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Leone sospende lo sciopero della fame
Stop alla protesta dopo l'incontro con Pittella

Basilicata

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POLICORO - Il sindaco di Policoro, Rocco Leone, ha interrotto lo sciopero della fame iniziato alle otto di sabato mattina. Decisiva è stata la visita del governatore lucano, Marcello Pittella che, terminate le “fatiche” dell’assemblea regionale del Pd, si è recato nella sede istituzionale comunale dove c’era Leone, per un confronto, accompagnato dall’assessore regionale all’Agricoltura Luca Braia.

Per il Pd di zona erano presenti il segretario Rocco Negro e Mirna Mastronardi.

E’ stata decisa una “battaglia comune”.

La Regione, attraverso il suo governatore ha garantito a Leone di fare fronte comune e mettere in atto tutte le iniziative immediate necessarie a bloccare le trivelle nello Jonio.
Le idee del presidente Pittella erano state espresse qualche ora prima di giungere a Policoro, attraverso una nota stampa, della quale parliamo a parte. Idee che hanno convinto Leone a desistere dalla forma estrema di protesta.

Ricordiamo, infatti, che la protesta civile del sindaco era rivolta alla scellerata decisione del Governo Renzi, di far trivellare il Mar Jonio dalle società petrolifere.

Iniziativa che aveva trovato immediatamente migliaia gli attestati di solidarietà e incoraggiamento giunti al primo cittadino di Policoro.

«Il tentativo di smuovere gli animi sta avendo un incredibile successo – scriveva Leone qualche istante prima di incontrare Pittella – sto ricevendo la solidarietà di tutti, ma la cosa più importante è che la gente ha percepito che questa non è la mia battaglia personale ma è la battaglia di tutti e di tutto il popolo jonico.

I lucani sono per natura un popolo mite ma che al tempo stesso sa unificare gli intenti facendo ricorso a quello spirito brigante che inneggia nel suo carattere – continuava Leone – il tempo della politica fine a se stessa è terminato. Non possiamo permettere che il nostro mare venga trivellato, per questo continuo a denunciare il vergognoso passaggio che vede prima approvare il Ddl 1345-B alla Camera che introduceva il reato per chi utilizzasse la devastante tecnica dell’Air Gun, prevedendo pene con detenzione da 1 a 3 anni, disegno che una volta presentato al Senato è stato con un emendamento scandalosamente eliminato dalle forze di Governo. E’ questo il punto nodale di tutta la questione è qui che viene perpretata la “truffa” ai danni del popolo».

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