sia la possibilità e la volontà di fare questi passi.

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